Trasferire tutte le componenti necessarie al funzionamento di una vettura elettrica dal cofano alle ruote. E’ questa l’innovativa operazione realizzata dalla startup israeliana REE che ha realizzato una piattaforma auto modulare simile per l’aspetto esteriore a uno skateboard. Si tratta di una struttura che può rappresentare una base, altamente tecnologica, per i produttori di veicoli elettrici. nello specifico questa componente può trasformarsi, con le dovute aggiunte, in diverse di tipologie di vettura elettrica: da una golf car a un camioncino. “Fino ad ora, l’industria ha operato apportando miglioramenti al design tradizionale del veicolo automobilistico” – ha spiegato in una nota il CEO di REE Daniel Barelnoi crediamo che per accelerare la rivoluzione automobilistica abbiamo bisogno di reinventare la ruota, letteralmente”.

Una Lamborghini in 3D

Ma l’auto elettrica modulare non è l’unico esempio del binomio virtuoso tra auto e innovazione. Un’altra declinazione del tema è data dal progetto del fisico Sterling Backus che sta portando a termine nel proprio cortile la stampa in 3D a grandezza naturale di un’automobile con il design ispirato a quello della celebre Lamborghini Aventador. La vettura, a cui il fisico sta lavorando insieme al figlio, ha già richiesto un investimento di circa 20.000 dollari. Al momento sono stati stampati, usando diversi materiali plastici, i pannelli della carrozzeria, i fanali posteriori, i fari le prese d’aria. Le diverse componenti così ottenute sono state avvolte in fibra di carbonio per evitare che si deteriorino. Non tutti gli elementi della macchina sono però stati stampati in 3D. Fanno eccezione il motore, il telaio e altri pezzi strutturali. 

Riconoscimento facciale al posto della carta di imbarco

Lasciando la mobilita su quattro ruote e passando agli aerei troviamo invece l’iniziativa di Air France, che vuole sperimentare in due aeroporti negli Stati Uniti, JFK (New York) e George Bush (Houston), il riconoscimento facciale per sostituire le carte di imbarco. La compagnia aerea francese ha comunicato che se i test di riconoscimento facciale avranno successo, questo tipo di modalità di identificazione dei passeggeri potrebbe essere utilizzato in tutti gli aeroporti statunitensi entro il 2020.

A Montpellier le poste testano un robot per le consegne

A Montpellier, invece, secondo quanto riporta un articolo di France 3 Regions, le poste  francesi stanno sperimentando un robot denominato Hector, realizzato dalla startup Effidence per supportare i fattorini nella consegna dei pacchi. Ma come funziona in concreto questo dispositivo? Il fattorino viene seguito costantemente nel suo giro di consegne dal robot e ogni volta che si ferma può aprire il contenitore del macchinario per dare al cliente il pacco.

Caratteristiche del robot

Il macchinario, che si muove in maniera autonoma grazie a dei sensori posizionati sui suoi lati, è in grado di trasportare fino a 150 kg di merce grazie alla tecnologia LIDAR. La sua velocità massima può arrivare a 6 km / h e la sua autonomia è pari a 8 ore.

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