Con l’estate aumenta il rischio degli incendi boschivi. Lo scorso anno gli eventi si sono concentrati, in gran parte, tra i primi di luglio e la prima metà del mese di agosto con un andamento pari o quasi a quello del valore medio della serie storica (2006-2023). Nel 2024, in Italia, è bruciata una superficie complessiva di 514 chilometri quadrati: per fare un confronto, circa la metà della superficie di Roma Capitale. Di questi, il 20% (circa 103 chilometri quadrati, ossia una superficie quasi riconducibile con l’estensione del Lago di Bolsena) erano composti da ecosistemi forestali.

È quanto emerge dal Rapporto Incendi Boschivi pubblicato da Ispra sulla base di dati forniti dal sistema European Forest Fires Information System del programma europeo Copernicus Emergency, successivamente elaborati con applicazioni di machine learning per il riconoscimento degli ecosistemi coinvolti negli incendi.
Incendi: superficie bruciata in diminuzione nel 2024

In base al rapporto, il 46% dei boschi bruciati lo scorso anno era rappresentato da latifoglie sempreverdi, quali leccete e macchia mediterranea, il 37% di boschi di latifoglie decidue (che perdono le loro foglie nella stagione fredda e le ritrovano in primavera) e il 14% di boschi a conifere.
Gli incendi avvenuti lungo tutta la penisola, nel 2024, sono tuttavia risultati meno gravi per estensione delle aree colpite rispetto agli anni precedenti. L’estensione complessiva delle aree percorse da incendio risulta infatti pari a circa due terzi del valore medio calcolato nel periodo 2018-2023. La superficie complessivamente bruciata in Italia risulta superiore solo a quanto bruciato nel 2018 e nel 2019, ma inferiore a tutti gli anni tra il 2020 ed il 2023. I numeri risultano nettamente inferiori rispetto al 2023 sia per le superfici totali bruciate (-52%), che per le superfici forestali bruciate (-34%).
31% degli eventi in ecosistemi forestali è nei siti Rete Natura 2000
Lo scorso anno, la superficie percorsa da incendi è diminuita sensibilmente in Sicilia ma rimane stabile o aumenta nelle altre regioni del sud, in Sardegna e nelle altre regioni del nord, mentre diminuisce nelle regioni del centro. Nel 2024 sono state colpite da grandi incendi boschivi ben 16 regioni su 20. Le sole regioni Sicilia, Calabria e Sardegna insieme hanno contribuito a più del 66% del totale di superficie forestale italiana colpita da eventi notevoli. Le regioni che non presentano grandi superfici bruciate sono la Valle D’Aosta, la Lombardia, Il Trentino-Alto Adige e il Veneto.
La provincia che ha maggiormente sofferto gli incendi è quella di Reggio Calabria con 10,3 chilometri quadrati, che da sola rappresenta il 41% del totale forestale bruciato in Calabria e il 10% del totale forestale nazionale percorso da incendio. Anche nella provincia di Cosenza e in quella di Nuoro sono bruciati rispettivamente 9,4 chilometri quadrati e 8 chilometri quadrati di superficie boschiva.

Nota dolente: il 31% degli ecosistemi forestali percorsi da incendio nel 2024 si trova all’interno di aree protette, appartenenti principalmente a siti della Rete Natura 2000.
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