L’energia e l’ambiente sono tra i primi punti delle “Linee di indirizzo programmatico per la formazione del nuovo governo”, la bozza di lavoro che riassume gli elementi di contatto della probabile futura alleanza di governo tra Movimento 5 Stelle e Pd. Il documento è stato reso disponibile oggi agli attivisti pentastellati chiamati a votare sulla piattaforma Rousseau, dalle 9 alle 18, per esprimere il proprio parere sul Conte bis.

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La crisi di governo

Dopo quasi un mese dall’apertura della crisi di governo, provocata dalla rottura con la Lega, il Movimento 5 Stelle, rappresentato in primis dal capo politico, Luigi di Maio, sta cercando l’intesa con i dem per dare vita a un governo giallorosso, come viene chiamato dai colori rappresentativi dei partiti. Il dialogo non è facile, lo dimostrano i cambi di passo degli scorsi giorni. Solo nelle ultime ore c’è stato il dietrofront del capo politico pentastellato sulla carica da vicepresidente del Consiglio.

All’interno dei 5 stelle tante le divisioni: c’è chi si mostra pronto ad appoggiare il nuovo esecutivo, come Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati, e chi è palesemente avverso al nuovo matrimonio, Alessandro Di Battista si è rifiutato di dichiarare la sua preferenza al voto. Al momento (13:10 del 3 settembre) hanno votato in 30.000.

L’ambiente e l’energia nelle linee programmatiche M5S-PD

Tornando alle linee programmatiche, su 26 punti totali l’energia e l’ambiente compaiono ai punti 5 e 6.

Il punto 5 recita:

“Occorre realizzare un Green New Deal, che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell’ambiente tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro la protezione dell’ambiente, il ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto dei cambiamenti climatici. Occorre adottare misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese. Occorre promuovere lo sviluppo tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la “transizione ecologica” e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare”.

Centrale per il Conte bis sarà realizzare un Green New Deal – nome che fa pensare all’accordo d’Oltreoceano proposto dalla ventinovenne Alexandra Ocasio-Cortez, la più giovane parlamentare degli Stati Uniti – per integrare “la protezione dell’ambiente” nell’ossatura del Paese e per renderla centrale nei “piani di investimento pubblico”. Non è chiaro come verrà realizzato. Si dice che bisognerà percorrere la via della “transizione ecologica” del sistema produttivo facendo ricorso alle “fonti rinnovabili” e alla “protezione della biodiversità e dei mari” e puntando all’economia circolare.

Al punto 6 il documento prosegue:

“Occorre potenziare le politiche sul dissesto idrogeologico, per la riconversione delle imprese, per l’efficientamento energetico, per la rigenerazione delle città e delle aree interne, per la mobilità sostenibile e per le bonifiche. Bisogna accelerare le procedure di ricostruzione delle aree terremotate”.

Sul piatto diversi temi seguiti da tempo da ambo i partiti. Il dissesto idrogeologico, tema tornato sotto l’egida del ministero dell’Ambiente dopo la chiusura della struttura di missione “Italia sicura” che dal 2014 cadeva sotto la Presidenza del Consiglio. La mobilità sostenibile, in particolare quella elettrica, fortemente attenzionata dai Cinque stelle. Il tema delle bonifiche, caro a entrambi. L’efficientamento energetico e la ricostruzione delle aree terremotate che spesso vengono associate per la cumulabilità degli strumenti di finanziamento, come l’ecobonus, il sismabonus e la cessione del credito fiscale, con cui si sta cercando di riqualificare il “colabrodo immobiliare” italiano.

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Gli altri punti

Nelle linee programmatiche vengono citati i temi più dibattuti negli ultimi mesi di governo della XVIII legislatura, come si può vedere dalle immagini seguenti.

Contenere l’aumento dell’Iva, ridurre il numero di parlamentari – cavallo di battaglia del M5S, la legge sul tema andrà approvata “alla prima seduta utile della Camera” -, riformare il Consiglio superiore della magistratura – dopo il recente scandalo che ne ha travolto i vertici – e ammodernare e realizzare il sistema infrastrutturale. Sul problema dei flussi migratori si prevede una “forte risposta” con una normativa che segua “le recenti osservazioni del Capo dello Stato” avanzate sul decreto sicurezza bis.

Senza dimenticare di favorire un’Italia più meritocratica, che crei le condizioni per il ritorno dei “cervelli fuggiti”, e di un’Europa più coesa, attraverso “modifiche necessarie a superare l’eccessiva rigidità dei vincoli europei”.

Ultimo punto, non meno importante, la riqualificazione della Capitale per renderla più “vivibile e sostenibile per i residenti”. E’ stato al centro di forti scontri tra le due forze politiche protagoniste della passata legislatura, in particolare tra il primo cittadino di Roma, Virginia Raggi, e il capo politico della Lega, Matteo Salvini.

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