Consiglio EU adotta posizione sul riciclo dei veicoli a fine vita

Il commento di Ada, l’associazione demolitori di autoveicoli

Il Consiglio EU ha adottato la posizione sul regolamento sui veicoli a fine vita, che stabilisce requisiti per garantire che le nuove autovetture siano progettate in modo da favorirne il riutilizzo, il riciclo e il recupero. Il regolamento, in particolare, introduce un obiettivo obbligatorio per la plastica riciclata e apre la possibilità di stabilire obiettivi futuri per acciaio, alluminio e materie prime critiche riciclate.

veicoli a fine vita
Foto di Jorgen Hendriksen su Unsplash.

La posizione del Consiglio accresce l’ambizione del regolamento includendo, nell’ambito di applicazione i camion pesanti, i ciclomotori e i quadricicli a due o tre ruote. La progettazione di questi veicoli dovrebbe consentire la rimozione di componenti e i loro produttori sono tenuti a stabilire una strategia di circolarità.

Riciclo dei veicoli a fine vita: il regolamento

Il Consiglio ha aggiunto l’obbligo per il venditore di presentare, per ogni cambio di proprietà di veicoli usati, la documentazione comprovante che il mezzo non è un veicolo a fine vita. “Tale obbligo non si applicherà alle vendite tra privati, ad eccezione di quelle concluse online, poiché rappresentano una situazione a rischio più elevato” rammenta il regolamento. La posizione chiarisce inoltre la definizione di veicoli a fine vita e introduce esenzioni per quelli di particolare interesse culturale oltre che per le auto d’epoca restaurate per essere nuovamente utilizzate su strada.

L’approccio generale propone un approccio in tre fasi per raggiungere l’obiettivo di una percentuale minima di contenuto di plastica riciclata nei veicoli, per garantire vantaggi sostanziali, ma realistici, in termini di circolarità:

  • 15% entro 6 anni dall’entrata in vigore del regolamento;
  • 20% entro 8 anni dall’entrata in vigore del regolamento;
  • 25% entro 10 anni dall’entrata in vigore del regolamento.

La Commissione avrà la facoltà di stabilire deroghe temporanee a questi obiettivi in ​​caso di carenza di plastica riciclata o di prezzi eccessivi: “La Commissione potrebbe anche stabilire una quota minima di materiali riciclati diversi dalla plastica, previo svolgimento di uno studio di fattibilità”.

Ada: “Bene proposta di etichettate ogni ricambio usato”

Ada, l’Associazione demolitori di autoveicoli che aderisce ad Assoambiente, condivide l’indicazione di rimuovere dal veicolo solo “le componenti che hanno una potenzialità effettiva di riutilizzo, a differenza della proposta iniziale della Commissione che riteneva che tutte le componenti riutilizzabili fossero smontate”. L’associazione accoglie con grande soddisfazione che sia passata la proposta di etichettare, con l’indicazione del veicolo di provenienza e dell’impianto che lo ha demolito, ogni ricambio usato che verrà messo sul mercato. “Una scelta, questa, che darà un colpo mortale al mercato nero dei ricambi e assieme alla nuova normativa sulla vendita dei veicoli incidentati, ai furti di autoveicoli e all’esportazione illegale di veicoli a fine vita” si legge a commento nella nota stampa.

Per quanto riguarda la responsabilità estesa del produttore (Epr), Ada saluta con soddisfazione l’inclusione della proposta, sostenuta dal Governo italiano, in base alla quale i contratti tra case Costruttrici e autodemolitori, per l’implementazione della Epr, possano contare su una equità garantita dallo Stato. “La recente decisione della Commissione EU di sanzionare il comportamento di violazione della concorrenza dei produttori per il ritiro, e il trattamento dei veicoli a fine vita in base alla Direttiva del 2000, è la prova che i contratti in essere non sono equi.

Apprezzare, infine, per la scelta di limitare ad un mese lo stazionamento dei veicoli fuori uso nei punti di raccolta. Così come il fatto che tali punti di raccolta debbano garantire gli stessi standard di tutela ambientale richiesta agli impianti di autodemolizione, “perché non si può fare tutela dell’ambiente a giorni alterni”. Sarebbe anche auspicabile, conclude Ada, che i punti di raccolta abbiano una convenzione con gli impianti di trattamento come già in essere in Italia.

Leggi anche Demolizione veicoli e buone pratiche di trattamento degli F-Gas


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.