La sostenibilità nella moda non è più solo una scelta etica o un adempimento burocratico, ma un vero e proprio fattore di competitività industriale. Per fare il punto sull’evoluzione dei modelli di business e sulle nuove tendenze di mercato, Tecno SpA (società benefit quotata su Euronext Growth Milan e leader nel settore SustainTech) ha riunito a Firenze i vertici del comparto fashion in un esclusivo Executive Roundtable.

L’evento, organizzato in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’Istituto Marangoni, ha visto la partecipazione di circa 40 stakeholder chiave, tra cui grandi brand, façonisti, aziende della filiera, associazioni di categoria e accademici.
La filiera trasparente: efficienza economica e gestione del rischio
In un mercato guidato dalle stringenti normative europee e da consumatori sempre più esigenti, la vera sfida per l’industria della moda è tradurre la richiesta di trasparenza in un modello produttivo efficiente e verificabile.
Fabio Iraldo (Professore ordinario di Management della Scuola Superiore Sant’Anna): «Misurare la performance ambientale con metodi solidi, come l’analisi del ciclo di vita (LCA), dà alle imprese i dati per decidere su materiali e fornitori prima che le scelte diventino irreversibili. Nella moda questa capacità si costruisce con più efficacia a livello di distretto che di singola impresa.»
La tracciabilità si trasforma così in un driver economico strategico che permette di:
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Verificare l’origine reale del prodotto.
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Ridurre l’esposizione ai rischi di fornitura.
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Far emergere costi nascosti e dipendenze prima delle fasi finali della produzione.
I tavoli di lavoro operativi si sono concentrati su tre asset fondamentali: la trasparenza sociale lungo la filiera, l’integrazione delle performance ambientali nei processi aziendali e la tracciabilità dei dati di prodotto.
Salvatore Amitrano (CFO e CInO di Tecno Group): «Per la moda la sfida non è aggiungere un nuovo livello di compliance, ma utilizzare la maggiore conoscenza della filiera per migliorare il modello industriale. I dati richiesti per governare il rischio aiutano a individuare inefficienze e proteggere i margini. È la convergenza del nostro approccio SustainTech: la digitalizzazione che rende la sostenibilità una leva concreta di crescita del business.»
Prossima tappa: Milano Fashion Week
Il tavolo di Firenze ha rappresentato un momento cruciale di validazione sul campo per la ricerca scientifica. Gli spunti emersi dal confronto con i brand e gli operatori della filiera saranno infatti integrati nel white paper “Sustainability in Fashion Value Chains”.
Il documento, frutto del lavoro congiunto della Scuola Superiore Sant’Anna e dell’Istituto Marangoni, verrà presentato ufficialmente a settembre a Milano, in concomitanza con la Milano Fashion Week, tracciando la roadmap definitiva per la moda sostenibile di domani.
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