Event 4513446 1280 1024x682La Rete delle università per lo sviluppo sostenibile da tempo si occupa di cambiamenti climatici. All’interno di ogni polo si procede per marco obiettivi dettati dal tavolo di lavoro centrale coordinato dal Prof. Stefano Caserini del Servizio Sostenibilità del Politecnico di Milano. Tra questi ci sono la stima delle emissioni di CO2 degli atenei, la redazione dei piani di mitigazione per la riduzione delle emissioni di CO2 e la comunicazione sui cambiamenti climatici. Ma come stanno evolvendo queste attività in seno ai centri di pensiero nazionali? E come si coordinano tra loro? Canale Energia ha intervistato Caserini.

Qual è l’obiettivo del Gruppo di lavoro (Gdl) “Cambiamenti climatici” e come state cercando di raggiungerlo?

Il Gdl procede per macro obiettivi:

1- Stima delle emissioni di CO2 degli Atenei;

2- Piani di mitigazione per la riduzione delle emissioni di CO2;

3 – Assunzione di impegni di riduzione delle emissioni e comunicazione degli stessi in ambito Unfccc;

4 – Piano di adattamento ai cambiamenti climatici;

5 – Comunicazione sul tema dei cambiamenti climatici.

L’obiettivo del Gdl Cambiamenti climatici è di guidare l’impegno delle università verso azioni di contrasto al cambiamento climatico attraverso la condivisione di informazioni, materiali e metodi finalizzati a definire metriche comuni, conoscenze, competenze e buone pratiche.

A tale scopo sono stati predisposti due documenti di supporto al lavoro degli atenei italiani per la redazione degli inventari delle emissioni redatti a più mani dai due sotto gruppi di lavoro tecnici.

Il primo documento, Linee guida operative per la redazione degli inventari delle emissioni di gas serra degli Atenei italiani, riassume indicazioni pratiche di grande utilità per la redazione degli inventari al fine di favorire la creazione di inventari congruenti e confrontabili in merito a metodologie e dati utilizzati.

Il secondo documento riguarda l’approfondimento sui fattori di emissione, “Fattori di emissione di CO2 per consumi energetici e trasporti per gli inventari di gas serra degli atenei italiani”, che ha effettuato una rassegna dettagliata dei dati, disponibili a livello nazionale ed internazionale, più adatti per l’utilizzo da parte degli atenei.

Nel corso del primo convegno nazionale Cambiamenti climatici della Rete università “Inventari delle emissioni di gas serra nelle Università italiane” sono stati presentati alcuni lavori che hanno adottato ed analizzato la documentazione predisposta dal GDL.

Su quali progetti vi state concentrando? 

Prosegue il lavoro di confronto del Gdl attualmente finalizzato alla realizzazione delle “Linee guida per la redazione dei Piani di Mitigazione delle Emissioni dii CO2 degli Atenei”, secondo macro obiettivo del Gdl. Si tratta di iniziative a livello nazionale.

Il piano di mitigazione può costituire la cornice strategica necessaria per facilitare l’assunzione da parte degli Organi di governo d’ateneo di formali impegni di contenimento delle emissioni climalteranti presenta il quadro metodologico per la definizione e successiva verifica degli impegni di riduzione delle emissioni di CO2 dell’ateneo;

Ogni ateneo definisce in autonomia come procedere, in linea generale può essere redatto al pari dell’inventario. E’ indicato il coordinamento interno con le strutture che seguono e redigono il “Bilancio energetico annuale”, nella figura dell’Energy manager, il Piano spostamenti casa e lavoro – Pscl, nella figura del mobility manager e il Piano strategico dell’università, in assenza di quest’ultimo l’apposito Piano d’ateneo per lo sviluppo sostenibile.

Le università della Rus realizzano inventari sulle emissioni di CO2 degli atenei. In cosa consistono e chi li redige?

