sanificazione
Foto di Michelangelo Buonarroti da Pexels

Nuovi Criteri ambientali minimi (Cam) per i servizi di pulizia e sanificazione della pubblica amministrazione. Ogni ufficio pubblico, incluse caserme, scuole e ospedali, dovrà dotarsi di servizi ecosostenibili.

“Dopo l’emergenza Covid il mondo dei servizi di pulizia e sanificazione in meno di un anno sono stati rivoluzionati e c’era l’urgenza di stabilire nuovi criteri”, ha spiegato in una nota stampa il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che ha firmato per il rinnovo il 3 febbraio scorso. La revisione ha introdotto novità per quanto riguarda l’impatto sull’ambiente e sulla salute umana. Questo alla luce della crescita del 50% dei servizi di sanificazione nel 2020 in Italia, secondo alcune stime. Anche se, c’è da precisare, alla crescita dei servizi nell’ambito ospedaliero e Rsa è corrisposta una riduzione delle attività nelle mense e negli uffici per via dello smart working.

Cosa prevedono i nuovi criteri ambientali minimi

I nuovi Cam puntano a ridurre l’uso di sostanze pericolose e a incrementare, di contro, l’uso efficiente delle risorse, energia innanzitutto. I servizi di pulizia dovranno rispettare “specifiche tecniche e clausole contrattuali che prevedono, per esempio, l’uso esclusivo di prodotti detergenti con marchio ambientale Ecolabel”. Detergenti e disinfettanti saranno razionalizzati con specifici dosatori o da dipendenti appositamente formati, “i quali dovranno essere formati ad un utilizzo più efficiente delle risorse anche in ordine ad altre competenze ‘green’, per ridurre al minimo l’impatto ambientale delle attività di pulizia o per ottimizzare il ciclo di vita di utensili e attrezzi di lavoro”. Questi dispositivi dovranno rispondere a criteri di ecodesign e aiutare a ridurre gli sprechi.

Insieme al ministero della Salute sono stati individuati anche criteri specifici per ciò che riguarda i prodotti ausiliari per l’igiene, ad esempio tessili in microfibra, o l’utilizzo di acqua e detergenti. Con l’entrata in vigore del decreto tutte le PA dovranno affidarsi ad aziende di pulizie che rispettino questi criteri e prevederli nei relativi bandi pubblici per le gare d’appalto.

Sanificazione più ecosostenibile nella PA

Il settore della sanificazione, prosegue il ministro in nota, “conta su un valore della produzione di più di 16,5 miliardi, di cui circa 7,2 miliardi solo per il comparto pubblico, con oltre 35mila aziende e più di 470mila dipendenti, di cui il 70% donne”. I nuovi criteri, promette, valorizzeranno le imprese che offrono migliori condizioni di lavoro agli addetti, maggiormente preparati sui temi di efficienza e sostenibilità.

Una strada ulteriore per fare rendere sempre di più tutte le professioni dei veri green jobs”, aggiunge Costa. L’attenzione verso la formazione si è espressa anche nel supporto di Sogesid, partito l’anno scorso, per formare i dipendenti pubblici sulla predisposizione di capitolati e bandi di gara nell’applicazione dei Cam per gli acquisti pubblici verdi, il cosiddetto green public procurement.

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Redazione
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