Il mercato delle auto elettriche in Europa vive una stagione di svolta. Secondo l’ultimo EV Progress Report diffuso da Transport & Environment (T&E), il 2026 si avvia a chiudere con vendite record e un’offerta di veicoli accessibili in forte crescita, spinta dai target europei sulla riduzione delle emissioni di CO2.
Vendite in forte crescita e offerta raddoppiata
Tra gennaio e agosto 2026 sono state vendute nell’Unione Europea 1,64 milioni di auto elettriche a batteria (BEV), registrando un +45% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un traguardo storico si è toccato nel secondo trimestre dell’anno, quando — per la prima volta in assoluto — le immatricolazioni di BEV hanno superato quelle dei veicoli a benzina in un intero trimestre, conquistando una quota di mercato del 22%.
Questo boom è sostenuto da un’espansione senza precedenti dell’offerta:
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Oltre 150 modelli disponibili: nella sola prima metà del 2026 sono stati lanciati quasi 40 nuovi veicoli elettrici.
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Auto sotto i 25.000 euro: entro la fine dell’anno, i modelli con un prezzo di partenza inferiore a questa soglia raddoppieranno (arrivando a coprire una domanda rimasta a lungo insoddisfatta) e i volumi di vendita di questa categoria saranno sette volte superiori rispetto al 2024.
Il fattore costi: il risparmio contro la crisi petrolifera
L’analisi di T&E evidenzia come la mobilità elettrica offra un riparo concreto contro gli shock geopolitici ed energetici. Dall’inizio della crisi legata al conflitto in Iran, i rincari del petrolio sono costati agli automobilisti europei 53 miliardi di euro.
A metà settembre, fare il pieno a un’auto diesel costava circa 30 euro in più rispetto al periodo pre-crisi. Di contro, chi è passato a un’alleata a zero emissioni all’inizio del conflitto ha potuto risparmiare circa 350 euro sui costi di utilizzo.
«Gli automobilisti europei vedono finalmente arrivare le auto elettriche piccole e accessibili che aspettavano da tempo», sottolinea Andrea Boraschi, Direttore di T&E Italia. «In Italia i fondi di incentivo sono andati esauriti in poche ore, a dimostrazione che la domanda c’è, quando l’offerta è accessibile».
L’appello sulla stabilità dei target UE
Il report lancia infine un monito sul futuro regolatorio. Secondo l’associazione, i target intermedi di riduzione della CO2 nel periodo 2025-2027 sono stati determinanti per spingere i costruttori verso il segmento economico (abbandonando la strategia iniziale concentrata solo su modelli grandi e redditizi).
Indebolire gli obiettivi futuri, a partire da quelli fissati per il 2030, metterebbe a rischio la competitività dell’industria europea — minacciando produzioni nazionali come la futura E-Car che Stellantis realizzerà a Pomigliano — e frenerebbe la diffusione di veicoli economici per milioni di cittadini.
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