Plastic Overshoot Day: da oggi non sappiamo più gestire la plastica

È il 5 settembre e la capacità globale di smaltire i rifiuti plastici in sicurezza è già esaurita

Oggi 5 settembre è una data simbolica ma drammatica: è il Plastic Overshoot Day. Questa giornata non è una celebrazione, ma un severo avvertimento. È il momento in cui la quantità di rifiuti plastici prodotti a livello mondiale supera la nostra capacità di gestirli in modo sicuro ed efficace. Da qui in poi, ogni singola tonnellata di plastica prodotta è a rischio di finire dispersa nell’ambiente, alimentando una crisi globale che tocca tutti, dagli oceani ai nostri corpi.

Plastic Overshoot Day
Foto di brighten silas su Unsplash.

Wwf Italia rilancia con forza l’allarme, sottolineando che da oggi, a livello globale, 72,1 milioni di tonnellate di plastica non potranno essere gestite correttamente. Questa cifra spaventosa evidenzia l’urgenza di un cambiamento radicale. Non si tratta solo di una questione di decoro urbano o di spiagge sporche. La plastica è diventata un’intrusione silenziosa e pervasiva nella nostra vita, con conseguenze dirette e sempre più evidenti per la salute e l’ecosistema.

Plastic Overshoot Day: punto di non ritorno

La plastica non è solo un problema ambientale. Le ricerche più recenti stanno rivelando la sua presenza in ogni angolo del nostro Pianeta e, sempre più spesso, nel nostro corpo. Le microplastiche sono state trovate praticamente in ogni organo: dai polmoni al fegato, dal sangue al latte materno, fino alla placenta. Questa scoperta suggerisce che queste particelle sono in grado di attraversare barriere biologiche che un tempo si pensavano impenetrabili.

Ma non sono solo le microplastiche a preoccupare. Gli additivi chimici utilizzati nella produzione della plastica, come gli ftalati e il bisfenolo A, sono associati a una serie di problemi di salute, tra cui disfunzioni ormonali, infertilità e disturbi dello sviluppo nei bambini. Il Wwf, citando recenti analisi, riporta la presenza di microplastiche anche nel cervello umano, sollevando seri timori su potenziali effetti neurologici a lungo termine.

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Plastica: il giorno di overshoot dell’Italia è il 24 ottobre

La crisi della plastica è un problema globale, ma la sua gestione e il suo impatto variano enormemente a seconda delle capacità e delle politiche nazionali. Il Plastic Overshoot Day è calcolato su base nazionale proprio per evidenziare queste differenze. Paesi con infrastrutture di gestione dei rifiuti più avanzate, come Singapore e la Corea del Sud, raggiungono la loro data di superamento solo a ridosso della fine dell’anno (20 e 21 dicembre rispettivamente). Altri Paesi europei, come la Germania e la Spagna, si attestano su date più virtuose rispetto alla media globale (novembre), mentre l’Italia, con il suo 24 ottobre, si posiziona in una fascia intermedia.

Tuttavia, il problema più grave si manifesta nei Paesi con sistemi di gestione dei rifiuti meno sviluppati, in particolare nel Sud-est asiatico e in Africa. Qui, il Plastic Overshoot Day cade molto presto nell’anno, a volte già a gennaio, a causa dell’enorme quantità di plastica importata per l’uso e la produzione e della quasi totale assenza di infrastrutture per il riciclo e lo smaltimento. Questo fenomeno alimenta la dispersione massiccia di plastica in fiumi e oceani, che poi si distribuisce a livello globale attraverso le correnti marine.

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Azioni necessarie: le proposte di Wwf Italia e l’appello all’UE di Assorimap

Per affrontare la crisi, il Wwf ha avanzato una serie di proposte concrete al governo italiano. La prima è l’estensione della raccolta differenziata della plastica a tutti i settori produttivi, non solo agli imballaggi, che rappresentano solo una parte della plastica che usiamo ogni giorno. Inoltre, si propone l’introduzione di tasse sulla plastica vergine e incentivi per le soluzioni basate sul riutilizzo, oltre al potenziamento delle infrastrutture per colmare le lacune regionali e rendere il sistema più efficiente.

Assorimap, l’associazione che rappresenta i riciclatori e rigeneratori di materie plastiche italiani aderente a Confimi Industria, è tra i 28 firmatari europei di una lettera congiunta inviata ai vertici dell’Unione Europea. L’appello chiede interventi immediati per sostenere la filiera della plastica: entro la fine dell’anno, si prevede la chiusura di impianti di riciclo per una capacità di quasi 1 milione di tonnellate. La quota di mercato globale dell’Europa è nel frattempo crollata dal 22% al 12% in meno di vent’anni. La filiera avanza raccomandazioni strategiche: dalla richiesta di controlli serrati sulle importazioni low cost e nuove misure doganali, fino a provvedimenti per calmierare il costo dell’energia.

Il Plastic Overshoot Day è un campanello d’allarme, ma anche un’opportunità per ripensare il nostro rapporto con la plastica e agire prima che la crisi diventi irreversibile. Non è un problema che può essere risolto da un singolo attore, ma richiede uno sforzo congiunto e determinato.

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