Consistono nell’individuazione e nel censimento delle sorgenti emissive dirette e indirette dell’ateneo e della loro quantificazione disaggregate per unità territoriale, periodo di tempo, tipo di combustibile, tipo di inquinane, etc. Ogni ateneo definisce in autonomia come procedere. In generale, la redazione degli inventari può essere realizzata con competenze interne, esterne o parzialmente interne, ad es. attraverso l’attivazione di collaborazioni esterne. Il processo da mettere in campo è un processo trasversale che necessariamente coinvolge diverse strutture e competenze delle amministrazioni degli atenei

Per cosa vengono adoperati?

Per fornire la base conoscitiva per impostare interventi di riduzione delle emissioni e per comunicare e sensibilizzare al tema tutta la popolazione di ateneo.

Vengono trasmessi anche ad aziende per siglare nuovi accordi?

Al momento non è previsto.

Tra i giovani universitari si sta diffondendo lo spirito di protesta dei Fridays for future?

Si, ad esempio ci sono associazioni studentesche alcune di recente istituzione che affrontano il tema portando le proprie istanze a livello locale presso gli organi di governo di ateneo organizzando eventi e attività di confronto e dibattito sia all’interno degli atenei sia all’esterno: ad esempio per quanto riguarda la realtà milanese in occasione del primo global strike le associazioni universitarie e i ricercatori aderenti al coordinamento Milano per il clima in sostegno a Fridays ff hanno organizzato “dalle Università ai licei il clima in piazza” momenti di condivisione della conoscenza da studenti a studenti e cittadinanza.

Quale sarà nel breve-medio periodo il contributo delle università e dei centri di ricerca nella lotta al contrasto dei cambiamenti climatici?

Ogni università dovrà fare la sua parte per contribuire allo sforzo globale di mitigazione dei cambiamenti climatici, in primis quantificando e mitigando le proprie emissioni di gas climalteranti informando e coinvolgendo attivamente i propri studenti tramite attività istituzionali, didattiche, di ricerca, di sviluppo tecnologico nonché la cittadinanza tramite eventi divulgativi come ad esempio l’organizzazione dei vari eventi nel corso del Festival dello sviluppo sostenibile.

Inoltre, gli atenei possono costituire un modello per declinare nelle singole realtà l’azione concreta di decarbonizzazione e di gestione degli impatti del clima che cambia.

Come vi interfacciate con gli altri tavoli di lavoro Rus (energia, mobilità, educazione, rifiuti) per procedere insieme in maniera sinergica?

Nel corso delle riunioni periodiche del comitato di coordinamento, nel corso delle riunioni dei coordinatori dei Gdl, ad oggi ad esempio nelle riunioni dedicate alla realizzazione, ognuno per competenza, del piano attuativo del Manifesto della Crui 2019, ponendo attenzione ad evitare sovrapposizioni con altri Gdl (energia, mobilità, educazione).

Quali propositi per il nuovo anno?

  • Redazione di linee guida per la redazione dei Piani di mitigazione;
  • Scambio buone pratiche sull’adattamento ai cambiamenti climatici;
  • Approfondimento sui criteri per la normalizzazione e confronto delle emissioni stimate dai diversi atenei;
  • Aggiornamenti del sito web Rus, pagina Gdl cc;
  • Maggiore ruolo del Gdl sulla divulgazione del tema del cambiamento climatico negli atenei;
  • Comunicazione a Unfccc di impegni delle università italiane;
  • Organizzazione eventi di sensibilizzazione e disseminazione.

Leggi le interviste agli altri coordinatori dei Gruppi di lavoro:

Rifiuti – Dott.ssa Daria Prandstraller La Rete universitaria per lo Sviluppo sostenibile guarda a nuovi progetti

Energia – Alberto Poggio Trasparenza dati e condivisione buone pratiche: così l’efficienza nelle università italiane

Mobilità – Matteo ColleoniIl mobility manager accademico: mobilità al servizio degli studenti

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Ivonne Carpinelli
Giornalista professionista e videomaker, attenta al posizionamento seo oriented degli articoli e all'evoluzione dei social network. Si occupa di idrogeno, economia circolare, cyber security, mobilità alternativa, efficienza energetica, internet of things e gestione sostenibile delle foreste