Nell’ultimo anno scolastico l’Università di Catania ha permesso agli studenti, iscritti regolarmente, di salire gratuitamente sui mezzi pubblici. “Siamo passati da 3.700.000 passeggeri del 2017 a 5.700.000 del 2018”, ci spiega Giuseppe Inturri, docente di Trasporti dell’Università di Catania con delega per Mobility Manager, che Canale Energia aveva intervistato quando l’iniziativa stava per partire. “La politica adottata dall’Università ha prodotto un impatto sia sul trasporto pubblico che sul numero di corse dei ‘metro shuttle’, gli autobus che coprono l’ultimo miglio tra la stazione della metro più vicina e le sedi del campus universitario”.

La convenzione sarà valida anche per il nuovo tratto della metropolitana che dovrebbe entrare in esercizio nel 2024 per collegare il centro della Città con la parte a Sud, dove si trova l’aeroporto. L’analisi costi/benefici per l’allungamento della metropolitana cittadina è stata realizzata dall’Università di Catania su richiesta dell’azienda Circumetnea. Una analisi del rischio finanziario di tipo probabilistico, per dimostrare il vantaggio della soluzione scelta comparandola ad altre, che ha convinto la Commissione europea, finanziatrice dell’opera.

“L’Università di Catania ha iniziato a realizzare l’analisi un anno e mezzo fa”, spiega Inturri che ha partecipato come responsabile scientifico del progetto di analisi. “Dopo un anno di negoziati, la Commissione europea, che ha ricevuto risposte puntuali a tutte le osservazioni fatte, ha deciso di finanziare l’opera con 358 milioni di euro. L’infrastruttura rientra nelle cosiddette ‘grandi opere’ che richiede oltre 500 milioni”.

Oggi la linea metropolitana collega la parte ovest di Catania con il centro e si estende per 7 km, prosegue Inturri. “L’obiettivo è di arrivare fino all’aeroporto, uno dei più importanti d’Italia, e di attraversare e servire grossi quartieri periferici”. È un’opportunità “enorme per ricucire le periferie con il centro”, prosegue il Professore, oltre che per “colmare le lacune infrastrutturali della Sicilia”.  

Dal 2024 al 2046 “sposteremo fino al 10% dei viaggiatori che oggi usano l’auto”, stima Inturri. Numeri importanti, in termini di riduzione degli inquinanti e degli incidenti, considerato che a Catania su 1.000 abitanti circolano circa 700 auto. “Questa stima sarà realistica solo se l’amministrazione comunale avvierà politiche di disincentivazione dell’uso del mezzo privato e di incentivazione metropolitana con trasporto pubblico di superficie”.

La pianificazione integrata della mobilità cittadina è stato un valore aggiunto, come rimarca il Professore: “Il mio contributo in qualità di Mobility Manager ha offerto una visione più ampia e complessiva dell’integrazione del trasporto su gomma e ferro. È stato utile a convincere la Commissione europea della bontà del progetto”. 

Dopo l’estate l’azienda committente avvierà le procedure di gara. Per l’inizio dei lavori bisognerà aspettare circa un anno.

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