Un forte strappo scuote il panorama energetico nazionale: Elettricità Futura ha deliberato l’uscita da Confindustria Energia. La decisione dell’associazione che raggruppa le imprese del settore elettrico italiano segna un momento di svolta per la rappresentanza industriale del Paese e apre una fase di profonda riorganizzazione delle dinamiche associative.
Sull’episodio è intervenuto Amedeo Testa, Segretario Generale della FLAEI CISL, individuando nel passaggio critico un’opportunità per ripensare le basi del settore attraverso il coinvolgimento diretto di tutte le parti sociali.
L’appello al dialogo e la proposta di una “Costituente elettrica”
Pur auspicando una rapida ricomposizione della frattura, la FLAEI CISL sottolinea la necessità di canalizzare le differenti sensibilità industriali all’interno di uno spazio di confronto ampio e strutturato.
«Il momento storico che stiamo vivendo richiede dialogo, responsabilità e capacità di costruire soluzioni condivise», ha dichiarato Amedeo Testa. Per questa ragione, il sindacato propone la nascita di una vera e propria “Costituente elettrica”, un tavolo permanente destinato a far dialogare istituzioni, aziende e rappresentanze dei lavoratori.
Secondo il sindacato, l’apporto delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere relegato a momento conclusivo dei processi strategici, ma deve essere integrato fin dalle fasi iniziali della programmazione aziendale e istituzionale, sull’esempio di quanto già avvenuto nelle trattative legate al rinnovo delle concessioni.
Le direttrici strategiche per la crescita del settore
Il comunicato della FLAEI CISL individua alcune priorità fondamentali per garantire la stabilità e lo sviluppo della filiera elettrica italiana:
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Politica industriale orientata all’integrazione energetica: pianificare in modo organico la transizione e lo sviluppo produttivo.
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Regia pubblica e continuità negli investimenti: rafforzare la gestione delle reti infrastrutturali e assicurare risorse stabili per la trasformazione tecnologica.
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Centralità dell’occupazione e delle competenze: tutelare la sicurezza del lavoro e promuovere le competenze necessarie alla gestione dei nuovi impianti e reti.
«Investimenti, sviluppo delle reti, nuova capacità produttiva, competenze e occupazione sono parti dello stesso progetto industriale», ha ribadito Testa, sollecitando l’apertura immediata di una nuova stagione di confronto tra imprese, governo e rappresentanze dei lavoratori per consolidare il futuro energetico del Paese.
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