Di fronte a una congiuntura geopolitica che mette nuovamente a nudo la fragilità energetica europea, un’accelerazione decisa sulla combinazione di solare fotovoltaico e sistemi di accumulo può colmare il divario tra le ambizioni politiche e l’effettiva messa a terra dei progetti. Garantendo, contemporaneamente, prezzi dell’elettricità più bassi e stabili. Lo evidenzia il rapporto Solar+: an EU pathway to achieve renewable targets, price affordability, and energy security, pubblicato da SolarPower Europe.

Un risparmio miliardario per le casse europee
L’impatto economico dell’energia solare è già tangibile: nei primi due mesi dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente, la produzione fotovoltaica ha permesso all’Unione Europea di evitare spese per circa 8,5 miliardi di euro in importazioni di gas fossile. Guardando al 2025, si stima che il solare eviterà complessivamente costi di importazione per 27,2 miliardi di euro. Il rapporto delinea due possibili futuri: uno scenario di base, che riflette l’andamento attuale delle politiche, e lo scenario più ambizioso denominato Solar+.
In quest’ultima ipotesi, i risparmi annuali sulle importazioni di gas potrebbero superare i 53 miliardi di euro entro il 2030. Complessivamente, tra il 2026 e il 2030, l’adozione della strategia Solar+ consentirebbe di evitare l’esborso di 223 miliardi di euro per l’acquisto di combustibili fossili dall’estero, una cifra superiore del 15% rispetto a quanto previsto nello scenario di base.
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L’efficienza del sistema e il dimezzamento dei costi operativi
L’integrazione massiccia di energia solare e batterie non solo riduce la dipendenza dall’estero, ma trasforma radicalmente l’economia interna del sistema elettrico. Nello scenario Solar+, i costi operativi del sistema elettrico dell’Unione Europea verrebbero letteralmente dimezzati rispetto ai livelli del 2025, con una riduzione della spesa annuale pari a 55 miliardi di euro. Questo fenomeno è alimentato dalla drastica riduzione dell’uso di carbone e gas, sostituiti da fonti a costo marginale quasi nullo.
Di conseguenza, i prezzi all’ingrosso dell’elettricità subirebbero una flessione significativa: se nello scenario di base il calo medio è stimato al 7%, raggiungendo i 68,50 euro per megawattora, con il piano Solar+ la riduzione toccherebbe il 14%, portando il prezzo medio a 63,40 euro per megawattora.
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Solare, il ruolo cruciale delle batterie e della flessibilità
Perché questo scenario si realizzi, il rapporto sottolinea che la tecnologia solare deve viaggiare di pari passo con lo sviluppo dei sistemi di accumulo a batteria (Bess). Le batterie rappresentano il fattore abilitante fondamentale, capace di stabilizzare i prezzi e gestire la variabilità della produzione solare, spostandone la disponibilità nel tempo. Nello scenario Solar+, la capacità di accumulo dell’Unione dovrebbe raggiungere i 170 gigawatt e i 600 gigawattora entro il 2030. Questo permetterebbe alle rinnovabili di coprire quasi il 70% della domanda elettrica totale, con il solo fotovoltaico che arriverebbe a soddisfare oltre il 26% del fabbisogno energetico europeo alla fine del decennio.
Inoltre, una maggiore penetrazione del solare e delle batterie modificherebbe il meccanismo di formazione dei prezzi: nello scenario avanzato, le rinnovabili variabili stabilirebbero il prezzo di mercato per il 19% delle ore annuali, riducendo la dominanza del gas e delle altre fonti termiche, che passerebbero dall’influenzare i prezzi per l’82% del tempo nello scenario base al 76% in quello Solar+.
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Oltre gli ostacoli: verso una strategia di elettrificazione
Nonostante i vantaggi evidenti, il cammino verso il 2030 presenta ancora delle sfide strutturali. Le proiezioni attuali indicano che, senza interventi correttivi, l’Europa rischia di mancare gli obiettivi di capacità per l’eolico del 19% e per il solare del 4%. Per colmare questo divario, SolarPower Europe esorta i decisori politici ad adottare una Strategia di Flessibilità dell’UE e un ambizioso Piano d’Azione per l’Elettrificazione.
È necessario rimuovere le barriere normative che ancora favoriscono i combustibili fossili e riformare tasse e oneri per rendere l’elettricità pulita l’opzione più competitiva per industrie, trasporti e riscaldamento domestico. L’obiettivo è trasformare quella che spesso viene percepita come una transizione a lungo termine in una realtà capace di generare benefici tangibili per cittadini e imprese già entro la metà di questo decennio.
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