Carburanti, Federconsumatori all’attacco: “Sovrapprezzo medio di quasi 20 centesimi dall’inizio del conflitto. Sconti tardivi e un favore al Governo”

Arrivano tardi e sanno di mossa strategica. È questo il giudizio severo di Federconsumatori in merito alla recente corsa al ribasso dei listini dei carburanti avviata dalle compagnie petrolifere (a partire da ENI Live e IP). Per l’associazione dei consumatori, la riduzione dei prezzi su base volontaria suona come un ringraziamento “neanche troppo celato” al Governo per aver evitato di toccare il tema degli extraprofitti.

I conti dell’Osservatorio: un sovrapprezzo record

L’O.N.F. (Osservatorio Nazionale Federconsumatori) ha calcolato che, dall’inizio del conflitto, le compagnie hanno applicato un sovrapprezzo medio — depurato dalle variazioni delle materie prime, del cambio euro/dollaro e delle accise — pari a:

  • +20,48 centesimi al litro per la benzina.

  • +19,47 centesimi al litro per il gasolio.

Rincari pesantissimi che, in questi mesi, si sono tradotti in una stangata complessiva per le famiglie pari a 275,38 euro di costi diretti per i rifornimenti, a cui si aggiungono altri 224,50 euro legati alle ricadute indirette sul trasporto su gomma dei beni di largo consumo.

Lo sconto attuale: tardivo e inferiore ai rincari

A fronte di listini mantenuti alti per oltre un anno penalizzando la concorrenza, le compagnie applicano ora — e solo per la durata di un mese — uno sconto di circa 17 centesimi per la benzina e 19 per il gasolio. Una misura che, segnalano i cittadini, in molte località è stata persino preceduta da rintocchi al rialzo subito dopo gli annunci dei giorni scorsi.

Per Federconsumatori si tratta di un’operazione doverosa per restituire ai cittadini almeno una minima parte dei profitti accumulati, ma che conferma come vi fosse margine per tagliare i prezzi già da tempo. Una scontistica volontaria e spot, peraltro, rischia di creare forti disparità territoriali tra i consumatori a seconda di dove vivono o lavorano.

Le richieste: regole certe, taglio di IVA e accise

L’associazione ribadisce che per calmierare il mercato in modo stabile non bastano le iniziative estemporanee delle aziende. Servono invece:

  • Regole stringenti, controlli rigorosi e sanzioni severe contro i fenomeni speculativi lungo l’intera filiera dei carburanti e dei beni di largo consumo.

  • Misure strutturali di ampio respiro, come il taglio degli oneri di sistema sulle bollette.

  • Lo scorporo definitivo delle accise dal calcolo dell’IVA — per eliminare la “tassa sulla tassa” — e la riduzione dell’IVA stessa al massimo al 10% su tutti i beni energetici.


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