Da anni l’Università di Roma Tre ricerca “la sostenibilità nella mobilità”: nel 2012 con una sperimentazione che ha coinvolto 30 ‘ciclisti elettrici’, nel 2016 con il car sharing in accordo col gruppo Enel Energia e oggi con una nuova partnership con Sharengo. L’annuncio arriva da Pasquale Basilicata, il direttore generale dell’ateneo, e dal magnifico rettore, Luca Pietromarchi, nei saluti di apertura dell’evento “Elettrico è meglio”, cui Canale Energia ha partecipato in qualità di relatore, promosso in occasione del Festival della Sostenibilità voluto dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis).

L’accordo Roma Tre – Sharengo

Dal 21 maggio e per un anno il personale d’ateneo e gli studenti potranno noleggiare una e-car a un prezzo convenzionato di 0,23 euro/minuto (per le ragazze il noleggio di notte è ancora più conveniente), pagando con Telepass Pay, sistema di pagamento del gruppo Telepass anch’esso convenzionato con l’Università.

Il vantaggio è duplice: Sharengo potrà usare le infrastrutture di ricarica di Roma Tre mentre l’ateneo potrà condurre ricerche sulla previsione della domanda, sulla gestione della flotta e sulla simulazione di un servizio di car sharing. L’impresa, infatti, metterà a disposizione del team di ricerca dati ed esperienze per analizzare i comportamenti e le abitudini di spostamento delle persone che frequentano l’Ateneo.

Mobilità sostenibile e cambio culturale

Un esempio di sinergia pubblico-privato che può migliorare la qualità della vita attorno alle sedi universitarie e promuovere modalità di trasporto sostenibili verso la città di Roma. “Quanto fatto dall’Università di Roma Tre è un importante cambio culturale. Abbiamo il dovere di insegnare questa cultura a chi dovrà guidare lo Stato, le imprese, le Regioni”, ha commentato l’assessore comunale alla Città in movimento Linda Meleo. “Quando la mamma accompagna il bambino a scuola con l’auto ne fa un automobilista, con la bici un ciclista, a piedi un pedone”, ha commentato Stefano Carrese, delegato del rettore dell’Università Roma Tre per la mobilità sostenibile.

L’offerta di sharing che rispetta il territorio

L’obiettivo, come ricordato a più voci in sala, è avere città sgombre da automobili. “In Italia si è molto legati al concetto di auto privata ma i numeri dimostrano che non è possibile tornare indietro di 10 anni – ha rimarcato Stefano La Porta, presidente di Ispra-Snpa – E’ anche ovvio che, se ragioniamo in ottica di auto elettriche, dobbiamo ragionare in ottica di fonti di energia”. Tra i benefici c’è un’aria più pulita: L’Agenda Onu al 2030 rimette l’uomo al centro e ricollega la salute all’ambiente, ha spiegato Pietro Sebastiani, ambasciatore italiano presso la Santa Sede. “Finora abbiamo adottato in economia un principio meccanicistico e al posto delle persone abbiamo messo i numeri”.

Il modello Sharengo-Roma Tre, se risulterà vincente, potrà essere esportato: “La domanda elettrica cresce naturalmente. Il mercato non è saturo contrariamente a quanto si dice”, ha commentato l’a.d. di Sharengo Emiliano Niccolai, “a breve lanceremo la possibilità di usare un motorino elettrico. Inoltre, potenzieremo la flotta inserendo auto con autonomia fino a 250 km e con costi minori”.

L’importante è capire il business model e calarlo sul territorio”, ha proseguito Niccolai, “a Roma abbiamo usato una strategia opposta a quella impiegata altrove: non abbiamo aspettato l’infrastruttura”. Potrà consentire di superare gli ostacoli che in alcune città non permettono di promuovere soluzioni alternative di trasporto: “Gli operatori privati tendono a tenere per sé i dati che raccolgono e la pubblica amministrazione locale ha difficoltà nello scegliere e nell’attuare nuove politiche”, ha precisato Anna Donati, responsabile mobilità Kyoto Club, e di “capire la realtà in cui calare l’opzione di sharing mobility”.

Incentivi alla mobilità condivisa

Renato Grimaldi, direttore generale per il Clima e l’Energia del ministero dell’Ambiente, ha ricordato che, per ridurre il numero di auto private circolanti in Italia, la Pa potrà fare domanda tramite il Programma di incentivazione della mobilità urbana sostenibile (Primus) per il cofinanziamento di progetti legati alla realizzazione di piste ciclabili, allo sviluppo della sharing mobility e alla crescita delle attività di mobility management presso le sedi delle Amministrazioni dello Stato (sedi centrali e periferiche), delle Amministrazioni territoriali, delle scuole e delle università.

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