Con il voto i deputati chiedono inoltre l’introduzione di un’esenzione per i flussi di energia elettrica provenienti da Paesi extra-UE utilizzati dai gestori delle reti per mantenere la stabilità della rete. Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con gli Stati membri dell’UE.
Evitare le elusioni al CBAM
Le misure votate mirano ad l’elusione delle restrizioni solo agendo con piccole modifiche. Intendono inoltre applicare i valori predefiniti del Paese di origine quando viene accertata un’elusione sistematica.
Un compromesso che “rende il meccanismo più forte, equo e resiliente” come ha affermato il relatore sull’estensione del meccanismo CBAM, Mohammed Chahim (S&D, NL). “Abbiamo colmato importanti lacune, rafforzato l’applicazione delle norme contro l’elusione ed esteso l’ambito di applicazione del meccanismo nei settori in cui è più importante. È un pacchetto equilibrato che protegge l’industria europea nel processo di decarbonizzazione, salvaguardando al contempo l’integrità ambientale del meccanismo.”
Respinta la misura di salvaguardia proposta dalla Commissione, che avrebbe consentito di escludere determinati beni dal CBAM in caso di shock dei prezzi. la proposta del Parlamento propone invece di destinare temporaneamente i proventi del CBAM derivanti dai beni interessati ai settori colpiti.
Si richiede inoltre la possibilità di utilizzare i crediti di carbonio previsti dall’articolo 6 dell’Accordo di Parigi per compensare gli obblighi derivanti dal CBAM. Aspetto derimente invece per la prossima revisione dell’ETS.
Fondo temporaneo per la decarbonizzazione
Rispetto al Fondo temporaneo per la decarbonizzazione, volto a proteggere i produttori dell’UE sui mercati di esportazione, con 433 voti favorevoli, 97 contrari e 146 astensioni il Parlamento chiede di erogare il sostegno finanziario del Fondo dal 2027 al 2029, anziché dal 2028 come proposto dalla Commissione. Secondo i deputati, tutti gli operatori a valle – le imprese che utilizzano beni soggetti al CBAM nella loro produzione – dovrebbero poter beneficiare del Fondo.
Inoltre chiedono di estenderlo ai produttori di fertilizzanti e agli operatori che sostengono costi più elevati legati al carbonio, includendo tra i prodotti ammissibili urea, nitrato di ammonio e solfato di ammonio, considerati strategici per la sicurezza alimentare.
Propongono inoltre di destinare i proventi rimanenti agli impegni internazionali dell’UE per il finanziamento del clima nell’ambito dell’Accordo di Parigi, anziché restituirli agli Stati membri come proposto dalla Commissione.
Il relatore sul fondo temporaneo per la decarbonizzazione, Pascal Canfin (Renew, FR), ha dichiarato: “Stiamo ampliando la copertura dei prodotti per rafforzare la parità di condizioni e introducendo norme più rigorose contro l’elusione, in particolare per contrastare lo spostamento delle risorse dalla Cina.”
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