L a pandemia di Covid-19 ha generato una serie di difficoltà in tutto il mondo e di criticità relative ai progetti di riduzione dell’energia. La crisi ha sconvolto le economie e ha portato, inizialmente, a rapide e sostanziali diminuzioni dei consumi di energia nel mondo, con impatti ancora in corso.

Così i modelli di utilizzo dell’energia hanno cominciato a manifestare disallineamenti significativi nelle operazioni di misura e verifica (occupanti, orari, etc). L’effetto diretto del raffronto degli indicatori fra periodo di riferimento e periodo attuale è l’errata valutazione dei risparmi derivanti dalle misure di efficienza energetica (Eems).

I consumi energetici in Unione europea e Stati Uniti

In tutto il mondo sono state osservate rilevanti diminuzioni del consumo energetico. I cambiamenti complessivi nel consumo energetico a seguito di lock-down, divieti di viaggio e iniziative simili sono stati drammatici.

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Variazione cumulativa del consumo energetico per Stato. Fonte: López Prol, Impact of Covid-19 Measures on Short-Term, iScience, Oct 2020.
FL Florida; NY New York; CA California; AT Austria; DE Germania; ES Spagna; FR Francia; IT Italia; GB Gran Bretagna.

La riduzione del consumo di elettricità nei primi mesi dell’anno è variata tra il 3 e il 12% nei paesi dell’Unione europea e negli Stati Uniti. Italia, Francia, Spagna, California, Austria e New York hanno recuperato i consumi di base entro la fine di luglio, mentre Gran Bretagna e Germania sono rimasti al di sotto dei livelli di riferimento.

È interessante notare che il rapporto tra rigore delle misure di prevenzione e calo quotidiano del consumo di elettricità non è lineare. Nella maggior parte dei Paesi la curva d’impatto si è appiattita in circa un mese dopo l’inizio delle chiusure.

La Gran Bretagna ha registrato il più forte calo cumulativo del consumo di elettricità che è rimasto al di sotto dei livelli di riferimento senza segni di ripresa. Gli Stati che hanno registrato un calo più forte nelle prime settimane – Italia, Francia e Spagna – si sono ripresi più rapidamente di quelli con cali iniziali più bassi – Germania e Gran Bretagna -. Questi risultati potrebbero suggerire che un’azione iniziale più forte è in grado di ridurre la durata dello shock.

In generale, l’effetto delle misure di contenimento sul consumo di elettricità è stato inferiore e la ripresa più rapida negli Stati Uniti che nei paesi dell’Unione europea. La Florida non ha nemmeno avuto un impatto negativo netto.

Aumento dei consumi energetici per la mitigazione

Prima di potersi riappropriare dei modelli di consumo energetico preCovid-19, è necessario considerare l’aspetto legato agli interventi da apportare ai sistemi energetici per fronteggiare i cambiamenti a lungo termine dettati dalla permanenza della pandemia. Si pensi, per esempio, alle raccomandazioni in tema di salute e sicurezza per gli ambienti indoor, emesse dall’American society of heating (Ashrae), dall’Organizzazione mondiale della sanità, etc. Suggerimenti che prevedono, tra gli altri, l’implementazione di sistemi per il miglioramento della filtrazione, l’aumento delle portate di ricambio dell’aria, l’utilizzo di tecnologie di irradiazione germicida UV.

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Molti siti adottano già sistemi incapaci di soddisfare queste raccomandazioni. Ad esempio, gli impianti di ventilazione possono non riuscire a sostenere in piena efficienza regimi maggiori o i carichi richiesti, specialmente nei transitori climatici rigidi. Spesso sono necessarie opere di retrofit o integrazione sui sistemi impiantistici. Gli aumenti stimati di fabbisogno arrivano fino al 40%, in relazione alla tipologia di attività e all’ubicazione del sito.

Ripercussioni e impegni per il futuro

Se la pandemia di Covid-19 sta determinando cambiamenti di lungo termine, cioè una nuova normalità, nei modelli di consumo energetico complessivo si verificheranno ulteriori difficoltà di previsione e verifica sul consumo energetico, di proiezioni sulle emissioni di gas climalteranti, di pianificazione dei trasporti, di programmazione degli obiettivi di riduzione negli usi energetici e nelle emissioni di CO2. In questo scenario ci saranno ripercussioni anche sui contratti a prestazione, sulla gestione dell’energia nel sito e in termini primari, sul raggiungimento degli obiettivi nazionali ed europei.

Pertanto è richiesto uno sforzo maggiore da parte di tutti gli addetti ai lavori, affinché si possa riallineare il quadro degli strumenti di gestione e di misura dell’energia ai consueti protocolli.

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Guido Donato Mozer
Libero professionista in possesso di plurime certificazioni delle competenze in ambito italiano (Ege) ed europeo (Energy auditor, Training provider), riveste il ruolo di Energy manager per alcune PA, imprese a forte consumo energetico e società di servizi energetici in tutta Italia. Componente di tavoli tecnici permanenti e membro del Comitato tecnico di Certificazione presso Organismo internazionale di certificazione di Ege ed Ae.