La percezione dei consumatori nei confronti della sostenibilità ambientale sta attraversando una fase di profonda trasformazione in Europa. Secondo la recente indagine Eurobarometer, la consapevolezza e la fiducia verso l’Ecolabel UE registrano segnali di crescita incoraggianti. A livello comunitario, il 46% dei cittadini riconosce il logo dell’etichetta ecologica europea, registrando un incremento di otto punti percentuali rispetto al 2023. Parallelamente, la fiducia nella capacità di questi prodotti di garantire un minore impatto ambientale rispetto alle alternative di mercato raggiunge l’81% (+6 punti), mentre il 66% dei cittadini europei acquista beni con etichette ambientali almeno occasionalmente.
In questo scenario continentale, l’Italia si inserisce con specificità molto marcate. Se da un lato il tasso di riconoscimento del logo si attesta esattamente sulla media europea del 46%, dall’altro i consumatori italiani mostrano un livello di adesione e frequenza d’acquisto particolarmente pronunciato per le categorie chiave, superando in alcuni segmenti significativi i valori medi registrati nell’Unione Europea.
Il quadro italiano: dati, abitudini e canali di consumo
L’indagine, basata su un campione di mille interviste condotte in Italia, evidenzia come la consapevolezza e l’interesse verso l’Ecolabel UE si traducano in comportamenti d’acquisto dinamici. Il 30% degli intervistati italiani dichiara di acquistare spesso prodotti certificati Ecolabel, un dato nettamente superiore al 23% registrato a livello europeo. A questa quota si aggiunge un 43% che effettua acquisti talvolta, portando la platea complessiva dei consumatori italiani attivi a una percentuale elevata, affiancata da un 16% che compra tali prodotti raramente e da un 6% che non li acquista mai.
Analizzando le preferenze merceologiche nel nostro Paese, i detergenti e i prodotti per la pulizia guidano la classifica delle preferenze con il 35% delle preferenze (superando la media UE del 29%), seguiti dai prodotti in carta con il 23%, dai tessili, abbigliamento e calzature al 17%, dai prodotti per l’igiene assorbente e coppette mestruali riutilizzabili al 17%, e infine dai cosmetici e prodotti per la cura degli animali al 13%. Per quanto riguarda i canali di approvvigionamento, il supermercato si conferma il luogo d’acquisto principale per il 63% degli acquirenti italiani, seguito in modo rilevante dai negozi di prodotti biologici con il 31% (un valore superiore alla media comunitaria del 27%) e dagli acquisti online scelti dal 23%.
Sul fronte della consapevolezza e delle aspettative future, il 76% dei consumatori italiani ritiene che vi debbano essere più categorie di prodotti idonee a ricevere la certificazione Ecolabel, con un forte consenso espresso dal 37% che si dice fortemente d’accordo e un 39% piuttosto d’accordo. Inoltre, circa il 54% degli intervistati in Italia concorda sul fatto che i prodotti certificati non siano necessariamente più costosi per i consumatori.
Sostenibilità, una panoramica europea ad ampio spettro
Allargando lo sguardo all’intera Unione Europea, il rapporto evidenzia come la familiarità con il marchio vari notevolmente tra i diversi Stati membri. Paesi come Lussemburgo (71%), Francia (70%) ed Estonia (68%) guidano la classifica della notorietà visiva del logo, che risulta complessivamente più diffusa tra la popolazione di età media, i genitori, i laureati e le fasce di reddito più elevate.
L’associazione mentale dei consumatori europei con le caratteristiche del marchio vede il 73% dei cittadini collegare l’Ecolabel a rigidi criteri ambientali, il 64% all’eccellenza ambientale, il 62% al minore impatto rispetto ai concorrenti di mercato e il 60% alla verifica indipendente. Tuttavia, persiste un equivoco diffuso: il 56% degli intervistati europei confonde erroneamente l’etichetta ritenendo che essa venga assegnata anche ad alimenti e bevande biologiche.
Dal punto di vista delle barriere all’acquisto, chi non sceglie prodotti Ecolabel dichiara prevalentemente di non cercare etichette ambientali (33%), di non trovarle nei punti vendita abituali (31%) o di percepirne i costi come eccessivi (23%). Ciononostante, il fermento per un’offerta più ampia è palpabile: il 50% dei cittadini europei desidera una maggiore disponibilità di detergenti certificati, seguito da tessili e abbigliamento (36%) e cosmetici (35%), confermando come la transizione verso consumi sostenibili resti una priorità centrale nell’agenda dei cittadini comunitari.
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