Cop30, allarme metano: siamo fuori rotta dagli obiettivi climatici

Crisi climatica e misure efficaci: il rapporto di Unep e Ccac presentato a Belém

L’evidenza più critica emersa dal Global Methane Status Report 2025, prodotto dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) e dalla Climate and Clean Air Coalition (Ccac), e presentato alla Cop30, è inequivocabile: nonostante un inedito slancio politico globale, e una crescente consapevolezza, le emissioni di metano continuano ad aumentare. Dal 2020, le emissioni globali sono cresciute di circa il 2%. Questa traiettoria pone il mondo nettamente fuori rotta rispetto all’obiettivo del Global Methane Pledge (Gmp), che mira a una riduzione di almeno il 30% rispetto ai livelli del 2020 entro il 2030.

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Foto di ruedi häberli su Unsplash.

Emissioni di metano: ripartizione settoriale

Il rapporto valuta che nel 2020, le emissioni di metano si attestavano a 352 milioni di tonnellate (Mt), concentrate in tre settori principali:

  • Agricoltura: rappresenta la quota maggiore, quasi il 42% (pari a 146 Mt nel 2020). Le emissioni derivanti dal bestiame, in particolare, sono previste in crescita a causa dell’aumento della popolazione mondiale e dell’espansione degli allevamenti in Africa e America Latina.
  • Settore energetico: contribuisce per il 38% delle emissioni totali.
  • Settore dei rifiuti: costituisce il restante 20% delle emissioni.

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Il gruppo di Paesi G20+ (che include i 19 Paesi sovrani del G20, più l’Unione Europea, Norvegia, Svizzera, Islanda e Nuova Zelanda) è responsabile del 65% delle emissioni globali.

Traiettoria proiettata senza interventi aggiuntivi

In assenza di azioni aggiuntive (scenario Current Legislation Emissions – Cle), le proiezioni indicano un aumento drammatico delle emissioni: si prevede una crescita del 5% entro il 2030 e un aumento del 21% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2020.

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L’agricoltura e il settore dei rifiuti guidano questa crescita, con aumenti stimati rispettivamente dell’8% e del 13% tra il 2020 e il 2030. Solo il settore energetico mostra un lieve declino tra il 2020 e il 2030, guidato da un calo previsto del 12% nella produzione di petrolio, ma con una successiva ripresa fino a un aumento modesto dell’8% entro il 2050.

Potenziale di mitigazione e i benefici per clima e salute

Il rapporto sottolinea che l’implementazione completa delle attuali politiche e piani nazionali (Nationally Determined Contributions – NDCs e Methane Action Plans – MAPs) potrebbe frenare la crescita attesa, ma risulterebbe solo in una riduzione dell’8% delle emissioni al di sotto dei livelli del 2020 entro il 2030.

L’opportunità per raggiungere l’obiettivo del Global Methane Pledge risiede nell’implementazione di tutte le misure tecnicamente fattibili a livello globale (Maximum Technically Feasible Reduction – Mtfr). La piena attuazione del Mtfr potrebbe portare a una riduzione del 32% delle emissioni di metano entro il 2030. I benefici annuali associati a questa riduzione sono enormi:

  • Riscaldamento evitato. La riduzione più significativa e duratura del riscaldamento registrata, con 0,2°C di riscaldamento evitato entro il 2050.
  • Salute: si eviterebbero 180.000 decessi prematuri all’anno entro il 2030.
  • Sicurezza alimentare: si eviterebbero 19 milioni di tonnellate di perdite di raccolto all’anno entro il 2030.

Un elemento chiave è l’efficacia economica: oltre l’80% di queste riduzioni potrebbe essere realizzato con un costo annuo basso o nullo.

Tagli alle emissioni di metano: mancanza di obiettivi quantificati

Dal lancio del Gmp nel 2021, l’impegno politico è cresciuto. Ad oggi, 159 Paesi partecipano al Global Methane Pledge. Il 65% dei Paesi che sono Parti dell’Accordo di Parigi ha integrato il metano nei propri Ndc, segnando un aumento di circa il 38% rispetto ai precedenti piani.

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Nonostante questo, il rapporto evidenzia una lacuna cruciale: anche quando l’azione è identificata, spesso mancano obiettivi quantificati e scadenze per l’attuazione delle misure di riduzione. In particolare, nel settore agricolo, solo il 4% degli ultimi Ndc presentati identifica obiettivi di riduzione del metano specifici e quantificati con scadenza.

Il 72% del potenziale globale di mitigazione del metano entro il 2030 si trova nei Paesi del G20+. La loro azione, mirata e con il pieno sfruttamento delle misure tecnicamente disponibili, è l’unica a poter invertire la rotta attuale e riportare il mondo sul percorso coerente con la limitazione del riscaldamento a 1,5°C.

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