Il Parlamento spagnolo ha rigettato la proposta di regio decreto-legge 7/2025 del 24 giugno che prevedeva la riforma del sistema energetico nazionale definito anti blackout.
PP, Junts, Podemos e BNG non hanno appoggiato la misura. Eppure Sara Aagesen,la ministra della transizione energetica aveva presentato queste undici misure a seguito del black out che il 28 aprile aveva paralizzato la Spagna.
A suo tempo la causa del black out in Spagna era stata dovuta a una “insufficiente capacità di controllo della tensione, fluttuazioni legate alle sollecitazioni del sistema e disconnessioni dei gruppi di produzione” descritte come «apparentemente inadeguate»”.
Errori per cui gli oppositori al decreto regio sostengono non ci sono state dimissioni dei “colpevoli”.
L’iniziativa aveva l’appoggio delle aziende elettriche ed era sostenuta da Psoe, Sumar, ERC, PNV, Bildu, Compromís e Coalición Canaria.
Nonostante ciò il Congresso dei Deputati, nella sessione del 24 luglio, ha deciso di abrogare il regio decreto-legge 7/2025, del 24 giugno, recante misure urgenti per il potenziamento del sistema elettrico, pubblicato nella “Gazzetta Ufficiale dello Stato” numero 152, del 25 giugno 2025.
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