Amici della Terra ha lanciato un appello urgente all’8a Commissione del Senato per sanare un ritardo normativo sulle emissioni di metano che sta mettendo a rischio la credibilità energetica italiana, innescando una procedura di infrazione europea. La presidente dell’associazione ambientalista, Monica Tommasi, ha chiesto l’inserimento di due norme chiave nel decreto legge 175/2025 (relativo al Piano Transizione 5.0 e fonti rinnovabili) durante la sua conversione in legge. Tali norme, che riguardano la designazione delle Autorità competenti e il sistema sanzionatorio per l’attuazione del Regolamento Europeo 2024/1787 sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico, erano state approvate come Disegno di legge dal Consiglio dei Ministri lo scorso 30 giugno 2025, ma non sono ancora state presentate al Parlamento.

La crisi del metano e il ruolo perso dell’Italia
La posta in gioco è alta: il metano ha un impatto sul clima nel breve periodo 80 volte superiore alla CO2. La scadenza per la designazione delle Autorità Competenti e la definizione del sistema sanzionatorio per gli operatori era fissata per il 5 febbraio 2025. Il mancato rispetto di questa data ha fatto scattare la procedura di infrazione formale da parte della Commissione Europea. Secondo Amici della Terra, questo ritardo impedisce al sistema nazionale del gas di confermare la sua riconosciuta leadership a livello europeo e di incidere efficacemente presso la Commissione sui possibili affinamenti del Regolamento.
Il danno non è solo procedurale, ma tocca l’autorevolezza del Governo nelle negoziazioni in corso a Bruxelles, dove si stanno definendo le procedure tecniche per il monitoraggio e il calcolo delle emissioni. Le norme proposte, approvate anche dalla Ragioneria dello Stato, non hanno peraltro incontrato contestazioni nel dibattito pubblico da parte dei soggetti coinvolti, come le direzioni Mase, Ispra, il sistema Arpa e l’Acquirente Unico, e nemmeno dagli operatori industriali.
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Lo scenario nazionale: la sfida del monitoraggio
Il Regolamento 2024/1787 impone l’adozione di indagini di rilevamento e riparazione delle fuoriuscite (Ldr), andando oltre le semplici stime comunicate dagli operatori. Le attività di monitoraggio e riduzione delle emissioni di metano in Italia sono estese e complesse, coinvolgendo un’infrastruttura vasta e diversificata. I numeri in gioco sono imponenti: 272.176 km di reti locali di distribuzione del gas, 35.436 km di rete di trasporto nazionale, migliaia di pozzi produttivi di petrolio e gas (861 a terra e 715 in mare), 15 stoccaggi sotterranei, 81 centrali di raccolta e trattamento, 5 terminali di rigassificazione e 112 piattaforme marittime.
Sono coinvolte le principali società italiane del settore energetico, dai produttori ai trasportatori, dai distributori agli importatori, i quali dovranno anche assicurare che il gas acquistato (importato) abbia una buona qualità emissiva, ossia sia stato prodotto ed esportato con limitate perdite. La presidente Tommasi sottolinea che l’approvazione rapida è cruciale per dare certezza agli operatori, che sono già costretti ad assolvere a numerosi impegni e scadenze in assenza delle indicazioni operative e organizzative delle Autorità competenti.
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Il dettaglio delle proposte di Amici della Terra: Autorità e sanzioni
Le norme proposte da Amici della Terra sono articolate in due articoli aggiuntivi, art. 2-bis e art. 2-ter, da inserire nel decreto legge 175.
Designazione delle Autorità competenti (art. 2-bis). L’articolo 2-bis designa le Autorità competenti per assicurare e monitorare il rispetto del Regolamento. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) è designato per gran parte delle attività. Per le attività relative alla produzione di gas e petrolio, il Mase potrà agire anche tramite le sezioni territorialmente competenti dell’Unmig (Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse). Il Mase avrà la facoltà di avvalersi del supporto del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa) e di altri enti qualificati. Per le attività relative alla rete del gas e Gnl, il Mase potrà avvalersi del supporto della società Acquirente Unico S.p.A., con funzione di organismo centrale di stoccaggio italiano (Ocsit). Le Regioni o Province autonome sono designate per la parte di attività di propria competenza, potendo avvalersi degli organi di polizia mineraria senza nuovi oneri a carico della finanza pubblica.
Sistema Sanzionatorio (art. 2-ter). L’articolo 2-ter stabilisce la disciplina sanzionatoria per le violazioni. Le sanzioni e le misure amministrative saranno irrogate dal Mase o dalla Regione/Provincia autonoma (o dagli organi di polizia mineraria), in base alla rispettiva competenza. Per le violazioni più gravi, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di 1.000 euro e non supera il 10% del fatturato annuo (per le persone giuridiche) o del reddito annuo (per le persone fisiche). L’Autorità, oltre alla multa, ordina la cessazione della condotta illecita e stabilisce un termine, non superiore a centoventi giorni, per l’ottemperanza, dopo il quale si applica una penalità di mora. Le sanzioni e le misure amministrative devono essere applicate a condizione che non compromettano la sicurezza dell’approvvigionamento energetico.
L’iniziativa di Amici della Terra, che conduce una lunga campagna sul tema, mira a un’approvazione rapida che permetta all’Italia di recuperare la propria credibilità e di assicurare che un sistema gas nazionale, la cui qualità è già considerata adeguata, sia pienamente in linea con le normative europee, evitando rischi di multe significative per le imprese.
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