Il tema della lotta ai cambiamenti climatici è sempre più centrale nella politica nazionale e mondiale. Il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, nel discorso programmatico pronunciato lunedì alla Camera per chiedere la fiducia sul Conte bis, ha citato l’urgenza di realizzare un Green New Deal che promuova iniziative a tutela del pianeta. Le parole del premier mostrano la volontà di dare all’Italia un’anima verde inserendo nel sistema costituzionale lo sviluppo sostenibile. Non a caso il Bel Paese ospiterà la COP26 dei giovani in vista della Conferenza delle parti sul clima del 2020 in Gran Bretagna.

In Europa nuove nomine e consolidati obiettivi

Lo spirito ambientalista permea tutta l’Europa. Lo dimostra la scelta della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di nominare alla vicepresidenza l’olandese Frans Timmermans per attuare il “Green Deal”, un accordo per la difesa dell’ambiente nel Vecchio Continente. Timmermans è noto per l’impegno nella lotta alla plastica monouso. In qualità di vicepresidente della vecchia Commissione aveva salutato con entusiasmo l’accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio europei sulla proposta dell’esecutivo Ue di bloccare dal 2021 la circolazione dei dieci prodotti di plastica che più di frequente vengono trovati sulle spiagge.

Il dualismo Oltreoceano

Oltreoceano il tema dei cambiamenti climatici è fonte di forti contrasti. Negli Stati Uniti d’America il presidente Donald Trump resta un negazionista convinto e, anche al G20 di Osaka, ha confermato l’estraneità degli Usa agli Accordi di Parigi sul clima. Di contro la ventinovenne Alexandria Ocasio Cortez, la più giovane parlamentare statunitense, è una convinta promotrice del Green New Deal a stelle e strisce. In Canada il tema sarà determinante per il voto alle elezioni federali di ottobre. Mentre l’attuale primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha imposto tasse sulle emissioni di carbonio in quattro delle dieci regioni del Canada, l’avversario Andrew Scheer, leader del partito conservatore all’opposizione, ha promesso di ritirarle. E’ notizia recente l’aggressione fisica alla ministra dell’ambiente canadese, Catherine McKenna, per l’aver fissato l’obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 30 per cento entro il 2030, rispettando i target previsti dagli Accordi di Parigi sul clima.

Scioperi, attivismo e incontri internazionali

Il summit Onu sul clima di New York (20-24 settembre), che anticipa di due mesi la conferenza mondiale a Santiago del Cile, sarà un momento di dibattito importante. Interverrà anche Greta Thunberg, la sedicenne svedese ispiratrice del movimento Fridays For Future, che per raggiungere la Grande Mela ha navigato 15 giorni su una nave alimentata con fonti rinnovabili. Di recente i giovani scioperanti per il clima hanno occupato il tappeto rosso della 76ma Mostra internazionale d’arte cinematografica, svoltasi al Lido di Venezia, insieme a un gruppo di attivisti del “Comitato no grandi navi” per portare sotto le luci della ribalta gli effetti negativi determinati a livello globale dai cambiamenti climatici. A fine agosto è stato proiettato, nel corso della rassegna autonoma “Giornate degli Autori”, il documentario “The Great Green Wall” per raccontare gli effetti della diversificazione e dei cambiamenti climatici. Al summit Onu sul clima per l’Italia parteciperà Federica Gasbarro, portavoce del FFF a Roma, l’unica italiana invitata dalle Nazioni Unite.

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