Taglio da 13 miliardi, Usa smantellano i fondi per il clima

L’amministrazione Trump giustifica la mossa parlando di “spese sconsiderate” della passata amministrazione

Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha comunicato la sua intenzione di restituire oltre 13 miliardi di dollari (pari a 11 miliardi di euro) di fondi per il clima non spesi. Queste risorse erano state inizialmente stanziate per sostenere quella che l’amministrazione Trump definisce il “dispendioso programma” della precedente amministrazione. L’annuncio, secondo il Governo Usa, riflette il proprio impegno a porre fine agli sprechi e a rifocalizzare il dipartimento sulla sua missione principale.

clima
Foto di Kevin Luke su Unsplash.

La retorica del risparmio dell’Amministrazione Trump

Il Segretario all’Energia, Chris Wright, in una nota stampa ha affermato che il popolo americano ha scelto il presidente Trump in gran parte a causa della “spesa sconsiderata” della precedente amministrazione per le politiche climatiche, che avrebbero alimentato l’inflazione senza offrire benefici reali. Il Segretario ha aggiunto che, restituendo questi fondi ai contribuenti, l’amministrazione Trump vuole riaffermare il suo impegno a promuovere un’energia americana più economica, affidabile e sicura.

La decisione, ha specificato, è stata resa possibile grazie al Working Families Tax Cut, una legge firmata dal presidente Trump che ha incaricato il Dipartimento dell’Energia di ridurre le spese federali “sconsiderate” e di accelerare la restituzione dei fondi non vincolati al Tesoro statunitense. Il Dipartimento, infine, si concentrerebbe sull’obiettivo di sbloccare l’energia per tutti gli americani, aumentando l’efficienza e promuovendo una migliore gestione del denaro pubblico.

Leggi anche Usa chiudono le porte: dazi choc da 800 milioni di euro

Clima: scelta politica e delegittimazione della transizione energetica

La decisione del Governo Usa sia fortemente influenzata dalla retorica politica. La scelta di definire la precedente agenda sul clima con il termine peggiorativo “scam” (truffa) non è casuale. Evidenzia una chiara volontà di delegittimare non solo le specifiche politiche, ma l’intera idea di un massiccio investimento pubblico nella transizione energetica. Questo approccio solleva dubbi sulla reale intenzione di promuovere una politica energetica bilanciata e non ideologica. La critica all’impatto economico delle politiche verdi si inserisce in un dibattito più ampio sui costi e benefici degli investimenti per il clima, un tema che ora l’amministrazione Trump intende affrontare riducendo drasticamente la spesa federale.

Leggi anche Usa ottimisti. La tecnologia ci aiuterà a ridurre le emissioni, le rinnovabili no

Amministrazione Trump: cambiamento di rotta e prospettive future

Il provvedimento segna un netto cambio di rotta rispetto agli impegni presi in precedenza dal Paese per l’energia pulita e l’innovazione. Ritirare i fondi da progetti non ancora avviati può avere un effetto a cascata sull’industria delle energie rinnovabili, disincentivando potenziali investimenti futuri. La nota stampa del Doe non fornisce dettagli sui programmi specifici che saranno interrotti, ma è chiaro che le aree interessate includono la produzione di energia eolica e solare, lo sviluppo di batterie e i veicoli elettrici. A livello più generale, la decisione riflette un’inversione di priorità: l’attenzione si sposta dalla decarbonizzazione e dalla sostenibilità a breve termine, per privilegiare la produzione energetica tradizionale e una gestione finanziaria più conservativa.

Leggi anche Doe Usa mette in discussione narrativa sul climate change


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.