Aumenta l’efficienza energetica nel mondo: il report IEA

Diminuisce la domanda di energia e aumenta l’efficienza energetica su scala globale, secondo l’IEA. Tuttavia, cresce anche il numero di poveri energetici.

  • È uscito nel mese di dicembre il report IEA 2022 sull’efficienza energetica.
  • Crescono gli investimenti in tal senso, ma il rischio è che la transizione non sia inclusiva.
efficienza energetica IEA
foto Pixabay

L’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) ha pubblicato nel dicembre 2022 il suo rapporto annuale sull’efficienza energetica. Il report esplora le ultime tendenze riguardanti la domanda globale di energia, le politiche, le tecnologie e gli investimenti legati al risparmio energetico. Investimenti che, a causa dell’attuale situazione geopolitica, sono aumentati. L’efficienza energetica, del resto, è una strategia da perseguire sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale.

La strada verso la neutralità climatica è ancora lunga

Il documento, redatto da un’apposita divisione dell’IEA sotto la guida di Brian Motherway e Kevin Lane, evidenzia come gli sforzi per gestire meglio il consumo di energia si siano intensificati, al punto che, quest’anno, l’efficienza energetica è aumentata del 2 per cento rispetto al 2021. È un segnale molto positivo, considerando i pessimi risultati dei due anni precedenti, dovuti principalmente alla pandemia di Covid-19. Tuttavia, secondo lo scenario net zero dell’Agenzia, per raggiungere la piena decarbonizzazione al 2050 i progressi nell’efficienza energetica dovrebbero salire al 4 per cento annuo fino al 2030.

Il fenomeno della povertà energetica è in aumento

Inoltre, la situazione risulta molto delicata per i consumatori e per le imprese, che stanno cercando di ridurre i propri consumi energetici per far fronte al pesante aumento dei prezzi di gas ed elettricità. La crescita della domanda globale di energia è diminuita bruscamente, fino ad avvicinarsi all’1 per cento. Un dato che si distanzia parecchio dall’aumento del 5 per cento dello scorso anno; uno dei più alti degli ultimi cinquant’anni. Il numero di persone senza un accesso affidabile a riscaldamento, raffreddamento, sistemi di cottura efficienti e altri servizi energetici è salito a circa 2,5 miliardi a livello globale. A partire dal 2019, la povertà energetica è divenuta reale per altre 160 milioni di famiglie.

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L’inflazione varia da paese a paese a seconda del mix di combustibili, nonché delle politiche governative. Nell’Unione europea è arrivata al 39 per cento, con un quarto delle famiglie in condizioni di povertà energetica. Le fasce più vulnerabili della popolazione sono le più esposte perché, spesso, vivono in edifici vecchi e poco efficienti, con elettrodomestici datati. Ciò provoca un incremento dei costi che devono sostenere, così come dei rischi per la loro salute.

L’accesso a sistemi di cottura efficienti è in diminuzione

Quest’anno si è assistito anche a un significativo ritorno all’utilizzo di biomasse tradizionali più economiche come legna e carbone per il riscaldamento e la cottura, specialmente nei Paesi in via di sviluppo. Si stima che circa 75 milioni di cittadini che hanno recentemente avuto accesso all’elettricità abbiano perso la capacità di pagarla, mentre 100 milioni di persone rischiano di tornare a utilizzare le tradizionali stufe a GPL per cucinare. Tutto questo mette a rischio la salute delle donne e dei bambini, poiché sono maggiormente esposti all’inquinamento atmosferico domestico che, nel 2022, ha contribuito a circa 2,5 milioni di morti premature.

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Servono misure pensate appositamente per i soggetti più vulnerabili

Secondo gli autori del report, comunque, una spesa pubblica ben mirata può sostenere i soggetti più vulnerabili e migliorare ulteriormente l’efficienza energetica. L’aggettivo “mirata” non è casuale: come sottolineato dall’OCSE, bisognerebbe ridurre i sussidi su larga scala per delineare delle misure specificatamente rivolte a determinati obiettivi e specifiche categorie della popolazione. È proprio grazie alle misure legate all’efficienza energetica implementate negli ultimi vent’anni nei settori dell’edilizia, dell’industria e dei trasporti, che famiglie e imprese dei Paesi membri dell’IEA potranno risparmiare, quest’anno, circa 680 miliardi di dollari.

 

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