Il 5 dicembre si celebra la Giornata Mondiale del Suolo (World Soil Day), un appuntamento cruciale per sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo vitale di questa risorsa. La ricorrenza è stata ufficialmente istituita dalla 68a Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2013, designando il 5 dicembre 2014 come primo giorno ufficiale, su iniziativa della Fao (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura).

I valori promossi da questa Giornata sono radicati nella consapevolezza che il suolo è una risorsa limitata, non rinnovabile e fondamentale per la vita sul Pianeta. Le sue funzioni essenziali includono:
- sicurezza alimentare: il 95% degli alimenti proviene dal suolo
- regolazione climatica: è il secondo più grande serbatoio di carbonio del Pianeta, cruciale per mitigare il cambiamento climatico
- biodiversità: ospita quasi il 59% delle specie della Terra, contribuendo alla stabilità ecologica.
- qualità delle risorse idriche: regola e filtra l’acqua.
“Suoli sani per città sane”: focus del World Soil Day 2025
Per l’edizione 2025, l’attenzione mondiale si concentra sulle aree urbane con il tema Suoli sani per città sane. Questo focus sottolinea come la salute dei terreni, all’interno e attorno ai centri abitati, sia determinante per la qualità della vita dei cittadini e per la resilienza urbana.
Nelle città, il suolo non è semplicemente spazio non edificato, ma è parte integrante delle infrastrutture verdi che offrono servizi ecosistemici indispensabili. I parchi, le aree verdi urbane e persino il terreno al di sotto dell’asfalto svolgono funzioni cruciali:
- mitigazione del rischio idraulico: i terreni permeabili assorbono l’acqua piovana, proteggendo dalle inondazioni causate da eventi meteorologici intensi, una minaccia crescente con il cambiamento climatico;
- regolazione termica: aiutano a contrastare l’effetto isola di calore tipico delle aree densamente cementificate;
- conservazione della biodiversità: anche piccoli frammenti di suolo non degradato agiscono come hotspot di biodiversità tra palazzi e strade trafficate.
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Salvare il suolo dall’impermeabilizzazione e urbanizzazione
La principale minaccia al suolo urbano e peri-urbani è l’impermeabilizzazione (o consumo di suolo), ossia la copertura con materiali non permeabili come cemento e asfalto. Questo fenomeno distrugge permanentemente le funzioni ecologiche del suolo, portando a conseguenze dirette:
- perdita di fertilità e produzione alimentare: sottrae terreni all’agricoltura, compromettendo la capacità di produrre cibo locale
- aumento del rischio idrogeologico: impedendo l’infiltrazione dell’acqua, incrementa il deflusso superficiale e il pericolo di alluvioni
- riduzione dei servizi ecosistemici: diminuisce la capacità del suolo di sequestrare carbonio, di filtrare l’acqua e di ospitare vita.
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La nuova Direttiva UE: monitoraggio e resilienza, le sfide
In un contesto di crescente degrado (stimato tra il 60% e il 70% dei suoli europei), l’Unione Europea ha risposto con l’approvazione della recente Direttiva sul monitoraggio e la resilienza del suolo, votata dal Parlamento europeo nell’ottobre 2025. Questa norma storica è la prima a riconoscere il suolo al pari di acqua e aria come risorsa da tutelare. L’obiettivo cardine della Direttiva è l’istituzione di un quadro di monitoraggio solido e coerente in tutta l’UE, con la finalità ultima di raggiungere terre in buona salute entro il 2050.
Le previsioni principali includono:
- monitoraggio e valutazione: gli Stati membri dovranno istituire sistemi di rilevamento per misurare lo stato fisico, chimico e biologico del suolo, valutandone la resilienza;
- siti contaminati: è previsto l’obbligo di fare un elenco dei siti potenzialmente contaminati (anche da inquinanti emergenti come Pfas, pesticidi e microplastiche) e di gestirli per eliminare i rischi;
- mitigazione del consumo di suolo: la Direttiva richiede l’adozione di misure per la gestione sostenibile e la mitigazione del consumo di suolo, con particolare attenzione al monitoraggio dell’impermeabilizzazione e della rimozione del suolo.
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L’Italia sotto la lente: i dati del rapporto Snpa
I dati estratti dal recente rapporto Consumo di Suolo, Dinamiche Territoriali e Servizi Ecosistemici, redatto dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (Snpa) evidenziano che la pressione sul territorio italiano rimane critica. Secondo il documento, che aggiorna il quadro dei processi di artificializzazione, l’Italia continua a registrare un consumo di suolo netto elevato, determinato in parte dalla minore entità delle superfici ripristinate rispetto all’artificializzazione prodotta.
Tra i principali dati e dinamiche emerse per il nostro Paese, spiccano diversi fattori, elencati di seguito.
- Concentrazione geografica. I cambiamenti e l’incremento del consumo di suolo nell’ultimo anno si concentrano in alcune aree del Paese, risultando particolarmente elevati nella Pianura Padana, con maggiore intensità nelle regioni Lombardia e Veneto.
- Consumo reversibile. L’incremento negli ultimi anni è dovuto fondamentalmente al consumo reversibile (come cantieri o infrastrutture temporanee), mentre la quota permanente cresce in misura minore.
- Impatto idrogeologico. In generale, il consumo di suolo incide pesantemente sulla perdita di servizi ecosistemici.
In particolare, l’Italia, in attesa da anni di una legge nazionale organica, rischia di essere travolta da frane e alluvioni in assenza di tutela del suolo, che è anche un indispensabile patrimonio di biodiversità.
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