Le quotazioni dei mercati finanziari parlano chiaro: le bollette di luce e gas sono destinate ad aumentare con l’arrivo dell’autunno. Entro la fine dell’anno, i prezzi della materia energia potrebbero registrare un balzo nell’ordine del 26%. In uno scenario geopolitico instabile, la strategia migliore per tutelare il portafoglio di casa sembra essere una soltanto: bloccare oggi una tariffa a prezzo fisso.
Leggi anche: Il mercato tutelato non è più un riferimento sul caro energia: la sfida di Octopus Energy alle metriche di ARERA
A lanciare l’allarme è una recente analisi di Segugio.it, che ha messo a confronto le attuali offerte commerciali con le quotazioni dei futures sul mercato all’ingrosso (EEX).
Il confronto: i mercati corrono, le offerte fisse rimangono (per ora) più basse
Analizzando la curva dei prezzi attesi nei prossimi mesi, il divario tra i costi stimati all’ingrosso e le migliori offerte fisse attive sul mercato libero appare evidente.
Se oggi la miglior tariffa bloccata sul mercato si attesta attorno a 0,094 €/kWh, le previsioni tracciano una traiettoria al rialzo:
-
Terzo trimestre: prezzo medio all’ingrosso atteso a 0,123 €/kWh (+31% rispetto alle tariffe fisse odierne).
-
Quarto trimestre: prezzo stimato a 0,118 €/kWh (+26%).
-
Primo trimestre: stima a 0,113 €/kWh (+20%).
La volatilità del contesto geopolitico potrebbe spingere i fornitori a ritoccare all’insù le condizioni commerciali o a ritirare dal mercato le tariffe fisse più aggressive. Bloccare un prezzo per 12 o 24 mesi garantisce una copertura sicura dai rincari invernali, lasciando comunque al consumatore la libertà di cambiare contratto in futuro se le quotazioni dovessero crollare.
L’analisi dell’esperto
«Le quotazioni futures e l’attuale scenario geopolitico delineano un autunno potenzialmente più volatile per il mercato dell’energia», spiega Paolo Benazzi, Managing Director Utilities di Segugio.it. «Bloccare oggi il prezzo può essere una scelta efficace, anche perché le offerte più competitive potrebbero essere presto rimodulate. La scelta, tuttavia, deve sempre basarsi sul proprio profilo di consumo: per le seconde case, ad esempio, quote fisse e potenza impegnata pesano persino più del costo per chilowattora.»
Non esiste un’offerta unica: come scegliere in base ai propri consumi
La convenienza di una tariffa non si calcola basandosi solo sul costo dell’energia al kWh o al Smc: a fare la differenza è la quota fissa di commercializzazione (un importo mensile dovuto a prescindere dall’uso dell’elettricità).
-
Chi consuma molto (famiglie numerose o abitazioni principali molto abitate) trarrà maggior vantaggio da un prezzo al kWh il più basso possibile.
-
Chi consuma poco deve invece fare massima attenzione all’impatto dei costi fissi mensili.
Non a caso, i dati di Segugio.it registrano una netta preferenza degli utenti verso la stabilità: l’80% delle ricerche e l’88% dei contratti sottoscritti sulla piattaforma riguardano ormai offerte a prezzo bloccato (+12% rispetto allo scorso anno).
Stessi consumi, conti diversi: la stangata sulle seconde case
Il peso dei costi fissi si riflette in modo drammatico sulla gestione economica delle seconde case. In queste abitazioni i consumi sono concentrati in brevi periodi vacanzieri, ma la bolletta continua a correre tutto l’anno.
A parità di consumi (simulati su una media di 600 kWh all’anno e 3 kW di potenza impegnata), una seconda casa paga oltre 100 euro in più all’anno rispetto a un’abitazione principale:
-
Prima casa (residente): spesa annua stimata di 295,55 € (IVA esclusa).
-
Seconda casa (non residente): spesa annua stimata di 397,92 € (IVA esclusa).
A creare questo divario di oltre 102 euro non è la materia energia (che incide allo stesso modo per 174,34 €), ma gli oneri di sistema e le imposte di consumo. La normativa applica infatti ai non residenti una quota fissa sugli oneri di rete indipendentemente dall’energia consumata.
4 mosse pratiche per tagliare i costi della seconda casa
-
Confrontare le quote fisse: in bolletta sotto la voce Commercializzazione, queste quote si pagano anche a casa vuota. Se i consumi sono ridotti, meglio scegliere l’offerta con la quota fissa più bassa.
-
Adeguare la potenza del contatore: mantenere una potenza sovradimensionata significa pagare quote fisse inutili. Calcolare le reali esigenze elettrodomestici alla mano.
-
Eliminare i consumi invisibili: prima di chiudere casa, staccare modem, decoder, boiler elettrici e dispositivi in stand-by che continuano ad assorbire energia.
-
Monitorare i consumi anomali: verificare periodicamente l’app del fornitore per rilevare tempestivamente eventuali perdite o guasti agli impianti.
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.













