Il mondo dei servizi pubblici essenziali in Italia gode di buona salute dal punto di vista occupazionale, ma deve fare i conti con un importante nodo strutturale: l’invecchiamento della forza lavoro. È questo il quadro principale che emerge dal Rapporto Lavoro 2026, realizzato da Utilitalia (la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche) in collaborazione con Ref Ricerche e presentato oggi a Roma presso la sede del CNEL.
Lo studio, condotto su un campione di oltre 110.000 lavoratori, fotografa un comparto in crescita numerica, trainato soprattutto dallo sviluppo dei settori idrico e ambientale e dalla stabilità di quello energetico.
Il nodo generazionale: over 50 al 50%
Nonostante l’incremento delle assunzioni, il vero punto critico per le aziende delle utility rimane l’età media del personale:
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Gli over 50 rappresentano circa il 50% della forza lavoro.
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Gli under 40 rimangono fermi appena al 30%.
Questa asimmetria demografica crea problemi diversi a seconda del comparto. Nel settore dell’energia si rende necessario uno sforzo massiccio sul fronte della formazione per aggiornare le competenze tecniche necessarie alla transizione. Nel settore dell’igiene urbana, invece, l’alta età media impatta direttamente sull’operatività, trattandosi di mansioni che comportano un maggiore sforzo fisico e che richiedono, pertanto, scivoli pensionistici e strumenti normativi efficaci per accelerare il ricambio generazionale.
Contrattazione, welfare e occupazione femminile
Il rapporto evidenzia l’impatto positivo della contrattazione collettiva nazionale, che negli ultimi anni ha permesso di colmare il divario retributivo con i settori industriali. Le aziende stanno puntando con decisione su:
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Premi di risultato legati alla produttività.
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Welfare aziendale e contrattuale, con un’ampia gamma di tutele volte a migliorare la qualità del lavoro e il benessere dei dipendenti.
Segnali di crescita arrivano anche per l’occupazione femminile. La quota di lavoratrici oscilla tra il 20,99% del settore ambientale e il 28,83% del comparto gas-acqua. Le donne impiegate nel settore risultano concentrate principalmente nelle attività amministrative e di gestione, ricoprendo per lo più qualifiche di livello medio-alto.
“Il Rapporto Lavoro conferma un’importante evoluzione del comparto, nonostante una congiuntura economica non positiva”, ha dichiarato il presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro. “Questo studio risponde all’impegno della Federazione di implementare un’operazione trasparenza su uno dei fattori di costo più rilevanti nel settore dei servizi, offrendo un’analisi puntuale per supportare tutte le aziende associate”.
L’analisi presentata oggi rilancia la richiesta delle imprese del settore alle istituzioni: serve una legislazione adeguata e strutturale che possa farsi carico degli effetti sociali causati dai nuovi obiettivi di sviluppo, agevolando l’ingresso dei giovani in un settore chiave per la transizione ecologica del Paese.
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