Sono sei le raccomandazioni politiche del progetto Assist per proteggere i cittadini in povertà energetica. Si tratta di indicazioni nate da valutazioni e confronti dei diversi stakeholder istituzionali e sociali nel gruppo di lavoro del progetto, composto da sei Paesi tra cui l’Italia quale capofila con la società Aisfor, e dodici partner internazionali di cui, sempre per il nostro Paese, Acquirente unico e Ricerca sistema energetico.

Non solo, dal progetto durato tre anni e conclusosi formalmente con la giornata di ieri, arriva anche un riesame e una valutazione degli interventi politici per la protezione dei consumatori vulnerabili nel settore della povertà energetica e una revisione degli interventi basati sui progetti.

Le sei raccomandazioni alla politica

È Maria Jeliazkova, Eapn, Assist partner a illustrare le conclusioni finali dei tre anni di progetto. “Oltre 39 riunioni in tutti i paesi coinvolti per arrivare a questo risultato”. Esiste “un rischio socialmente significativo e come tale ha ricevuto un riconoscimento politico e un complesso di misure in atto per affrontarlo”.

Tra le riflessioni è emerso come: “il sostegno finanziario alle persone e alle famiglie a rischio di povertà energetica mira a mitigare gli effetti del rischio e non le sue cause” sottolinea la Jeliazkova, riferendosi a quanto accade prevalentemente ad oggi nei paesi oggetto di analisi. Per questo “La portata delle misure e la forza del loro impatto non sono sufficienti per affrontare efficacemente il rischio ed eliminare la povertà energetica”.

Sistema di protezione sociale; livello e la qualità dell’occupazione; stato e dinamiche della produzione energetica e del mercato dell’energia, mancanza di un chiaro riferimento normativo, specificità climatiche: sono tutte cause della povertà energetica ma il loro mix e la loro risposta nella popolazione può variare molto da paese a paese. Come ribadito anche nella prima giornata di questo evento dalla rappresentante finlandese Johanna Kirkinen, mancano dati statistici per migliorare la strategia di azione e che fa sì che alcune importanti cause di povertà energetica non siano identificate il che rende complessa anche la misurazione della reale efficacia delle policy messe in atto.

Infine gli effetti positivi del metodo Assist come rendere in consumatori in povertà energetica, e le parti politiche, più informati, realizzando anche delle reti sociali in grado di mantenere vivo questo sistema di supporto. Per quanto “I progetti riflettono molte delle debolezze degli interventi politici e sono limitati dai loro confini”. come sottolinea Maria “Se progetti fossero basati e incorporati in un quadro politico diverso e più efficiente ipotizziamo sarebbero stati molto più efficaci”.

sei raccomandazioni per la povertà energeticaTutti questi elementi di valutazione hanno portato il team di Assist a elaborare le seguenti sei raccomandazioni politiche:

  1. migliorare la coerenza nell’affrontare le cause dirette della povertà energetica;
  2. migliorare l’efficienza del mercato energetico;
  3. migliorare la coerenza delle politiche che hanno un impatto sulla povertà energetica;
  4. sviluppare nuove forme e pratiche di un processo decisionale più democratico in questo settore;
  5. rafforzare e intensificare la base di conoscenze sulle politiche interconnesse, comprese le valutazioni;
  6. garantire una migliore integrazione delle politiche e delle iniziative a livello comunitario, nazionale e locale.

Il concetto di benessere energetico

Le azioni di lotta alla povertà energetica, descritte in queste sei raccomandazioni politiche, dovrebbero portare alla costituzione di un benessere energetico. E’ questo il concetto chiave, secondo il gruppo di lavoro di Assist, che incorpora un buon potere d’acquisto dei consumatori, buona qualità delle abitazioni e accessibilità economica all’uso di energia pulita.

Migliorare la coerenza nell’affrontare le cause dirette della povertà energetica

La prima delle sei raccomandazioni politiche intende la messa in relazione di tre fattori: monitoraggio, analisi e interventi molto più attenti nel processo di formazione dei prezzi dell’energia; un aggiornamento regolarmente dei redditi e dei livelli delle prestazioni sociali a fronte di una valutazione aggiornata dei redditi minimi adeguati; predisporre un sostegno in grado di sostenere il miglioramento in efficienza energetica per le famiglie in stato di povertà.

