L’Italia supera il 76% di riciclo degli imballaggi, oltre il target europeo del 70% entro il 2030. La percentuale corrisponde a circa 10 milioni e 700.000 tonnellate su un totale di oltre 13 milioni e 950.000 tonnellate. Una crescita di circa un punto percentuale rispetto al precedente risultato, quando le tonnellate di imballaggi riciclati avevano toccato 10,5 milioni. Sono questi i dati divulgati da Conai in occasione della presentazione della relazione annuale.

Gli imballaggi a fine vita conferiti dai Comuni sono cresciuti in tutte le macroaree del Paese, soprattutto al Centro (+6,2%) e al Sud (+5,1%). Numeri in crescita anche al Nord (+2,7%), trainati soprattutto da un aumento di carta e bioplastica compostabile.
Imballaggi a fine vita: recuperato 86,4% del totale
Stando ai numeri, in leggera crescita sono anche i quantitativi di imballaggi riutilizzati. Già dal 2012 il consorzio ha promosso agevolazioni e semplificazioni per favorire l’uso di packaging pensato per durare nel tempo. Lo scorso anno, quelli dichiarati riutilizzabili sono stati oltre un milione e 240.000 tonnellate, in aumento di oltre 20.000 tonnellate rispetto al 2023. Sommando ai numeri del riciclo quelli del recupero energetico, il totale di imballaggi a fine vita recuperati supera i 12 milioni di tonnellate: l’86,4% dell’immesso al consumo.
Più nel dettaglio, hanno trovato una seconda vita più di 435.500 tonnellate di acciaio; 62.400 di alluminio; 4 milioni e 605.000 di carta e cartone; 2 milioni e 314.000 di legno; 1 milione e 131.000 di plastica tradizionale e 47.500 di bioplastica compostabile, per un totale di 1 milione e 179.000 tonnellate; e quasi 2 milioni e 103.000 di vetro. Significativo, in particolare, è lo slancio della filiera della plastica con il superamento del 50% di riciclo chiesto dall’UE entro il 2025, “un traguardo incoraggiante, ma non può essere considerato un punto d’arrivo” commenta il consorzio nella nota stampa.
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Diversificazione contributiva: strumento da potenziare
Dalla fotografia emerge che meno del 15% degli imballaggi a fine vita non viene ancora recuperato: “Considerando che gli imballaggi rappresentano circa l’8% dei rifiuti totali prodotti in Italia, si tratta di una quota davvero marginale” commenta il Conai nella nota stampa. Fondamentale è “investire nel potenziamento delle raccolte differenziate e nella creazione di una cultura sempre più diffusa di economia circolare”, laddove più della metà degli imballaggi riciclati arriva proprio dalle raccolte urbane.
Un altro strumento da potenziare è quello della diversificazione contributiva: applicando cioè contributi ambientali modulati in base alla riciclabilità degli imballaggi in plastica e carta, dal 2018 è stata più che dimezzata la presenza di pack non riciclabili sul mercato. Per questo, da luglio, sarà più incisiva la diversificazione per i compositi a base carta legando il contributo all’effettiva riciclabilità certificata.
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