Il dispiegamento globale delle tecnologie energetiche rinnovabili sta procedendo a ritmi serrati, segnando un punto di svolta nella transizione energetica. Per la prima volta nel 2024, la generazione di elettricità da fonti a basse emissioni ha superato il 40% del totale globale. Il rapporto 2025 della Breakthrough Agenda, sviluppato dall’Iea in collaborazione con i Climate High-Level Champions, rivela che i flussi di capitale verso le fonti pulite, reti, stoccaggio e combustibili a basse emissioni stanno stabilendo nuovi record.
Si prevede che gli investimenti in tecnologie pulite raggiungeranno circa 1,92 trilioni di euro nel 2025, attirando quasi il doppio del capitale rispetto ai combustibili fossili. L’investimento in elettricità è destinato a essere circa il 50% superiore rispetto agli investimenti combinati in carbone, petrolio e gas naturale, guidato dalla rapida crescita della domanda per l’industria, la mobilità elettrica e i data center. Il solare fotovoltaico rimane la singola voce più consistente negli investimenti energetici globali, con 390 miliardi di euro previsti, mentre anche la spesa per il nucleare (61 miliardi) e lo stoccaggio a batteria (56 miliardi) è in crescita nel 2025.
Breakthrough Agenda: visione al 2030
Lanciata nel 2021 alla Cop26, la Breakthrough Agenda è un processo collaborativo annuale supportato da 61 Paesi, che rappresentano oltre l’80% del Pil globale, e da oltre 150 iniziative. L’obiettivo centrale è rendere le tecnologie pulite e le pratiche sostenibili l’opzione più conveniente, accessibile e attraente rispetto alle alternative a combustibili fossili entro il 2030 in sei settori chiave: energia, idrogeno, trasporto su strada, acciaio, cemento ed edilizia.
Il rapporto introduce le cosiddette “dichiarazioni di successo” per ciascun settore. Questi criteri sono pensati per fornire una visione più concreta e misurabile di cosa significhi raggiungere gli ambiziosi obiettivi del 2030, andando oltre le raccomandazioni annuali. Tali dichiarazioni, affiancate da indicatori quantitativi ed esempi qualitativi, mirano a rendere il monitoraggio dei progressi più completo e a indirizzare gli sforzi di collaborazione.
Rinnovabili e ruolo vitale della cooperazione transnazionale
La risposta al Global Stocktake richiede una solida collaborazione internazionale tra governi nazionali, settore privato e organizzazioni, poiché nessun attore può raggiungere da solo gli obiettivi. Una cooperazione ben mirata è fondamentale per armonizzare gli standard, aggregare la domanda, mobilitare la finanza e muovere i mercati in modi altrimenti quasi impossibili.
L’azione coordinata è essenziale per accelerare l’innovazione, ridurre i costi e affrontare le sfide della frammentazione globale. Un’indagine del Breakthrough Business Barometer del 2025 ha rilevato che l’85% dei leader aziendali considera il coordinamento internazionale su finanza, commercio, standard e infrastrutture importante, ma solo il 28% ha riportato progressi significativi nell’ultimo anno. Le imprese chiedono una collaborazione più forte per scalare più velocemente i mercati di transizione.
Il documento sposta l’attenzione su aree di collaborazione specifiche, con un nuovo capitolo dedicato ai fertilizzanti. Il settore, essenziale per l’agricoltura e la sicurezza alimentare globale, è responsabile di circa il 2,4% delle emissioni globali di gas serra. La riduzione delle Ghg in questo ambito richiede sforzi internazionali su standard, certificazione, gestione della domanda e investimenti mirati in tecnologie di produzione a basse emissioni. L’armonizzazione degli standard globali per la contabilità delle emissioni e i sistemi di certificazione è considerata fondamentale per creare un campo di gioco equo.
Sfide e criticità: gap di finanziamento e maturità tecnologica
Nonostante i progressi, il cammino non è privo di ostacoli. La Breakthrough Agenda sottolinea che le opportunità di collaborazione pratica sono ben lungi dall’essere pienamente sfruttate. Il progresso è più lento in alcune parti del sistema energetico dove le opzioni tecnologiche pulite sono meno mature o più costose rispetto agli omologhi fossili.
In particolare, nel settore dell’idrogeno, produrlo da combustibili fossili rimane molto più economico, un divario che si è ampliato a causa dei prezzi più bassi del gas naturale. Inoltre, sebbene gli investimenti nelle reti elettriche siano in crescita, faticano a tenere il passo con l’aumento della domanda di energia e il dispiegamento delle rinnovabili, a causa delle lunghe procedure di autorizzazione e delle difficoltà nelle catene di approvvigionamento.
Un altro elemento critico è la disparità negli investimenti puliti: i Paesi con mercati emergenti e in via di sviluppo hanno assorbito meno del 10% della crescita degli investimenti nell’ultimo decennio. Colmare questo divario finanziario, che richiede un maggiore coinvolgimento del settore privato catalizzato dal supporto pubblico, è un elemento cruciale della collaborazione internazionale che necessita urgentemente di maggiore attenzione.
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