Oggi 3 giugno si celebra la giornata mondiale della bicicletta. Nell’aprile del 2018 le Nazioni Unite hanno deciso di istituire questa ricorrenza per sensibilizzare la popolazione mondiale sui benefici sociali, ambientali ed economici che derivano dall’uso delle due ruote.

Tragitto casa-lavoro in bici: 8.635 kg di CO2 risparmiati

La bici si può usare per recarsi a lavoro, praticare sport, viaggiare o svagarsi nel tempo libero. Oggi i ciclisti urbani sono cinque su 100 (dati Federazione italiana ambiente e bicicletta) e in Italia sfiorano i 700 mila. Ogni anno 1,85 milioni di italiani sceglie di andare in vacanza in bicicletta e 4,18 milioni la usa durante le ferie. Sempre più aziende scelgono di agevolare chi si reca a lavoro sulle due ruote, ad esempio installando bagni con doccia. Da gennaio a maggio del 2019 la percentuale di dipendenti che hanno raggiunto il posto di lavoro sulle due ruote o a piedi è cresciuta del 91 per cento rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Il totale dei viaggi a piedi e in bici nella tratta casa-lavoro è stato di 17.598 con una crescita di 78 punti percentuali. Il risparmio per i dipendenti è stato di 16.596 euro e per l’ambiente di 8.635 kg di CO2 (dati Jojob).

Infortuni e come curarsi

Secondo uno studio recente dell’American health association il 42 per cento dei ciclisti subisce infortuni al collo, il 36 per cento stiramenti muscolari all’inguine, il 31 per cento alla schiena e il 38 per cento al cranio. Per la maggior parte si tratta di maschi (70 per cento) e di bambini: chi ha 12 anni presenta rischi di infortuni due volte maggiori rispetto a quelli di adulti tra 20 e 39 anni.

“Il ciclismo è uno sport che può donare tanti benefici ma, come ogni attività fisica, il rischio di infortuni e patologie infiammatorie è sempre dietro l’angolo se si dimentica di sottoporsi a un adeguamento allenamento e a un’attenta valutazione atletica per scongiurare problemi di rigidità fisica”, spiega in una nota stampa il dott. Maurizio Radi, fisioterapista e osteopata, fondatore del centro Fisioradi di Pesaro. “Chi va spesso in sella tende a essere vittima di dolore alla zona lombare o sciatica, tendinopatie del ginocchio e problemi alle articolazioni del polso e agli avambracci”.

La ricetta? Seguire una corretta alimentazione, indossare le giuste attrezzature e, nei casi più complicati, utilizzare la laserterapia.

Piste ciclabili in Italia

Come più volte scritto su Canale Energia, in Italia si sta lavorando al sistema delle ciclovie turistiche nazionali. Sono 20 mila i km percorribili sulle due ruote, ma le ciclabili, nel centro o fuori città, sono spesso abbandonate e difficilmente percorribili. Il Governo si sta occupando di redigere il Piano generale della mobilità ciclistica cui promette di destinare 83,8 milioni di euro in 15 anni per realizzare nuove piste ciclabili. Inoltre, l’esecutivo ha già sbloccato 361 milioni di euro per la realizzazione delle dieci ciclovie turistiche nazionali.

La rete delle ciclovie turistiche

Su dieci ciclovie sono stati firmati otto protocolli d’intesa e sono pervenuti al ministero dei Trasporti due progetti di fattibilità tecnico-economica, per la ciclovia Vento e il Grab di Roma.

In questi giorni il ministero dei Trasporti ha ricevuto l’ok da parte della Corte dei Conti a sbloccare definitivamente per l’estate le risorse per i progetti di fattibilità tecnico economica e l’individuazione dei primi lotti funzionali delle ciclovie Trieste-Lignano Sabbiadoro-Venezia (la cosiddetta ciclovia delle lagune), dell’Adriatica, della Tirrenica e della ciclovia di Sardegna. In pochi mesi dovrebbero essere erogati 4,9 milioni di euro.

Per quanto riguarda la ciclovia Trieste-Lignano Sabbiadoro-Venezia i 500 mila euro previsti saranno erogati per il 55 per cento dalla Regione Friuli Venezia Giulia e per il 45 per cento dalla Regione Veneto. L’intesa tra le Regioni e il ministero prevede che entro il 30 giugno 2022 sia aggiudicata la gara dei lavori relativa al primo lotto funzionale, per ciascuna regione della ciclovia Tri Li Ve cui verrà assegnata come anticipo una somma di 8.061.256 euro.

Per la ciclovia Adriatica, che collegherà Chioggia al Gargano, la Regione Marche, soggetto capofila, a seguito della registrazione da parte degli organi di controllo del protocollo d’intesa, riceverà 1.185.146,48 euro per realizzare il progetto di fattibilità tecnico economica e individuare i primi lotti funzionali. Anche in questo caso l’intesa tra il dicastero e la Regione prevede che entro il 30 giugno 2022 venga aggiudicata la gara dei lavori relativa al primo lotto funzionale. La somma prevista quale anticipo dopo l’approvazione del progetto è pari a 7.718.682,96 euro.

“Alle risorse del sistema nazionale ciclovie turistiche si aggiungono 83 milioni di euro che il Mit ha destinato, nell’ambito delle risorse di competenza del Fondo investimenti 2019, alla creazione, in 15 anni, di altre arterie ciclabili e alla realizzazione del Piano della mobilità ciclistica, a cui si sta lavorando con appositi tavoli di lavoro costituiti al Ministero. Il Piano sarà adottato in coerenza con il sistema nazionale delle ciclovie turistiche e con i programmi per la mobilità sostenibile e punta allo sviluppo della mobilità in bicicletta e alla realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica, intervenendo sia in ambito urbano e metropolitano, sia con percorsi definiti a livello regionale, nazionale ed europeo”, si legge nella nota stampa diffusa oggi dal dicastero.

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Incidenti e morti sulla strada

Ieri 2 giugno si è conclusa l’edizione n. 102 del Giro d’Italia con la vittoria di Richard Carapaz, ciclista ecuadoriano di 26 anni del team Movistar. Non tutti i ciclisti sono atleti e hanno un team che li segue per avere piena coscienza della propria preparazione e delle esigenze del proprio corpo. Quando si pedala bisogna fare attenzione a evitare facili infortuni. Nel 2017 in Italia sono morti 254 ciclisti (dati Aci/Istat) e gli incidenti stradali sono stati più di 17 mila. I dati che arrivano dall’America non sono incoraggianti. Una ricerca della University of California pubblicata sulla Reuters ha stimato un tasso di infortunio del 62 per cento su oltre 60 milioni di ciclisti.

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