Non c’è più tempo da perdere. Entro il 2100 la temperatura globale potrebbe aumentare fino a 7°C. Lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello degli oceani, l’inquinamento da microplastiche nei mari e la distruzione di interi ecosistemi rischiano di diventare ineluttabili. La stima, frutto del lavoro di un gruppo di scienziati francesi, supera di gran lunga qualsiasi previsione avanzata finora e lancia un’ombra sulle misure politiche ad oggi in discussione che vogliono evitare il collasso del pianeta.

Italia ed Europa

In Italia il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, nel discorso programmatico pronunciato alla Camera per chiedere la fiducia sul suo secondo governo, ha citato l’urgenza di realizzare un Green New Deal e di inserire la protezione dell’ambiente tra i principi fondamentali del sistema costituzionale. In Europa Ursula von der Leyen, presidente eletta della Commissione europea, ha scelto alla vicepresidenza Frans Timmermans per attuare il “Green Deal”, un accordo per la difesa dell’ambiente nel Vecchio Continente. Già vicepresidente nella vecchia Commissione l’olandese, che ha sperato nella presidenza del nuovo esecutivo Ue, aveva salutato con entusiasmo l’accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio europei sulla proposta della Commissione di bloccare dal 2021 la circolazione di dieci prodotti in plastica monouso.

Il dualismo Oltreoceano

Oltreoceano il tema dei cambiamenti climatici è fonte di forti contrasti. Alle elezioni federali di ottobre in Canada si sfideranno Justin Trudeau, attuale primo ministro, che in quattro regioni su dieci ha imposto tasse sulle emissioni di carbonio e Andrew Scheer, leader del partito conservatore all’opposizione, che ha promesso di ritirarle. A New York il prossimo 23 settembre si svolgerà il Climate action summit 2019 dell’Onu, la conferenza mondiale per fare il punto sugli sforzi di ciascuno Stato nel combattere la crisi climatica. Interverrà anche Greta Thunberg, la sedicenne svedese ispiratrice del movimento Fridays For Future, e per l’Italia parteciperà Federica Gasbarro, coordinatrice e portavoce dei FFF di Roma.

Da poco la Thunberg è intervenuta al congresso americano lanciando l’accusa di non fare abbastanza per il Pianeta. Chissà che non susciti una reazione da parte del negazionista convinto, il presidente Usa Donald Trump, che al G7 di Biarritz ha disertato il confronto sui temi ambientali. L’attivista svedese non è sola. La sua voce è amplificata dal megafono umano del movimento ambientalista che negli Stati Uniti acquista forza crescente. Tra i più noti esponenti c’è la ventinovenne Alexandria Ocasio Cortez, la più giovane parlamentare statunitense, che promuove il Green New Deal a stelle e strisce per ridurre le emissioni entro il 2030 e ristabilire la giustizia sociale.

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