Grecia accelera sull’eolico offshore: target nazionale a 2,35 GW

Pianificazione energetica con il nuovo decreto ministeriale: capacità aumentata e suddivisione per zone marine

L’autorità governativa della Grecia, attraverso il ministero dell’Ambiente e dell’Energia, ha disposto un aggiornamento strategico al quadro di sviluppo delle rinnovabili del Paese. Con l’emanazione del nuovo decreto ministeriale, il target relativo all’installazione di impianti eolici offshore, nell’ambito del Piano Nazionale per l’Energia e il Clima (Necp), è stato ufficialmente incrementato a una capacita pianificata complessiva di 2,35 gigawatt, superando l’obiettivo precedentemente fissato a 1,9 GW.

Grecia
Foto di Tomas Bankauskas su Unsplash.

L’intervento normativo del ministero si inserisce all’interno delle direttive dell’Unione Europea per la decarbonizzazione dei sistemi energetici nazionali. La revisione riflette gli esiti delle analisi tecniche condotte in stretta collaborazione con la Herema (Hellenic Hydrocarbons and Energy Resources Management Company), l’ente statale di gestione preposto al coordinamento delle licenze e all’individuazione delle aree marine idonee allo sviluppo di parchi eolici galleggianti e fissi.

Ripartizione territoriale della capacità di generazione

Il decreto ministeriale stabilisce non soltanto il totale complessivo della potenza da installare, ma procede a una dettagliata ripartizione geografica del potenziale energetico lungo le coste e i bacini marittimi greci. Le indicazioni istituzionali approvate delineano quote specifiche per ciascun ambito territoriale individuato, assicurando un bilanciamento tra efficienza del vento e impatto ambientale.

Nello specifico delle disposizioni di pianificazione, il quadro normativo assegna una capacità complessiva pari a 500 megawatt nell’area che comprende il bacino delle Cicladi e la porzione interna del Golfo di Eubea. Un’ulteriore quota equivalente a 200 MW è stata assegnata alla zona del Golfo di Patrasso.

Le restanti quote di potenza previste fino al raggiungimento della soglia dei 2,35 GW sono collocate nelle aree ad alto potenziale eolico del Mare Egeo settentrionale e orientale, storicamente caratterizzate dalle condizioni più favorevoli dell’intero bacino del Mediterraneo.

Offshore: connessioni di rete, gestione dei tagli di carico e strumenti dedicati

Oltre alle volumetrie di potenza e alle delimitazioni geografiche, il provvedimento del ministero dell’Ambiente e dell’Energia definisce formalmente i punti strategici di connessione degli impianti alla rete di trasmissione nazionale della corrente elettrica, la cui infrastruttura è gestita dall’operatore pubblico Admie. La determinazione precisa dei nodi di immissione garantisce la stabilizzazione e l’integrazione efficiente della nuova energia eolica marina nel bilancio elettrico complessivo del Paese.

Sotto il profilo regolatorio, il ministero ha fissato linee guida chiare sul trattamento della produzione in eccesso. Rispetto alla proposta iniziale formulata dall’ente regolatore Herema, diretta a introdurre meccanismi di protezione specifici contro le riduzioni della produzione o tagli di carico, la decisione finale ha stabilito che gli impianti offshore saranno soggetti ai medesimi vincoli di rete e limitazioni operative applicati a tutte le altre fonti di energia rinnovabile. Per garantire l’esecuzione rigorosa dei rilievi marini e ambientali, propedeutici alle future aste pubbliche, è stata prevista la costituzione di una società veicolo speciale.

Questo soggetto operativo vede la partecipazione diretta dell’operatore di rete Admie, dei produttori di cavi sottomarini e di primari istituti di credito, assicurando la copertura finanziaria necessaria per condurre le campagne di indagine tecnica in mare aperto prima dell’indizione dei bandi competitivi per le concessioni.

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