Aiutare chi è in “povertà energetica” grazie al supporto di un “tutor energetico domestico, il Ted”. La formazione messa in campo per sviluppare questa professione è stata oggetto del progetto europeo Assist (Network di sostegno per il risparmio energetico dei consumatori domestici), durato tre anni è giunto alla fine del suo percorso.

Il modello di azione proposto “permette una comunicazione verticale e orizzontale tra la persona in povertà energetica e il tutor. Il Ted diventa così un unico punto di contatto integrato con il cittadino, semplificando la lettura del problema e delle possibili soluzioni”, spiega la coordinatrice del progetto Marina Varvesi di Aisfor, in occasione del convegno italiano di chiusura di Assist. Gli altri paesi coinvolti sono Belgio, Finlandia, Inghilterra, Spagna e Polonia.

I tutor ricevono una formazione trasversale sui problemi connessi alla povertà energetica. La figura del Ted può essere un professionista privato oppure un operatore dei servizi sociali, efficace perché spesso già conosciuto dalla famiglia in difficoltà o un supporto delle stesse utility, ma anche associazioni di consumatori, edilizia privata, organizzazioni caritatevoli.

L’importanza di trasformare il Tutor energetico in un servizio

Un pilota che ha dimostrato nei numeri il successo di un modello “Win win, sia per chi riceve che per chi adotta modello” in cui i soggetti hanno una comunicazione fluida tra loro. Spiega Marina Varvesi, che sottolinea come la prossima sfida sia “uscire dal pilota e farlo diventare un sistema duraturo per il contrasto alla povertà energetica”.

In Europa esistono reti simili, continua la project manager “ad esempio in Francia c’è la rete Rapell è supportata dallo Stato come servizio al consumatore finale”. Una rete quella dei Ted italiani che in parte è pronta visti i cento tutor già formati dalla piattaforma on line realizzata da Assist, di cui gran parte già idonei ad agire.

Fenomeno, quello della povertà energetica reso ancora più centrale a causa della situazione eccezionale causata dal Covid-19, come ricorda Roberto Malaman direttore advocacy consumatori e utenti di Arera, che spingendo l’Autorità ad alcune azioni come lo stop al distaccamento delle utenze per i morosi e la segnalazione al Governo di ridurre o azzerare le quote  fisse nelle bollette. “Non c’era bisogno di un provvedimento governativo per bloccare le messe in mora e i distacchi” spiega Malaman “ma le bollette saranno pagate rateizzate nel corso del prossimo anno. In questo quadro le nuove situazioni di difficoltà non entrano facilmente” per questo la segnalazione.

Le proposte emerse dal progetto Assist

In questi tre anni è stata fatta una analisi delle diverse misure e iniziative esistenti in Europa, da cui nel complesso è emersa una scarsa efficacia. Una debolezza data soprattutto dalla “non coerenza tra le diverse misure” spiega Emiliano Battazzi, ricercatore Acquirente unico partner del progetto, “mancano inoltre obiettivi politici ambiziosi, oltre che definizioni chiare”.

In seguito all’attività di ricerca, il progetto ha identificato alcuni suggerimenti per ottimizzare l’efficacia delle azioni di contrasto alla povertà energetica. Una migliore identificazione dei consumatori vulnerabili, grazie allo sviluppo di una definizione europea condivisa di povertà energetica o almeno di linee guida.

Serve inoltre maggiore sostegno alle famiglie vulnerabili: “Un sostegno che non è solo di carattere finanziario” spiega Battazzi, “maggiore informazione, più educazione ai consumi e al risparmio, l’acquisizione di un approccio olistico nella valutazione di consumi e costi sono elementi centrali per supportare il cittadino vulnerabile”. Non mancano ovviamente gli aspetti finanziari come “maggiore facilità di accesso, aumento budget a disposizione o misure speciali per soggetti in condizioni particolari”.

Altro aspetto da non sottovalutare è quello della scarsa efficienza energetica degli edifici, tra l’altro i cittadini vulnerabili sono spesso in affitto, il che evidenzia nei proprietari degli immobili, spesso operatori pubblici, un altro target da sensibilizzare. Inoltre nuove tecnologie come le comunità energetiche, di cui non c’è ancora una chiarezza normativa, possono svolgere un ruolo importante. Non deve mancare infine la presenza dello Stato per allontanare pratiche commerciali scorrette.

In sintesi, come illustra Battazzi: “Sarebbe importante lavorare su un sistema di politiche che fosse multifattoriale, multistrato e multilivello”.

L’efficacia del modello Assist

Nel complesso Assist ha coinvolto in modi diversi un vasto bacino di utenti. Sono 2.000 i consumatori raggiunti da consigli su buone pratiche di efficienza con una azione “soft”. Mentre 750 le famiglie coinvolte con azioni dirette. Infine, c’è stato un lavoro in sinergia che è arrivati oltre 8mila consumatori. “Sono azioni già in essere su cui assist ha fornito degli elementi di aiuto e sopporto e integrazione” spiega Simone Maggiore, ricercatore Rse, partner del progetto. Come efficacia il risparmio stimato si divide nelle tre diverse azioni realizzate.  Nel complesso le famiglie contattate con azioni dirette dai Ted hanno ottenuto un risparmio energetico misurato del 7%. “Questo era il nostro obiettivo ed è allineato agli altri paesi partner del progetto” spiega Maggiore. Le azioni soft hanno portato una stima di efficacia del 2%, stesso risultato per le azioni in sinergia.

Per il monitoraggio complessivo dei risultati abbiamo sviluppato tre indicatori” spiega Maggiore. Il primo è l’Assist energy savings indicator, che misura sia l’energia risparmiata che il miglioramento di qualità della vita all’interno delle abitazioni, il cui risultato è il 5,5%. Il secondo è il Vulnerability empowerment factor che misura la consapevolezza delle problematiche energetiche e anzi verifica se il cittadino diventa autonomo nel gestirle e si fa ambasciatore di buone pratiche. Infine l’Energy savings che rappresenta la quantità di energia risparmiata grazie alle azioni Assist, sia in kWh che in percentuale (%).

tutor energetico domestico le azioni monitorate

Leggi anche: “Lotta alla povertà energetica, l’approccio innovativo del progetto Assist”

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.