Transizione energetica tra boom delle Cer e sfide di sistema

Il futuro del sistema elettrico italiano: Electricity Market Report 2025

Il mercato elettrico italiano è incardinato su tre direttrici fondamentali: rinnovabile, con la decarbonizzazione del mix energetico; partecipato, grazie a nuovi modelli aggregati di prosumer con il boom delle Cer; e flessibile, per bilanciare la crescente non programmabilità delle fonti di generazione. L’Electricity Market Report 2025 dell’osservatorio Energy & Strategy del politecnico di Milano conferma un significativo fermento in questa direzione, in particolare per l’emergere delle configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’energia rinnovabile (Cacer).

Cer
Foto di Nuno Marques su Unsplash.

Nonostante un’iniziale lunga gestazione, il fenomeno ha finalmente cominciato a produrre numeri, con 859 realtà mappate, di cui 421 sono Comunità energetiche rinnovabili. Tuttavia, le quantità sono ancora ridotte (circa 83 MW e 7.000 utenze), lasciando un ampio divario rispetto agli obiettivi nazionali. I segnali di accelerazione sono incoraggianti, ma il mercato resta ancorato alla volatilità: il Prezzo unico nazionale (Pun) mantiene livelli medi annui superiori ai 109 Eur/MWh dal 2022, più del doppio rispetto al 2019.

Rinnovabili: 80 GW installati, ne mancano 50

Lo sviluppo delle rinnovabili è la dinamica più rilevante degli ultimi anni, con le Fer che costituiscono il 56% della capacità di generazione elettrica installata in Italia.

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  • Capacità e produzione. Al 30 giugno 2025, in Italia risultano installati complessivamente circa 80 GW di Fer. Nel 2024, le rinnovabili hanno prodotto 130 TWh, coprendo il 49% dell’elettricità complessivamente prodotta nel Paese.
  • La diffusione capillare delle tecnologie, in particolare del fotovoltaico, ha portato il numero di impianti rinnovabili a triplicare negli ultimi dieci anni, raggiungendo circa 2 milioni di unità al giugno 2025.
  • Gap Pniec Nonostante la crescita, il percorso è ancora lungo per il raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. Per centrare il target di 131 GW di capacità installata entro il 2030, è necessario un incremento di oltre 50 GW rispetto agli 80 GW attuali. La quasi totalità di questo incremento dovrà essere garantita da fotovoltaico ed eolico.

Il boom delle Cer: realtà ancora di piccola scala

Il fenomeno delle Cer, e in generale dell’autoconsumo diffuso, è il cuore della dimensione partecipata del mercato, mostrando una crescita di circa 19 volte il numero di configurazioni attive rispetto al 2024.

Vediamo gli aspetti:

  • Dimensioni contenute. Nonostante il numero elevato (859 Cacer), la potenza complessiva coinvolta nelle configurazioni attive al 31 maggio 2025 è di soli 85 MW.
  • La sfida dei 5 GW. Il contingente complessivo disponibile per la tariffa premio incentivante ammonta a 5 GW. Per esaurirlo, sarebbe necessaria una potenza circa 60 volte maggiore rispetto a quella attualmente impiegata.
  • Taglia mediana. Le iniziative attive sono prevalentemente di piccole dimensioni: la configurazione mediana coinvolge solo 4 utenze e una potenza di 19 kW. Circa l’80% delle Cer in Italia coinvolge al massimo 10 utenze.
  • Potenziale economico. Il pieno utilizzo del contingente di 5 GW comporterebbe un incremento del volume d’affari complessivo della filiera pari a circa 10 miliardi di euro, oltre a generare un aumento della produzione di energia solare di oltre 5,2 TWh

Nello scenario più ambizioso del report, si stima che entro il 2030 si possano raggiungere i 2,7 GW di potenza installata nelle Cacer, con un contributo di 2,8 TWh alla produzione rinnovabile nazionale.

Volatilità e flessibilità: l’impellente necessità dello storage

L’analisi dei mercati mostra che l’incremento delle rinnovabili non è ancora riuscito a disancorare i prezzi dalla generazione termoelettrica a gas.

  • Pun e volatilità: Il Prezzo Unico Nazionale (Pun) ha mantenuto una media annua di 120 Eur/MWh nel 2025 (primo semestre). La volatilità è raddoppiata: la media annua della differenza infragiornaliera tra il Pun massimo e minimo ha superato i 71 Eur/MWh negli ultimi anni, contro i 30 Eur/MWh del 2019.
  • Flessibilità. Secondo il documento, i meccanismi di flessibilità hanno dato risultati meno promettenti delle attese, con l’impatto delle risorse distribuite sul dispacciamento che rimane marginale. Al contrario, i progetti di flessibilità locale mostrano risultati incoraggianti con un significativo aumento della partecipazione nel 2025.
  • Cruciale per la flessibilità è lo sviluppo dei sistemi di stoccaggio, incentivati dal Meccanismo di Aste per la Capacità di Stoccaggio di Energia Elettrica (Macse). L’obiettivo ambizioso al 2030 è raggiungere 58 GWh di sistemi di stoccaggio centralizzati. Già nel 2024 e nel 2025 si è registrata una crescita negli investimenti in storage centralizzato.

In conclusione, il rapporto evidenzia che l’Italia è su un percorso incoraggiante verso un mercato rinnovabile, partecipato e flessibile, ma il successo dipenderà dalla capacità di scalare rapidamente i modelli di autoconsumo diffuso come le Cer e di rafforzare gli strumenti di flessibilità per gestire l’intermittenza delle fonti.

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