Usa chiudono le porte: dazi choc da 800 milioni di euro

Allarme rosso per l'export: l'analisi di Anie Confindustria

L’industria italiana delle tecnologie elettrotecniche ed elettroniche si trova di fronte a una nuova e inattesa sfida: la politica protezionistica di dazi degli Stati Uniti. L’allarme è lanciato da Anie Confindustria, che sottolinea come il nuovo regime tariffario americano, in vigore dal 7 agosto, possa mettere in ginocchio uno dei settori più prosperosi dell’export italiano. L’impatto economico stimato è di oltre 800 milioni di euro, una cifra che evidenzia la gravità della situazione. Un duro colpo per un settore che negli ultimi anni ha visto una crescita esponenziale. Nel 2024, le esportazioni italiane verso gli Usa hanno superato i 4 miliardi di euro, posizionando l’Italia come secondo partner commerciale del settore dopo la Germania.

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Foto di Claudio Schwarz su Unsplash.

Fino a poco tempo fa, le esportazioni di tecnologie italiane negli Stati Uniti beneficiavano di un regime tariffario vantaggioso. Prima dell’introduzione delle nuove misure, il 40% dei prodotti esportati era esente da dazi, e il 16% era soggetto a tariffe inferiori al 2%. La maggior parte delle merci rientrava in una fascia daziaria tra il 2% e il 3%. Le nuove tariffe To be sono significativamente più alte, con dazi che passano dall’essere dazi minimi a barriere più impegnative. Questo drastico cambiamento è il risultato del nuovo accordo commerciale tra Usa e UE e rischia di penalizzare i comparti tecnologici che rappresentano il cuore dell’industria italiana negli Stati Uniti.

Export italiano: un boom durato cinque anni

L’export italiano di tecnologie elettrotecniche ed elettroniche negli Stati Uniti ha vissuto un vero e proprio boom. Dal 2019, le esportazioni sono più che raddoppiate, con un aumento del 100,8% in valore e del 65,6% in volume. Questo ha portato il saldo commerciale a superare i 2 miliardi di euro nel 2024, un netto miglioramento rispetto agli 815 milioni del 2019. L’industria italiana ha anche aumentato la sua incidenza sull’import americano, passando dal 20% al 25% con tecnologie ad alto valore aggiunto.

Questa crescita ha spinto molte aziende italiane a investire direttamente sul suolo americano. L’elettrotecnica è diventata il quarto comparto industriale italiano per investimenti negli Usa, con un valore stimato di 4 miliardi di euro, che rappresenta oltre il 10% del fatturato manifatturiero italiano nel Paese.

La crescita è continuata anche nei primi mesi del 2025, ma in questo caso potrebbe essere dovuta a un’accelerazione degli ordini in vista dell’introduzione delle nuove tariffe. Questa situazione di successo, che ha visto le aziende italiane integrarsi sempre di più nel tessuto industriale americano, rischia ora di essere compromessa da una nuova ondata di protezionismo.

Tariffe, l’analisi di Anie Confindustria sui macrosettori

dazi-2Sulla base dei dati forniti, è possibile analizzare l’impatto dei cambiamenti tariffari sui macrosettori dell’elettrotecnica e dell’elettronica, confrontando le tariffe Mfn (precedenti alla presidenza Trump) con le nuove tariffe To be. L’elemento più evidente è l’enorme divario tra le prime e le seconde. In tutti i comparti analizzati, si osserva un aumento significativo, a volte esponenziale, delle tariffe.

  • Elettrotecnica. Questo settore mostra un aumento generalizzato e marcato. Comparti come i trasporti ferroviari e gli ascensori passano rispettivamente da un’aliquota Mfn dello 0.9% e dello 0.0% a tariffe To be del 33,8% e 36,4%. Anche settori cruciali come le soluzioni energia (da 1,9% a 18,8%) e l’illuminazione (da 4,5% a 18,6%) subiscono rincari notevoli. Le nuove tariffe To be si attestano in una fascia che va da un minimo del 13,8% (energie rinnovabili) fino a un massimo del 36,4% (ascensori).
  • Elettronica. Anche in questo macrosettore, l’incremento è netto. L’automazione passa da un’aliquota Mfn quasi nulla (0,2%) a una tariffa To be del 15,7%. I componenti elettronici, che prima godevano di una totale esenzione, ora sono soggetti a una tariffa dell’1,1%. Sebbene in questo caso l’aumento percentuale sia più contenuto rispetto ad altri comparti, rappresenta comunque una transizione dall’assenza totale di dazi a un’imposizione. La sicurezza vede la sua tariffa Mfn dello 0,5% salire al 12,7%.

Quadro complesso riguardo ai dazi minimi e massimi applicabili

Parallelamente all’aumento delle tariffe, si osserva un quadro complesso riguardo ai dazi minimi e massimi applicabili:

  • Dazio minimo. Per la maggior parte dei comparti, il dazio minimo è stato fissato al 15%. Le uniche eccezioni si trovano nei settori delle energie rinnovabili, dei componenti elettronici e della sicurezza, dove il dazio minimo è dello 0%, suggerendo una potenziale politica di eccezione o di apertura in questi ambiti specifici. Tuttavia, la presenza di tariffe To be comunque elevate indica che queste esenzioni potrebbero essere applicate solo in circostanze particolari.
  • Dazio massimo. La maggior parte dei comparti dell’elettrotecnica e dell’elettronica presenta un dazio massimo molto elevato, che oscilla tra il 46,5% e il 50%. Questo indica una potenziale barriera commerciale significativa che può essere imposta in determinate situazioni. Le eccezioni riguardano la generazione energia e la sicurezza, dove il dazio massimo è del 15%.

In sintesi, il quadro tariffario mostra un drastico inasprimento delle condizioni di accesso al mercato, con le nuove tariffe To be che aumentano in modo significativo rispetto alle precedenti aliquote Mfn. Questo cambiamento, unito all’introduzione di dazi minimi più elevati per molti settori e al mantenimento di dazi massimi molto alti, suggerisce una nuova era di protezionismo che potrebbe avere un impatto profondo sulle dinamiche commerciali dei settori elettrotecnico ed elettronico.

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Freelance nel campo della comunicazione, dell’editoria e videomaker, si occupa di temi legati all’innovazione sostenibile, alla tutela ambientale e alla green economy. Ha collaborato e collabora, a vario titolo, con organizzazioni, emittenti televisive, web–magazine, case editrici e riviste. È autore di saggi e pubblicazioni.