Sguardo proiettato al futuro, ma piedi saldamente piantati in un presente ricco di incertezze e insidie per le auto. Gli italiani immaginano un domani in cui la transizione ecologica completerà la propria conquista anche nel mercato di seconda mano, eppure continuano a scontrarsi quotidianamente con le difficoltà storiche dell’acquisto d’occasione: mancanza di competenze tecniche, prezzi opachi e il rischio concreto di imbattersi in truffe o sinistri mai dichiarati. È questo il quadro delineato dalla ricerca condotta dal player Carfax.

Dall’indagine emerge come la consapevolezza verso la mobilità a impatto ridotto sia ormai matura nell’opinione pubblica, pur con marcate differenze anagrafiche e geografiche. Il report mette anche a nudo la fragilità di un settore in cui la trasparenza informativa e la tracciabilità dello storico dell’automobile rappresentano elementi discriminanti per trasformare una semplice intenzione in un atto d’acquisto.
La visione del 2050: fratture generazionali e specificità
Proiettando l’orizzonte al 2050, il 55% degli italiani dichiara di credere fermamente che le auto elettriche e ibride conquisteranno la leadership del mercato dell’usato. Nel dettaglio, il 31% della popolazione indica la motorizzazione a zero emissioni come la più diffusa in assoluto, mentre il 24% scommette con maggiore decisione sulle propulsioni ibride. Decisamente più staccate appaiono le motorizzazioni tradizionali: la benzina si ferma al 16% delle preferenze e il diesel non supera l’11%. Percentuali residuali vengono attribuite a soluzioni basate su gas, idrogeno o tecnologie avanzate attualmente non ancora disponibili a livello commerciale.
L’analisi dei dati evidenzia tuttavia una profonda spaccatura generazionale. La fiducia nell’elettrico puro raggiunge il picco del 44% tra i giovani di età compresa tra 18 e 34 anni, per poi scendere fino al 26% nella fascia degli over 55. Anche il luogo di residenza esercita un’influenza significativa sulle opinioni raccolte: nelle grandi metropoli l’opzione elettrica raccoglie il 35% dei consensi, mentre nei piccoli centri abitati la quota scende al 27%. Si registra inoltre un dato curioso e controcorrente relativo ai giovanissimi: nella fascia tra i 18 e i 24 anni, il 17% indica ancora il diesel come l’alimentazione del futuro, facendo registrare il valore più alto in assoluto tra tutte le fasce d’età analizzate.
A commento di questi scenari, Marco Arban, direttore del business development Europa di Carfax, sottolinea nella nota stampa che “nel mercato dell’usato conteranno moltissimo la fiducia, la possibilità di conoscere la storia del veicolo e, nel caso di ibride ed elettriche, la capacità di valutarne in modo trasparente anche lo stato e l’affidabilità nel tempo”. Nel comparto dell’usato assumeranno un peso determinante fattori strutturali come la fiducia complessiva nel sistema, la piena conoscibilità della vita pregressa del mezzo. Per quanto riguarda la tecnologia con spina, una valutazione trasparente e certificata sullo stato di salute e sull’affidabilità nel tempo dei pacchi batteria. “Proprio per questo – aggiunge Arban – la trasparenza diventa ancora più importante: quando più di un’auto controllata su due presenta almeno un elemento di rischio e oltre quattro su dieci mostrano danni registrati”.
Autonomia e batterie: cosa si chiede alle auto con spina
L’orientamento favorevole nei confronti delle tecnologie di nuova generazione non si traduce in un assegno in bianco da parte dei consumatori. Quando si valutano le auto elettrificate sul mercato secondario, le pretese in termini di prestazioni rimangono molto elevate. Per il 51% degli intervistati, il requisito fondamentale per considerare attraente un’elettrica usata è l’incremento dell’autonomia di percorrenza.
Il 36% richiede tempi di ricarica sensibilmente ridotti, mentre il 23% pone l’accento sulla necessità di batterie caratterizzate da una vita utile più estesa. Tra le altre istanze espresse figurano una superiore sicurezza degli accumulatori (16%), listini dell’usato più accessibili (15%) e un abbattimento dei costi legati alle eventuali operazioni di riparazione o sostituzione della batteria (13%).
Richieste analoghe di efficienza e concretezza riguardano il segmento delle motorizzazioni ibride. Il 38% del campione vorrebbe poter disporre di una maggiore autonomia nella guida in modalità esclusivamente elettrica, il 31% auspica la presenza di batterie maggiormente longeve e il 23% richiede il contenimento dei consumi di carburante nei momenti in cui la batteria di trazione risulta completamente scarica.
Le barriere all’acquisto: scarsa preparazione e divari di genere
Accanto alle sfide tecnologiche, la ricerca di Carfax evidenzia la persistenza di ostacoli storici che rendono la scelta di una vettura d’occasione un percorso pieno di insidie. Per il 36% degli italiani la difficoltà prioritaria risiede nella valutazione della congruità del prezzo di vendita. Il 32% segnala la presenza di schede descrittive e annunci con informazioni incomplete o scarsamente attendibili. Mentre un ulteriore 32% ammette di non possedere il bagaglio di competenze tecniche necessario per giudicare autonomamente le condizioni meccaniche e carrozziere del mezzo.
Appena il 9% dichiara di muoversi all’interno di questo mercato senza riscontrare particolari criticità. La percezione della propria preparazione conferma questa diffusa sensazione di inadeguatezza: il 40% del campione giudica scarsa o molto scarsa la propria capacità di affrontare l’acquisto di un’automobile usata in totale autonomia, a fronte di un modesto 27% che si ritiene ben preparato o esperto. L’indagine metrologica rivela anche un profondo divario di genere: oltre la metà delle donne, pari al 54%, si definisce poco preparata nel valutare un veicolo, contro una quota maschile che si arresta al 25%.
