La fine del taglio delle accise ha riacceso i rincari alla pompa, ma i conti non tornano. Secondo l’ultimo monitoraggio dell’O.N.F. (Osservatorio Nazionale Federconsumatori), i prezzi attuali di benzina e diesel sono ben superiori a quanto giustificato dalle reali quotazioni di mercato.
Nonostante l’attesa di qualche giorno per consentire una stabilizzazione dei listini, l’analisi dei costi della materia prima, del cambio Euro/Dollaro e della nuova rimodulazione fiscale evidenzia anomalie evidenti: la benzina dovrebbe costare circa 11 centesimi in meno al litro, mentre per il diesel lo scarto balza a ben -18 centesimi.
L’impatto sulle famiglie: stangata diretta e indiretta
Questo “sovrapprezzo” si traduce in un vero e proprio salasso per i bilanci familiari, quantificato complessivamente in oltre 334 euro annui a nucleo. La stangata si divide su due fronti:
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Costi diretti (+174,80 euro): la spesa aggiuntiva calcolata unicamente per i rifornimenti e i pieni di carburante.
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Costi indiretti (+159,40 euro): l’effetto domino sui beni di largo consumo. Poiché oltre l’86% delle merci in Italia viaggia su gomma, il rincaro del gasolio si riflette immediatamente sui costi di trasporto, gonfiando i prezzi al dettaglio, a partire dai generi alimentari.
“Le famiglie avrebbero potuto risparmiare queste cifre se il Governo non avesse deciso di eliminare, prematuramente, il taglio delle accise, agendo come se le tensioni e le incertezze geopolitiche fossero magicamente svanite”, denuncia l’associazione dei consumatori, chiedendo un immediato dietrofront sulla misura.
Il nodo delle speculazioni e il fenomeno della “doppia velocità”
Sotto accusa finisce anche il meccanismo con cui le compagnie petrolifere adeguano i listini. Il presidente di Federconsumatori, Michele Carrus, ha espresso una dura condanna verso le dinamiche del settore:
“Da troppi anni i cittadini sono costretti a subire l’intollerabile fenomeno della doppia velocità, con cui le compagnie aumentano i prezzi con estrema rapidità alla prima variazione al rialzo della materia prima, senza mai riallinearli adeguatamente al ribasso quando quest’ultima scende”.
Le richieste: sanzioni e stop alla “tassa sulla tassa”
Per arginare i fenomeni speculativi, Federconsumatori si rivolge direttamente all’esecutivo e alle Autorità di controllo, chiedendo un intervento più fermo e determinato che preveda sanzioni severe per gli operatori scorretti.
Infine, l’associazione rilancia una battaglia storica sul fronte fiscale: lo scorporo immediato delle accise dal calcolo dell’IVA. Attualmente, infatti, l’imposta sul valore aggiunto viene applicata anche sulla quota delle accise, generando una vera e propria “tassa sulla tassa” che grava ingiustamente sulle tasche dei contribuenti.
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