La consapevolezza dei consumi come stimolo per l’efficienza

891

AndreaLaureatosi in Ingegneria elettronica presso il Politecnico di Torino, Andrea Maritano è stato per oltre dieci anni Amministratore Delegato di una azienda metalmeccanica. Dal 2008 entra nel settore energetico prima come consulente e successivamente come direttore tecnico di Aura Energy srl, ESCo certificata UNI CEI 11352:2014. È EGE certificato UNI CEI 11339 (settore civile ed industriale) dal RINA nella prima sessione svoltasi secondo il nuovo Schema di Certificazione ed Accreditamento rilasciato da Accredia.

Quali sono i vantaggi derivanti dall’attuazione di interventi di efficientamento energetico?

I vantaggi immediatamente visibili riguardano sicuramente gli aspetti economici, che d’altronde sono il driver principale che spinge la realizzazione degli interventi. Ma nessuno parla mai delle esternalità legate alla produzione da fonti fossili: ridurre il consumo di energia permette di ridurre i costi ad esse legati. Ci sono poi da considerare anche i vantaggi che alcuni interventi dispiegano in termini organizzativi, di ammodernamento produttivo, di confort lavorativo o di vita. L’efficienza è l’uovo di Colombo in campo energetico: ci permette di avere più risultati con un minore dispendio di energia.

E come si possono ottenere?

Posso sembrare scontato, ma bisogna partire con una buona analisi. È da qui che iniziano tutti i ragionamenti successivi in termini sia energetici sia economici. Per capire come intervenire devo sapere come, quando, quanto e dove si consuma o si spreca energia.

Solo a questo punto si può decidere ed applicare la soluzione che più si adatta al singolo cliente. Oltre ad interventi di efficientamento è anche da prendere in considerazione l’installazione di impianti a fonti rinnovabili o sistemi cogenerativi, soluzione facilmente applicabile in ambito civile e, in particolare, in piccole strutture quali hotel o residenze per anziani.

Quale impatto economico hanno avuto sul bilancio queste attività?

In prima battuta vengono generalmente presi in considerazione interventi che permettano un tempo di payback dell’ordine di tre o quattro anni al massimo. Ripagato l’investimento permangono i vantaggi in termini di risparmio nell’acquisto dell’energia non più inutilmente consumata, di riduzione dei costi di manutenzione e in alcuni casi anche di maggior efficacia produttiva.

Crede che le aziende con le quali ha collaborato svilupperanno nuove opportunità di investimento in termini di efficienza energetica?

Ritengo proprio di sì, anche perché nella maggioranza dei casi – pur non avendo implementato un Sistema di Gestione dell’Energia certificato – i clienti hanno iniziato ad apprezzare il metodo. Una nuova sensibilità si sviluppa grazie alla disponibilità di dati dettagliati sui consumi reali misurati, superando il limite che sovente si riscontra delle aziende non energivore ove l’unica rilevazione energetica è quella che si evince dalle fatture dei fornitori di gas ed energia elettrica. La consapevolezza dei propri consumi crea uno stimolo verso un maggiore controllo.

Con quali fondi sono stati realizzati questi progetti?

Alcuni lavori sono finanziati direttamente dalla ESCo, per altri il supporto del cliente da parte di un istituto di credito è semplificato dal nostro intervento che garantisce dei risultati pur tenendo conto del rating del cliente. In caso di interventi attuati da strutture pubbliche abbiamo trovato interessanti possibilità di approccio con il meccanismo del Project Financing: questo permette agli amministratori di realizzare attività di efficientamento senza indebitarsi e senza ricadute sul Patto di Stabilità. Inoltre i meccanismi di sostegno quali TEE o Conto Termico, ove applicabili, hanno contribuito a realizzare interventi che altrimenti non avrebbero avuto tempi di rientro sufficientemente attraenti.

Come può un EGE consulente esterno inserirsi nella pianificazione di queste misure per l’efficienza?

Il passo più difficile è far percepire al potenziale cliente le possibilità che derivano dall’applicazione organica di metodologie standardizzate ma estremamente flessibili, tali da calzare perfettamente ogni singola realtà. Una volta in azienda il percorso è più semplice, soprattutto quando si iniziano a misurare i risultati.

Come definirebbe il quadro normativo in tema di efficienza energetica?

Ci sono le premesse perché si formi un quadro relativamente omogeneo. Sicuramente sono stati compiuti importanti passi per dare certezze normative ad un settore che è nato nei commi di norme diverse e solo ora inizia ad avere un suo status autonomo. Anche la definizione delle figure che dovranno essere protagonisti del comparto mi sembra stia prendendo forma con i vincoli di certificazione per ESCo, EGE ed Auditor, sebbene limitati per ora all’applicazione del Dlgs. 102/14.

Studiare da EGE: quanto conta la formazione?

Ritengo molto utile una formazione di base di carattere scientifico. Il resto è esperienza ed aggiornamento continuo. Un corso aiuta ad inquadrare gli argomenti, ma è l’esperienza quotidiana su casi reali, unita ad un costante aggiornamento normativo e di scouting di nuove tecnologie a fare la differenza. Non per niente si parla di Esperto in Gestione dell’Energia.

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Giornalista professionista e videomaker, attenta al posizionamento seo oriented degli articoli e all'evoluzione dei social network. Si occupa di idrogeno, economia circolare, cyber security, mobilità alternativa, efficienza energetica, internet of things e gestione sostenibile delle foreste