Moda, 100 milioni di euro a sostegno della filiera italiana

Tessile e made in Italy: fondi dal Mimit

Il sistema della moda, del tessile e degli accessori riceve una spinta fondamentale verso il futuro e la sostenibilità economica grazie al nuovo provvedimento sottoscritto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il ministro Adolfo Urso ha firmato il decreto attuativo che assegna ben 100 milioni di euro complessivi al rilancio dell’intero comparto, dando concretamente seguito a quanto stabilito dall’articolo 3 della Legge annuale sulle Pmi, la legge numero 34 approvata l’11 marzo 2026. L’iniziativa rappresenta uno sforzo finanziario di primaria importanza per un pilastro fondamentale del manifatturiero italiano, puntando alla salvaguardia del patrimonio produttivo e al rafforzamento della catena del valore nazionale.

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Foto di Priscilla Du Preez 🇨🇦 su Unsplash.

Investimenti strategici e priorità per il Mezzogiorno

Illustrando gli obiettivi dell’intervento, il ministro Urso ha spiegato in una nota come il provvedimento nasca per offrire risposte chiare e tangibili a un settore cruciale per il sistema economico nazionale, sottolineando l’importanza di investire con decisione sulla competitività e sul futuro delle aziende.

Il ministro ha espresso profonda soddisfazione, rimarcando il valore strategico delle misure introdotte: “Con questo decreto diamo risposte concrete a un settore chiave per l’economia del nostro Paese. Investiamo sul futuro e sulla competitività delle imprese, premiando chi produce in Italia, valorizza la filiera nazionale e protegge il lavoro e le competenze dei nostri territori, con un’attenzione forte e prioritaria al Mezzogiorno”.

Proseguendo nella sua analisi, il rappresentante del Mimit ha ribadito la visione strategica alla base del provvedimento, affermando che “difendere l’eccellenza e il valore del Made in Italy non è solo una scelta economica, ma una precisa missione di sviluppo e tutela del nostro patrimonio produttivo”.

Moda e tessile: parametri dei progetti e requisiti di filiera

Le risorse messe in campo attingono direttamente alla dotazione del Fondo per la crescita sostenibile e sono destinate in modo capillare alle piccole e medie imprese della filiera. Le aziende interessate potranno presentare programmi di sviluppo con un valore finanziario compreso tra 1 milione e 20 milioni di euro.

Per accedere ai contributi, i piani presentati dovranno soddisfare precise condizioni di qualità e territorialità: sarà essenziale la valorizzazione dei processi produttivi radicati in Italia, unita all’impiego prevalente di materiali e semilavorati con origine italiana o europea.

Un accento particolare viene posto sulla spinta alle aggregazioni di impresa lungo l’intera catena produttiva, elemento indispensabile per consentire alle aziende di minori dimensioni di modernizzarsi, espandersi sul mercato e preservare i livelli occupazionali dei territori di riferimento.

Mimit, struttura del finanziamento e ambiti di spesa

L’architettura dell’incentivo si compone di un mix bilanciato tra contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato. Questi ultimi potranno coprire fino al 20% degli investimenti ammissibili, garantendo un’agevolazione complessiva massima in grado di raggiungere il 75% della spesa totale sostenuta dal soggetto proponente.

Gli interventi finanziabili abbracciano diversi ambiti aziendali: i programmi di investimento industriale per la creazione, l’ampliamento, la riconversione o il riammodernamento degli impianti produttivi potranno essere integrati da progetti orientati all’innovazione organizzativa e di processo, fino a un limite del 40% dell’investimento. A questi si affiancano i piani di formazione del personale, copribili fino al 20% della spesa.

Per le iniziative di maggiore portata, ossia quelle con costi ammissibili superiori ai 5 milioni di euro, la norma concede la possibilità di includere e agevolare attività strutturate di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Tutela per le piccole realtà e ripartizione territoriale

L’impianto normativo predisposto dal ministero per il settore moda e tessile garantisce la massima equità distributiva, proteggendo con cura il tessuto economico più frammentato e fragile. Una quota specifica pari al 25% dell’intera dotazione finanziaria viene infatti riservata in via esclusiva alle micro e piccole imprese.

Sul fronte della coesione territoriale, il decreto fissa una riserva del 40% delle risorse, corrispondente a 40 milioni di euro, destinata interamente alle regioni del Mezzogiorno per stimolare la ripresa industriale.

L’operatività della misura sarà ultimata a breve: un provvedimento della direzione generale per gli incentivi alle imprese fornirà le indicazioni operative, fissando le date di apertura dei termini e le procedure per l’invio delle domande in via telematica.

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