Con la fine dell’estate e l’abbassamento delle temperature, migliaia di famiglie italiane si preparano a fare scorta di pellet per la stagione termica. Un’abitudine saggia e preventiva che, tuttavia, ogni anno fa da apripista a un’ondata di raggiri sul web. Nelle ultime settimane, l’AIEL (Associazione Italiana Energia dal Legno) ha raccolto le prime segnalazioni di consumatori attratti da offerte online a prezzi stracciati e rimasti con un pugno di mosche, senza merce né possibilità di rintracciare i venditori.
Il miraggio del prezzo “troppo basso”
Dietro a sconti imperdibili o formule come “ultimi bancali” e “consegna gratuita in tutta Italia”, si celano spesso siti clone o truffatori seriali che usurpano l’identità di aziende serie e realmente esistenti.
“Programmare per tempo l’acquisto è una scelta saggia, ma la fretta e il richiamo di un prezzo eccezionalmente basso non devono far abbassare la guardia” – avverte Marco Bussone, presidente di AIEL –. “Un prezzo palesemente fuori mercato non è un affare: è un campanello d’allarme”.
Il vademecum di AIEL: 7 regole d’oro per difendersi
Per evitare di svuotare il portafoglio senza ricevere il combustibile, l’associazione ha stilato una guida pratica con i controlli da effettuare prima di procedere all’acquisto:
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Diffidare dei prezzi fuori mercato: Sconti anomali, urgenze fasulle (“solo per oggi”) o spedizioni gratuite ovunque devono insospettire.
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Verificare l’identità del venditore: Controllare partita IVA e ragione sociale, cercando autonomamente i contatti ufficiali dell’azienda. Attenzione ai venditori che comunicano solo via WhatsApp o Telegram.
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Controllare la certificazione ENplus®: Il marchio e le foto dei sacchi possono essere copiati. È fondamentale cercare l’azienda nel database ufficiale ENplus® e consultare l’apposita blacklist dei soggetti segnalati.
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Analizzare la grafica e il sito: Errori grammaticali, recensioni tutte uguali o un design palesemente generato dall’Intelligenza Artificiale sono segnali di allarme (red flags).
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Attenzione a intestatario e IBAN: Se l’IBAN in fattura non coincide con quello noto dell’azienda, pretendere verifiche. Alcuni truffatori modificano i dati di pagamento su fatture altrimenti autentiche.
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Preferire pagamenti tracciati o alla consegna: Ove possibile, comprare da rivenditori accreditati (anche tramite la piattaforma AIELfinder) ed evitare bonifici su conti esteri o ricariche di carte prepagate. Non inviare mai documenti d’identità superflui.
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Cosa fare in caso di truffa: Contattare immediatamente la propria banca per tentare il blocco dell’operazione e presentare denuncia alle Forze dell’ordine, conservando ogni prova (ricevute, chat, screenshot).
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