La riprogrammazione della mobilità urbana va di pari passo con l’individuazione di modalità di trasporto più sostenibili. Il futuro è segnato: dall’elettrico al GNL è la linea dell’innovazione che disegna un panorama sempre più sfaccettato. Anche se talvolta la disponibilità, puntualità e capillarità di servizi, seppur variegati e a ridotto impatto ambientale, non basta. C’è bisogno di un “artista” che sappia usare la tavolozza della mobilità sostenibile ascoltando i singoli bisogni. Questo pittore è il Mobility Manager che si occupa anche di proporre valide alternative di spostamento a docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo delle univeristà. Ne parliamo con Giuseppe Inturri, docente di Trasporti dell’Università di Catania con delega per Mobility Manager, che sarà uno dei relatori presente all’evento “Ride sharing dinamico. Un contributo per il mobility management” (Roma, 9 ottobre).

Con quali alternative di spostamento l’Università di Catania si fa garante del diritto allo studio dei propri studenti?

Quali soggetti avete coinvolto e quali si son mostrati più “ricettivi”?

Quanto conta la raccolta strutturata dei dati in questo lavoro di pianificazione degli spostamenti?

Ritiene valida la proposta di Euromobility di istituire un albo dei Mobility Manager?

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