Negli Usa Mobix Labs punta alle materie prime critiche

Per farlo lancia un accordo per l'acquisizione di Special Project Delivery

In un contesto globale dove la supremazia tecnologica dipende sempre più dal controllo delle materie prime, Mobix Labs, Inc. (Nasdaq: MOBX) ha annunciato una mossa destinata a cambiare il suo posizionamento strategico. L’azienda ha firmato una lettera d’intenti non vincolante per l’acquisizione di Special Project Delivery LLC (SPD), piattaforma infrastrutturale statunitense specializzata nella creazione di catene di approvvigionamento sovrane per terre rare, minerali critici e stoccaggio energetico.

Una sfida diretta al dominio globale

L’operazione non è solo commerciale, ma profondamente geopolitica. Attualmente, la Cina domina gran parte dell’estrazione e della raffinazione delle terre rare. Tuttavia, le nuove restrizioni del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, previste per il 2027 sui materiali magnetici di origine cinese, stanno spingendo gli alleati (NATO, AUKUS e “Five Eyes”) a cercare l’indipendenza produttiva.

“Le terre rare e i minerali critici sono diventati uno dei campi di battaglia competitivi del prossimo decennio”, ha dichiarato James Peterson, Presidente del consiglio di amministrazione di Mobix Labs. “SPD è la piattaforma giusta al momento giusto: allineata a livello federale, tecnicamente validata e guidata da un team eccezionale”.

Senza terre rare, la difesa si ferma

L’importanza di questi materiali per l’apparato militare statunitense è impressionante nei numeri:

  • F-35 Lightning II: richiede circa 418 kg di materiali di terre rare per ogni esemplare.

  • Sottomarini nucleari classe Virginia: ne utilizzano circa 4.500 kg ciascuno.

  • Tecnologia Dual-Use: dai missili Patriot e Tomahawk ai data center per l’Intelligenza Artificiale, nulla può funzionare senza questi componenti.

Mobix Labs, che già fornisce componenti avanzati per sistemi di difesa, punta ora a risalire la filiera, garantendosi il controllo della materia prima necessaria per i propri sistemi wireless e aerospaziali.

Tecnologia e Sostenibilità: il modello SPD

Fondata nel 2019, SPD si è distinta per la capacità di recuperare terre rare da fonti domestiche sottoutilizzate, come le ceneri di carbone negli Stati Uniti, utilizzando tecnologie validate da partner di ricerca della difesa.

La società opera in linea con le principali iniziative federali, tra cui il Project Vault (un partenariato pubblico-privato da 12 miliardi di dollari della US Export-Import Bank) e il Defense Production Act. Alla guida di SPD figurano il CEO Paul Singarella, ex partner di Latham & Watkins formato al MIT, e il CFO John Dewey, esperto nello sviluppo di infrastrutture su larga scala.

Verso un’infrastruttura industriale sovrana

L’acquisizione posizionerebbe Mobix Labs all’interno di un settore industriale che sta vedendo investimenti globali per decine di miliardi di dollari, con il potenziale di raggiungere centinaia di miliardi nei prossimi anni.

“L’unione con Mobix Labs permetterebbe alla nostra piattaforma di integrarsi direttamente con una società tecnologica quotata che opera già negli ecosistemi di difesa e aerospazio che i nostri materiali sono destinati a rifornire”, ha commentato Singarella.

Stato dell’operazione: al momento, la lettera d’intenti stabilisce un quadro per la “due diligence” e la negoziazione degli accordi definitivi. Sebbene non vi sia ancora la certezza assoluta del completamento del deal, la direzione intrapresa da Mobix Labs segna un passo deciso verso il consolidamento di una catena del valore americana al 100%, dalla miniera al chip.


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