La stangata sul pieno non si arresta e la morsa del caro-carburanti continua a strangolare i bilanci delle famiglie italiane. Nonostante le prime aperture del Governo verso un ripristino del taglio delle accise, l’intervento rischia di arrivare fuori tempo massimo e con un’efficacia del tutto insufficiente rispetto all’escalation dei prezzi alla pompa.
Prezzi fuoricontrollo: benzina oltre i 2 euro, diesel fino a 2,28
Negli ultimi giorni la situazione nei distributori è diventata critica non soltanto lungo le tratte autostradali, ma anche all’interno dei centri urbani. La benzina si attesta su una media di 1,98 euro al litro, superando frequentemente la soglia psicologica dei 2,00 euro. Scenario ancora più pesante per il gasolio, stabilmente sopra i 2,10 euro al litro con picchi drammatici che sfiorano i 2,28 euro.
Ma quanto di questo incremento è realmente giustificato dai mercati internazionali? Poco o nulla, secondo i dati analizzati dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Incrociando l’andamento delle quotazioni delle materie prime, le oscillazioni del cambio Euro/Dollaro e la struttura fiscale vigente, l’Osservatorio ha calcolato un extra-costo ingiustificato: oggi la benzina costa 23 centesimi al litro in più del dovuto, mentre per il diesel il sovrapprezzo anomalo raggiunge i 24,8 centesimi.
Il conto finale: una stangata diretta e indiretta
L’impatto economico di questi rincari sulle tasche dei consumatori si articola su due fronti:
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I costi diretti per il rifornimento: l’aggravio annuo calcolato è di circa +276 euro a famiglia per chi possiede un’auto a benzina e di +238,10 euro per le vetture a diesel.
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L’effetto domino sulle merci (costi indiretti): in un Paese come l’Italia, dove oltre l’86% dei beni viaggia su gomma, il rincaro del gasolio si riflette immediatamente sui prezzi al consumo, generando un ulteriore peso stimato in +262,70 euro annui a famiglia.
Sommando le due voci, il sovrapprezzo complessivo arriva a sfiorare i 538,70 euro all’anno per nucleo familiare.
Le richieste: un taglio di almeno 25 centesimi e lo stop alla “tassa sulla tassa”
Di fronte a un quadro così compromesso, le misure allo studio del Governo rischiano di rivelarsi un palliativo. Per arginare concretamente l’emergenza, le associazioni dei consumatori chiedono un intervento drastico e immediato:
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Taglio straordinario delle accise: una riduzione minima di 25 centesimi per il gasolio e 20 centesimi per la benzina, da mantenere in vigore almeno fino alla fine dell’estate.
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Controlli anti-speculazione: un piano di monitoraggio e sanzioni ancora più stringente per bloccare le manovre speculative lungo la filiera.
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Riforma strutturale dell’IVA: la rimozione dello scorporo delle accise dalla base imponibile dell’IVA, ponendo fine all’anomalia fiscale che vede l’applicazione di un’imposta su un’altra imposta.
La palla passa ora all’Esecutivo: senza un segnale rapido e decisivo, l’effetto dei carburanti rischia di innescare una nuova e pericolosa fiammata inflazionistica su tutti i beni di prima necessità.
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