Unionplast: “Plastic tax rischia di danneggiare l’intera filiera”

L'allarme dell'associazione dei produttori di imballaggi che si oppone alla posizione di Assorimap

Secondo Unionplast la plastic tax, così come è stata concepita, non solo non incentiverebbe l’uso di plastica riciclata, ma provocherebbe l’effetto opposto. L’allarme lanciato è chiaro: si rischierebbe di spingere i clienti e i brand a abbandonare la plastica per materiali alternativi, che pur non essendo tassati, non sono necessariamente più sostenibili.

plastic tax
Foto di Jonathan Chng su Unsplash.

Plastic tax: onere insopportabile per le aziende

Unionplast denuncia una serie di criticità che renderebbero la tassa un onere insopportabile per le imprese, specialmente in un momento di stagnazione economica e di forte riduzione delle marginalità. Tra i punti evidenziati, spiccano:

  • Oneri amministrativi sproporzionati: la burocrazia legata all’imposta rischia di gravare pesantemente sulle aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni.
  • Moltitudine di soggetti passivi: la tassa coinvolgerebbe non solo i produttori, ma anche i brand owner, complicando ulteriormente l’applicazione e i controlli.
  • Inefficienza dei controlli: la mancanza di strumenti scientifici per distinguere in modo certo la plastica vergine da quella riciclata renderebbe i controlli difficili e inefficaci.
  • Sanzioni e crisi di liquidità: la sproporzione del tributo e l’entità delle sanzioni metterebbero a rischio la tenuta industriale delle imprese, portandole a una crisi di liquidità.

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Il precedente della Spagna e l’appello al confronto

A sostegno della sua tesi, Unionplast cita l’esempio della Spagna, dove l’introduzione di una simile tassa avrebbe penalizzato il mercato interno, aprendo la strada a importazioni di riciclati di origine incerta e a basso costo. L’associazione invita quindi Assorimap, che da parte sua ha avanzato la proposta di avvio della plastic tax, a un confronto serio e costruttivo per trovare una soluzione che sostenga realmente l’economia circolare.

L’appello è a un provvedimento che non vada in contraddizione con gli obiettivi del Pnrr e che non scarichi costi e rischi su chi, ogni giorno, lavora la plastica per creare valore industriale e occupazionale per il Paese.

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