Costo della CO2 alle stelle per l’industria europea: l’allarme di Assocarta sulla MSR

La competitività delle imprese energy-intensive europee rischia il collasso a causa di un mercato della CO2 distorto. È questo il grido d’allarme lanciato da Assocarta, in seguito all’adozione — lo scorso 10 settembre da parte della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo — di una bozza di risoluzione sull’invalidazione delle quote nella Riserva Stabilizzatrice del Mercato (MSR).

Il peso della CO2 e il divario globale

Secondo il Direttore Generale di Assocarta, Massimo Medugno, l’attuale sistema penalizza fortemente le aziende del Vecchio Continente, facendo impennare i costi della CO2 fino al 300% in più rispetto agli operatori di altre aree geografiche.

  • Drenaggio di risorse: Il meccanismo attuale sottrae liquidità vitale alle industrie europee, minandone la capacità di competere sui mercati globali.

  • Il paradosso della delocalizzazione: La pressione economica rischia di spingere le produzioni fuori dai confini europei verso paesi privi di obblighi sulle emissioni, un fenomeno che non combatte il cambiamento climatico ma alimenta la deindustrializzazione europea.

Critiche alla Riserva Stabilizzatrice (MSR)

Nata con l’obiettivo di garantire prevedibilità, la MSR si è rivelata nei fatti una certezza di rincari incontrollati per le imprese. Il sistema di sottrazione delle quote dal mercato, infatti, non tiene conto della reale disponibilità di tecnologie, soluzioni e fonti rinnovabili accessibili alle aziende per decarbonizzare i processi produttivi.

Gli interventi proposti dalla Commissione Ambiente — limitati a piccoli ritocchi e all’innalzamento del valore delle quote a riserva — vengono giudicati del tutto insufficienti dal mondo produttivo.

La richiesta di Assocarta: una riforma radicale

Per Assocarta è necessario un cambio di rotta drastico per salvaguardare il tessuto industriale e, di riflesso, l’intera collettività.

«Chiediamo che gli obiettivi di decarbonizzazione siano raggiunti in Europa al minor costo possibile per il tessuto industriale produttivo», sottolinea Medugno. L’associazione sollecita quindi a rigettare gli attuali correttivi per trasformare radicalmente la MSR in un reale strumento di regolazione del mercato, capace di calmierare i costi della CO2 quando le aziende si trovano in difficoltà sul mercato globale.


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