Per superare il senso di incertezza e proteggere il proprio investimento, i consumatori continuano ad affidarsi in via prioritaria alle relazioni interpersonali. Il 62% dichiara che chiederebbe supporto a una persona fidata ed esperta, come un familiare, un amico o un collega di lavoro. Al secondo posto figura il ricorso alla verifica documentale e storica del veicolo, opzione indicata dal 42% del campione. Inizia inoltre ad affermarsi l’uso di strumenti basati sull’intelligenza artificiale come supporto operativo alla decisione, già presi in considerazione dal 20% degli intervistati.
L’impatto delle truffe sul mercato e i motivi che spingono verso l’usato
I timori degli automobilisti trovano una precisa corrispondenza nelle esperienze dirette o indirette legate a pratiche commerciali scorrette o fraudolente. Quasi un italiano su tre ammette di essere venuto a contatto con truffe o tentativi di raggiro nella compravendita di auto usate. Entrando nel dettaglio delle casistiche, il 9% degli intervistati è stato coinvolto in prima persona nel ruolo di acquirente e il 3% in quello di venditore. Nel 10% dei casi la truffa ha colpito un familiare stretto, mentre nel 9% la vicenda ha riguardato un amico o un conoscente.
Il rischio di frode appare particolarmente accentuato nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 34 anni, dove l’incidenza di esperienze dirette o indirette sale fino a interessare una persona su due. La distribuzione geografica registra una variabilità analoga, con i centri urbani sopra i 100 mila abitanti che mostrano una quota del 37%, contro il 25% rilevato nei piccoli comuni.
Buon fine delle trattative e acquisti di vetture di seconda mano
La scoperta di irregolarità o dati incoerenti esercita un impatto determinante sul buon fine delle trattative. Tra gli automobilisti che hanno rinunciato almeno una volta all’acquisto di un’auto d’occasione, il 49% ha maturato la scelta a seguito delle anomalie emerse dal controllo dello storico della vettura, quali sinistri pregressi o discrepanze nel chilometraggio indicato. Il 30% ha interrotto la negoziazione per la totale assenza di documentazione a corredo, e un altro 30% a causa di informazioni palesemente false fornite da chi proponeva la vendita.
Nonostante le criticità descritte, la convenienza economica rimane il propulsore fondamentale del settore: il 59% ritiene che il prezzo ridotto costituisca il principale beneficio dell’usato, mentre il 32% ne valorizza la possibilità di accedere a modelli di segmento superiore a parità di budget disponibile. A queste motivazioni si aggiunge una spinta di carattere ecologico: il 67% dichiara che l’idea di prolungare la vita utile di un veicolo già circolante, evitando l’impronta ambientale legata alla fabbricazione di un nuovo mezzo, rappresenta uno stimolo concreto verso l’acquisto di seconda mano.
Danni registrati e chilometraggio: la radiografia reale del parco circolante
I timori manifestati dai consumatori trovarono conferma puntuale nelle verifiche tecniche condotte sui veicoli realmente controllati dagli utenti. Analizzando lo storico dei mezzi analizzati, emerge che il 51% presenta almeno un fattore di rischio e il 43% registra almeno un danno a verbale. La frequenza dei danni appare concentrata prevalentemente nella fascia di veicoli con un’anzianità compresa tra i cinque e i dieci anni.
Se queste evidenze venissero proiettate a titolo teorico sull’intero parco auto nazionale, le dimensioni del fenomeno assumerebbero proporzioni ragguardevoli: circa 20,96 milioni di autoveicoli circolanti in Italia presenterebbero almeno una fatticità di rischio, e 16,85 milioni risulterebbero gravati da almeno un danno registrato nel corso della loro vita operativa. Dall’analisi delle vetture sottoposte a verifica emerge un identikit preciso: l’età media si attesta a 8 anni con una percorrenza media di 116 mila chilometri.
Sotto il profilo dei passaggi di proprietà, il 45% ha avuto tra tre e cinque precedenti intestatari, il 23% ne ha avuti due e soltanto il 14% è stato di proprietà di un unico soggetto. Il 13% del campione esaminato vanta una storia di importazione dall’estero. All’interno di questa specifica categoria, quasi un veicolo su due presenta almeno un danno registrato.
Automobili sotto la lente d’ingrandimento: le tipologie di alimentazione
Per quanto concerne le tipologie di alimentazione delle auto controllate, le motorizzazioni a combustione interna tradizionale continuano a farla da padrone coprendo il 79% del totale (con il diesel al 43% e la benzina al 36%). Le architetture ibride rappresentano il 13%, mentre le elettriche pure si fermano ad appena il 2%. Nella graduatoria dei marchi automobilistici maggiormente sottoposti a indagine storica spicca Fiat con il 12% delle ricerche totali, seguita da Audi al 9%, BMW e Mercedes-Benz all’8% ciascuna e Volkswagen al 7%.
Un ultimo focus riguarda le vetture che hanno cambiato intestatario nel corso dell’anno 2026, una platea che costituisce il 32% del totale dei veicoli analizzati. Focalizzando l’attenzione sulle transazioni completate nei primi otto mesi del 2026, ben quattro auto su dieci presentavano almeno un danno registrato. Quest’ultimo sottoinsieme mostra un’età media pari a 8 anni e 116 mila chilometri percorsi, un’incidenza di storie d’importazione pari all’11% e una percentuale del 54% di mezzi che sono stati posseduti in passato da un numero di proprietari compreso tra tre e cinque.
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