Migliorare l’efficienza del mercato energetico

Informazioni trasparenti e le misure contro le pratiche commerciali illegittime sono centrali per la tutela del cittadino in difficoltà. Questo punto intende mettere l’accento sull’importanza di attenuare gli squilibri del potere contrattuale degli operatori di mercato. Soprattutto, secondo il progetto Assist, è importante effettuare un’attenta revisione e analisi del modo in cui sono costruiti i mercati dell’energia valutando l’efficacia dei regolamenti e il livello di competitività e il modo in cui i mercati influenzano i prezzi dell’energia.

In questo scenario le cooperative per l’energia e i prosumer, possono rappresentare una strada alternativa in grado sopperire a dei disequilibri di questi cittadini verso il mercato.

Migliorare la coerenza delle politiche che hanno un impatto sulla povertà energetica

La transizione verso l’energia pulita è un bene comune e come tale il suo costo dovrebbe essere coperto da una tassazione progressiva generale, anziché da prelievi applicati al consumo di energia/bollette, questa la riflessione del team di Assist come spiega la Jeliazkova: “Spostare le imposte dal consumo, al tipo di energia (fonti) potrebbe rappresentare un elemento di distinzione efficace” . Gli esperti difatti hanno anche rilevato una stretta connessione tra una rapida crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili con la riduzione degli effetti delle politiche per affrontare la povertà energetica.

Tra gli aiuti che possono venire dalla politica anche azioni per favorire un’occupazione che segua il costo della vita soprattutto nei redditi minimi questi dovrebbero essere ponderati in relazione alla base di un tenore di vita minimo adeguato, compreso il fabbisogno energetico. “Le crescenti disuguaglianze di reddito si traducono in sostegno e aumento della povertà energetica”, praticamente un costo doppio per la società che deve sopperire con politiche sociali e non riesce a garantire autonomia ai cittadini.

È necessario mantenere una visione di insieme tra le diverse interazioni politiche, sociali e sanitarie “Altrimenti c’è il pericolo che si paralizzino reciprocamente”.

Sviluppare nuove forme e pratiche di un processo decisionale più democratico in questo settore

Aumentare la partecipazione delle Ong e dei consumatori vulnerabili sia al monitoraggio delle cause e delle conseguenze della povertà energetica sia aumentarne l’ascolto politico per una partecipazione democratica alla costruzione delle linee politiche di intervento.

Un dialogo che può aumentare migliorando le interazioni tra gli attori e il coordinamento e il ruolo degli intermediari sia tra di loro che nella relazione con le persone in difficoltà.

Rafforzare e intensificare la base di conoscenze sulle politiche interconnesse, comprese le valutazioni

È importante implementare una valutazione di impatto sociale (comprese le valutazioni partecipative) delle politiche contro la povertà energetica per migliorare le fasi del ciclo politico.

Inoltre è emerso come “Molte ricerche e progetti (a livello comunitario, nazionale e locale) non sono sufficientemente utilizzati per migliorare l’intero ciclo politico”. Come non sono chiaramente messi in relazione tra loro. Per questo Assist suggerisce di elaborare un meccanismo chiaro e trasparente per incorporare i risultati delle ricerche e delle valutazioni realizzate sul tema che sono molte. Un meccanismo che se attuato “potrebbe migliorare la qualità delle successive politiche di elaborazione e attuazione, comprese maggiori conoscenze per le ‘politiche basate sull’evidenza’” A cominciare proprio dagli esperti di Assist che nella tre giorni che hanno realizzato hanno incluso un secondo giorno dedicato ad altri progetti e iniziative dedicate alla povertà energetica.

Garantire una migliore integrazione delle politiche e delle iniziative a livello comunitario, nazionale e locale

Uno sviluppo su piano comunitario di orientamenti e indicatori più chiari aiuterebbe gli Stati membri a elaborare le loro definizioni e indicatori nazionali, dando un loro approccio positivo alle politiche nazionali in materia. Per farlo l’istituzione di osservatori nazionali sulla povertà energetica potrebbe rappresentare uno strumento efficace.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.