Nuovi strumenti finanziari per far crescere agricoltura e industria alimentare

Il comparto porta un valore aggiunto di oltre 81 miliardi di euro all'economia del Paese

Agricoltura e industria alimentare portano un valore aggiunto di oltre 81 miliardi di euro all’economia del Paese, di cui 676 miliardi di euro di fatturato agroalimentare e circa 70 miliardi di export. Si registra una maggiore produttività, un aumento del numero delle imprese medio-grandi, e la diffusione di tecnologie digitali.Nonostante ciò permangono nodi strutturali da affrontare legati alla competitività stessa delle aziende nel contesto globale per cui al centro resta il credito. Fondamentale in questo un modello misto di finanza che combina interventi pubblici (incentivi, garanzie, fondi europei) con altri di finanza privata, quali private equity, venture capital, minibond, basket-bond, fondi di crescita settoriale.

Di questo si è parlato nel convegno “Nuovi strumenti della finanza per le imprese agroalimentari” da Agronetwork – l’associazione fondata da Confagricoltura, Nomisma e Luiss, a Palazzo della Valle.

“Il futuro dell’Italia – ha affermato Sara Farnetti, presidente Agronetwork passa anche dalla capacità di attrarre nuove forme di finanza: iniziative come questa mettono in rete competenze, idee e risorse, perché le sfide attuali si trasformino nelle opportunità di domani”.

Gli strumenti finanziari disponibili per l’agroalimentare

“L’agroalimentare è uno dei motori dell’economia italiana – ha commentato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – ma le imprese si trovano oggi davanti a un contesto molto complesso, dove si intrecciano i temi del ricambio generazionale, della sostenibilità e della competitività sui mercati globali. Per affrontare queste sfide la finanza non è più solo un supporto, ma diventa un elemento strategico per accompagnare il settore verso modelli produttivi più moderni, innovativi e competitivi”. Vincenzo Paolo Carbonara, responsabile Finanza Alternativa di Cassa Depositi e Prestiti, ha evidenziato come i tradizionali canali bancari non siano più sufficienti a sostenere la crescita delle imprese agroalimentari, specie le Pmi. Per questo Cdp promuove strumenti alternativi, come Basket bond e Minibond che permettono a più aziende di unirsi in un’unica emissione obbligazionaria, riducendo i costi e ampliando l’accesso al mercato dei capitali. “Sono già stati finanziati oltre 40 progetti agroalimentari per 180 milioni di euro, con casi di successo che hanno potuto investire in ammodernamento, internazionalizzazione e sostenibilità”.

agricoltura e industria alimentare
foto Pixabay

Tra gli strumenti Luigi Gallo, responsabile Incentivi e Innovazione di Invitalia evidenzia i contratti di sviluppo, rivolti ai grandi investimenti dell’agroalimentare, e Smart&Start Italia, che sostiene startup innovative, comprese quelle attive nell’agrifood e nel foodtech. Il Fondo Cresci al Sud, dedicato alle Pmi del meridione.

Maria Beatrice Mencacci, della Direzione Servizi per le imprese di ISMEA, aggiunge gli strumenti dei finanziamenti agevolati (FAG) e degli investimenti diretti con Ismea Investe, fino alle garanzie a prima richiesta che coprono fino al 70% dei prestiti bancari.


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