sviluppo sostenibile smart cityL’Agenda 2030 sarà la bussola per la ripartenza post Covid-19, indicherà “chiaramente la direzione da seguire per una ripresa che permetta di rafforzare la resilienza delle persone, delle comunità e dei territori”. A sostenerlo è la Rete delle università per lo sviluppo sostenibile (Rus) in una lettera aperta. La ripartenza del Paese potrà “accelerare la transizione verso un modello sostenibile di sviluppo” anche se rischia di concedere “eccessiva libertà d’azione, dando addirittura una spinta in senso contrario rispetto allo sviluppo sostenibile”.

Città rinnovate nel post Covid-19

Per uscire dallo stato di emergenza, sottolinea la Rus, le città dovranno promuovere un processo di trasformazione culturale. Dovranno “ripensare gli attuali stili di vita, di produzione e di consumo” per “contrastare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità”. Difatti, la pandemia ha colpito tutti indistintamente e ha fatto comprendere che bisognerà “limitare le disuguaglianze intra e intergenerazionali”.

La città del domani la si costruisce oggi, prosegue la Rus. Non bisognerà perdere il “balzo tecnologico e organizzativo senza precedenti” fatto dagli atenei per fronteggiare l’emergenza. Docenti, personale tecnico e amministrativo, studenti e studentesse hanno imparato “come sia necessario andare oltre i rigidi steccati disciplinari” per cambiare “pur mantenendo la loro natura e identità”. Dunque, “si dovranno rivedere i metodi, gli strumenti, i tempi e la valutazione degli stessi processi educativi” per “abilitare le persone a futuri diversi”.

Agenda 2030 bussola delle proposte Rus

Per rafforzare il proprio impegno in termini di didattica, ricerca, technology transfer and social engagement e human resource development e usare l’Agenda 2030 come bussola per la ripartenza, la Rus avanza cinque proposte:

  1. diventare un think tank indipendente di supporto alla politica e agli amministratori per promuovere interventi locali e regionali. In quest’ottica, i rettori della Rus hanno firmato lo scorso maggio a Udine il Manifesto per l’attuazione delle attività della Rete. Inoltre, le università della rete hanno candidato alcuni progetti al bando del ministero dell’Ambiente sulle strategie regionali. Questi progetti potrebbero fornire l’occasione per creare coordinamenti sistematici e duraturi tra università, ricerca e governo locale e per allenare un approccio integrato tra settori;
  2. collaborare a tavoli di lavoro nazionali con istituzioni, enti e associazioni attraverso i Gruppi di lavoro: cambiamenti climatici, cibo, educazione, energia, mobilità e rifiuti cui, da poco, si è aggiunto inclusione e giustizia sociale.
  3. dar vita a unità locali di resilienza attraverso “analisi prospettiche di tipo ex-ante, attività di monitoraggio e di valutazione ex-post dei progetti e delle politiche implementate”. Una parte della Rus sta spingendo per una “regionalizzazione” dell’approccio di lavoro per mettere a sistema le attività di supporto tecnico-scientifico alla pianificazione di regioni e città. Una visione di medio-lungo termine che parte oggi e supera l’immediatezza della fase 2;
  4. contribuire alla creazione di spin-off accademici e/o all’istituzione di corsi di studi avanzati;
  5. contribuire alla costruzione di un laboratorio a rete per offrire servizi integrati di qualificazione di nuovi prodotti/processi a supporto della fase post-Covid-19.

Le proposte risultano al momento solo teoriche ma l’auspicio è che presto abbiano attuazioni pratiche e concrete sul territorio.

L’impegno Rus per l’Earth day

In occasione della 50° Giornata mondiale della Terra (Earth day) la Rus ha realizzato e condiviso su Facebook un video con i contributi di alcuni dei rappresentanti della Rete.

Inoltre, ha firmato un protocollo d’intesa con l’Unicef Italia per la promozione e la divulgazione di attività di formazione e ricerca sui temi legati all’Agenda 2030 nella fascia di popolazione tra gli 0 e i 18 anni. “La finalità della Rus è la diffusione della cultura e delle buone pratiche di sostenibilità, sia all’interno che all’esterno degli Atenei, in modo da incrementare gli impatti positivi delle azioni messe in atto dalle singole Università e per rafforzare la riconoscibilità e il valore dell’esperienza italiana a livello internazionale”, commenta in una nota stampa la professoressa Patrizia Lombardi, coordinatrice della Rus. “Per questo – prosegue – l’accordo con Unicef Italia rappresenta per noi un modo per raggiungere una fascia di popolazione, quella dei ragazzi, estremamente sensibile ai temi ambientali e, più in generale, alla sostenibilità”.

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