La sostenibilità vista dai giovani: da Parma a modello europeo di governance partecipata

Tradurre il dialogo tra istituzioni, organizzazioni e nuove generazioni in scelte concrete per il territorio. È questo l’obiettivo al centro di “SOSTIENIMI – From the Youth Voluntary Review to the Localisation of the 2030 Agenda“, l’appuntamento in programma domani, 29 settembre, promosso dal Comitato per Parma Capitale Europea dei Giovani 2027 in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

L’evento rappresenta la restituzione pubblica nazionale della Youth Voluntary Review (YVR) presentata dall’Italia alle Nazioni Unite a New York. Parma si candida così a diventare una vera e propria città-laboratorio europea, pronta a sperimentare modelli di governance youth-led per localizzare i traguardi dell’Agenda 2030.

Il valore della partecipazione giovanile

Come sottolineato dal Sottosegretario di Stato all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica, Claudio Barbaro, l’Italia ha voluto dotarsi di una revisione volontaria dedicata alle nuove generazioni per trasformarle in protagoniste attive delle politiche pubbliche, e non in semplici destinatarie.

Una visione pienamente condivisa dall’amministrazione comunale. “Vogliamo che Parma sia un luogo in cui i giovani partecipano alla costruzione delle decisioni” – dichiara il Sindaco Michele Guerra –. L’assessora alla Comunità Giovanile, Beatrice Aimi, ribadisce come i laboratori del 29 settembre segnino l’avvio di un percorso strutturato all’interno della Road to 2027, mentre Martino Volta, del Consiglio Locale Giovani, rivendica con forza il diritto delle nuove generazioni a incidere concretamente sulle scelte per il proprio futuro.

La fotografia dei giovani europei: crescita e sostenibilità sono conciliabili

Ad arricchire il dibattito ci sono i dati di un’indagine internazionale condotta da AstraRicerche su un campione di oltre 2.000 giovani tra i 18 e i 34 anni in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. I risultati smontano molti luoghi comuni:

  • Oltre 8 giovani su 10 sono convinti che sia possibile conciliare la produttività delle imprese, la responsabilità sociale e la creazione di opportunità lavorative. Solo il 10,5% li ritiene obiettivi inconciliabili.

La ricetta per il futuro?

  • Per il 41% la chiave è la collaborazione tra aziende e istituzioni per un lavoro accessibile e sostenibile;
  • il 32,3% punta su investimenti progressivi senza frenare la crescita,
  • mentre il 30,4% scommette sull’innovazione e sulle tecnologie green.
  • Appena il 24,9% vede la soluzione nella riduzione della produzione e dei consumi.

Una transizione ecologica fondata non sulla decrescita o sulla contrapposizione, ma su innovazione, alleanze pubblico-private e protagonismo giovanile, con Parma pronta a fare da apripista in vista del 2027.


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