Il dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie ha pubblicato il bando nazionale per promuovere le strategie di Green Communities. Per la realizzazione dei piani di sviluppo la dotazione finanziaria disponibile è pari a 12.097.984,46 euro a valere sul Pnrr. Le risorse disponibili sono così ripartite tra le Regioni e le Provincie autonome: 2.492.545,60 euro al Nord e 9.605.438,86 euro al Mezzogiorno.

Le Green Communities sono comunità locali, tra loro coordinate e/o associate, entrate nella legge 221/2015, che intendono sfruttare in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono. Saranno finanziate nella realizzazione di piani di sviluppo sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale.
Green Communities: i piani di sviluppo
Le candidature per il finanziamento dei progetti possono essere presentate da Comuni della medesima Regione o Provincia Autonoma solo in forma aggregata come:
- Unioni di Comuni ex art. 32 d.lgs. 267/2000;
- Comunità Montane ex art. 27 d.lgs 267/2000;
- Consorzi ex art. 31 d.lgs. 267/2000;
- Convenzioni ex art. 30 d.lgs. 267/2000.
Come specificato nel bando, i piani di sviluppo sostenibile devono includere, a pena di inammissibilità e in modo integrato, almeno uno dei seguenti campi di attività:
- la gestione integrata e certificata del patrimonio agro-forestale;
- la gestione integrata e certificata delle risorse idriche;
- la produzione di energia da fonti rinnovabili locali, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i micro-impianti idroelettrici, le biomasse, il biogas, l’eolico, la cogenerazione e il biometano;
- lo sviluppo di un turismo sostenibile;
- la costruzione e gestione sostenibile del patrimonio edilizio e delle infrastrutture di una montagna moderna;
- l’efficienza energetica e l’integrazione intelligente degli impianti e delle reti;
- lo sviluppo sostenibile delle attività produttive (zero waste production);
- l’integrazione dei servizi di mobilità;
- lo sviluppo di un modello di azienda agricola sostenibile.
Progetti realizzati secondo il modello dell’economia circolare
Le risorse così distribuite garantiscono che il 40% delle risorse sia riservato a soggetti attuatori delle otto regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia). Sono ammessi cofinanziamenti pubblici, comunitari, nazionali o regionali, nel rispetto del vincolo del doppio finanziamento ex art. 9 del Regolamento (UE) 2021/241. In considerazione di quanto previsto dagli artt. 107 e 108 del Tfue in materia di aiuti di Stato, “il soggetto attuatore non può conferire, anche in via indiretta, vantaggi selettivi ad operatori economici, indipendentemente se gli stessi siano organizzati o meno in forma di impresa, onde evitare possibili fenomeni di aiuto indiretto” si legge nel bando. In presenza di aiuto indiretto il contributo potrà essere revocato.
Saranno finanziati progetti per la realizzazione di piani di sviluppo delle Green Communities di importo minimo del contributo concedibile (comprensivo dell’Iva ammissibile) pari a 500.000 euro. Il finanziamento è concesso nella forma del contributo a fondo perduto ed è pari al 100% delle spese ammissibili.
Tutti gli interventi devono essere progettati, realizzati e gestiti secondo il modello dell’economia circolare e nel quadro di obiettivi di riduzione dei consumi energetici, attraverso misure di efficientamento energetico e, ove possibile, ricorrendo all’uso di energie alternative e rinnovabili.
Gli interventi non devono arrecare danni all’ambiente: domanda a mezzo Pec
Nella implementazione degli interventi dovranno essere rispettati il principio do no significant harm “affinché detti interventi non arrechino alcun danno significativo all’ambiente”, oltre che i principi della parità di genere e della protezione e valorizzazione dei giovani. Tutti gli edifici o gli spazi oggetto di intervento devono altresì prevedere la rimozione delle barriere che limitano l’accesso alle persone con disabilità fisiche, culturali e cognitive, oltre che il rispetto di ogni altra condizionalità ed obiettivo previsti dalla normativa vigente relativa al Pnrr.
Il Progetto, in tutte le sue componenti progettuali e di interventi, dovrà essere interamente realizzato e completato entro il termine perentorio del 31 marzo 2026, in coerenza con le tempistiche previste dallo stesso Pnrr e secondo le fasi attuative che risulteranno indicate nella proposta progettuale.
La domanda di finanziamento, firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’ente richiedente, completa della proposta, dei documenti e delle dichiarazioni richieste dal bando, deve essere presentata, a pena di esclusione, entro il trentesimo giorno dalla pubblicazione dell’avviso sul sito istituzionale del dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie a mezzo Pec.
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