Il WWF lancia il percorso nazionale “ambiente bene comune”

L'ambientalismo italiano compie 60 anni e si rigenera

Sessant’anni di storia non sono un traguardo, ma un nuovo punto di partenza. In occasione del suo sessantesimo anniversario, il WWF Italia annuncia il lancio di “Ambiente Bene Comune”, un ambizioso percorso nazionale biennale (2026-2027) nato con un obiettivo chiaro: ridefinire, aprire e rilanciare l’ambientalismo nel nostro Paese.

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In un momento storico delicato, segnato da tensioni geopolitiche, incertezze economiche e una transizione ecologica spesso percepita dai cittadini più come un rischio che come un’opportunità, il WWF decide di cambiare passo. L’obiettivo è ricostruire la fiducia e dimostrare che la tutela del pianeta è strettamente legata al benessere sociale ed economico di tutti.

Le quattro tappe del cambiamento: la roadmap 2026-2027

Il progetto non sarà un manifesto teorico, ma un percorso concreto di ascolto e azione che si articolerà in quattro fasi distinte per connettere territori, scienza e istituzioni:

  • 1. Conoscere: il percorso si è aperto ufficialmente ieri con il primo Forum Interdisciplinare. Esperti del mondo accademico, economico e sociale si sono riuniti per analizzare i dati di un sondaggio nazionale inedito sul rapporto tra gli italiani e l’ecologia.

  • 2. Ascoltare: la parola passerà direttamente ai territori. Attraverso assemblee civiche e strumenti di democrazia partecipativa, verranno raccolti i bisogni reali, le paure e le aspettative dei cittadini.

  • 3. Dialogare: un tavolo di confronto strutturato che metterà di fronte il mondo ambientale, le imprese, i lavoratori e i sindacati per trovare punti di contatto tra economia e sostenibilità.

  • 4. Restituire: l’atto finale si consumerà all’inizio del 2027. Il WWF presenterà un documento programmatico e una proposta politica forte, rivolta al dibattito pubblico in vista delle prossime elezioni politiche.

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Un’alleanza trasversale per il futuro del Paese

Il successo di “Ambiente Bene Comune” risiederà nella sua capacità di fare rete. Il WWF Italia non agirà da solo, ma guiderà una coalizione trasversale che vedrà coinvolti:

  • Associazioni ambientaliste e reti del terzo settore.

  • Aziende in prima linea nella sostenibilità.

  • Istituzioni locali, università e centri di ricerca.

  • Sindacati e rappresentanze dei lavoratori.

L’orizzonte è quello di un attivismo rinnovato, capace di attrarre nuove forme di volontariato e di incidere concretamente sulle decisioni politiche nazionali.

“Rispondere alle paure per guidare il cambiamento”

“Ambiente Bene Comune è l’avvio di un percorso con cui il WWF intende raccogliere le istanze della società italiana rispetto al ruolo della tutela ambientale in un momento di equilibri instabili”, ha dichiarato Alessandra Prampolini, Direttrice Generale del WWF Italia.

“Vogliamo un ambientalismo capace di interagire con la contemporaneità, che sappia interpretare i grandi cambiamenti e rispondere alle paure che fanno da argine al cambiamento. Dobbiamo accompagnare il Paese in una trasformazione percepita come un’opportunità concreta di benessere e futuro sostenibile, equo e condiviso”.


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