Ets, riforma del mercato spacca il dibattito sulla transizione

Le critiche del Wwf Italia e di Assocarta si intrecciano con il giudizio di T&Environment, che definisce insufficienti le misure previste per il settore del trasporto aereo

La presentazione della proposta per la riforma del Sistema di scambio delle quote di emissione (Ets) dell’Unione Europea e del Piano d’azione per l’elettrificazione ha aperto un profondo solco nel dibattito sulla transizione energetica del continente. Le prime reazioni ufficiali mettono in luce una convergenza nella bocciatura del testo della Commissione Europea, pur partendo da presupposti e interessi diametralmente opposti. Sia il Wwf Italia sia Assocarta hanno espresso un giudizio negativo sul provvedimento, evidenziando come l’attuale formulazione manchi l’obiettivo di delineare un percorso efficace e condiviso verso la decarbonizzazione, scontentando al contempo il fronte ambientalista e il tessuto industriale. A fare eco alle perplessità generali è infatti intervenuta anche Transport & Environment (T&E).

Ets
Foto di Janusz Walczak su Unsplash.

Ets, il quadro normativo e gli obiettivi comunitari

Il Sistema di scambio delle quote di emissione rappresenta da anni il pilastro fondamentale della politica climatica europea, basato sul principio del tetto massimo e del commercio delle emissioni per spingere i settori più inquinanti a ridurre il proprio impatto ambientale. La revisione presentata dall’esecutivo comunitario punta a ridefinire le regole del mercato della CO2 per allineare il comparto produttivo ai nuovi e stringenti traguardi di riduzione netta dei gas serra fissati al 90% entro il 2040.

Parallelamente, l’introduzione del Piano d’azione per l’elettrificazione mira a stimolare la competitività dell’energia elettrica pulita e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Tuttavia, i meccanismi applicativi proposti per raggiungere tali scopi hanno sollevato forti perplessità sulla reale tenuta del sistema.

Leggi anche Transizione rischia di trasformarsi in deindustrializzazione?

T&E: il giudizio sulle misure per l’aviazione

Per T&E, la principale organizzazione europea in materia di decarbonizzazione dei trasporti, la quale la revisione del sistema Ets dell’UE per l’aviazione non è sufficiente a promuovere l’azione climatica incisiva che pure il settore necessita. Sebbene per la prima volta la Commissione abbia applicato un prezzo del carbonio ai voli in partenza dall’UE, T&E rileva che la misura si limita ai tragitti entro un raggio di 5.000 chilometri e solo a partire dal 2029, lasciando ancora il 47% del settore aeronautico europeo esente dalla tariffazione del carbonio.

Per questo motivo, l’organizzazione considera il provvedimento solo un primo passo e sottolinea che l’assegnazione di oltre 100 milioni di quote gratuite per i carburanti sostenibili (Saf) finisce per indebolire il segnale del prezzo del carbonio, proteggendo le compagnie dal reale impatto finanziario della compensazione. In base ai calcoli di T&E, a causa di queste scelte l’UE perderà circa 4,2 miliardi di euro di entrate aggiuntive che avrebbe altrimenti raccolto se tutti i voli in partenza fossero stati inclusi nel sistema.

L’associazione contesta inoltre la gestione dei voli a lungo raggio e del sistema internazionale Corsia. Nonostante una valutazione della stessa Commissione abbia concluso che questo non rappresenti un’alternativa credibile all’EU Ets e necessiti di un significativo rafforzamento, la proposta finale estende l’esenzione stop the clock sui voli internazionali in partenza dall’UE almeno fino al 2032. Una decisione che T&E giudica non all’altezza delle raccomandazioni scientifiche formulate dall’esecutivo stesso, definendola un compromesso al ribasso effettuato con il pretesto di incoraggiare lo strumento internazionale. L’organizzazione evidenzia comunque alcune note positive, come l’introduzione di un prezzo per l’impatto climatico dei jet privati e l’attenzione rivolta all’impatto non legato alle emissioni di CO2 tramite quote gratuite per le compagnie che evitano la formazione di scie di condensazione.

Il fronte ambientalista contro il rinvio dei tagli

Dal punto di vista della tutela climatica complessiva, il Wwf Italia ha espresso un duro monito, definendo la riforma una grave battuta d’arresto per le ambizioni dell’Unione Europea. Secondo l’organizzazione, il testo formulato a Bruxelles indebolisce gli incentivi alla riduzione delle emissioni, prolunga la dipendenza dalle fonti fossili e mette a serio rischio i target ambientali. La responsabile Clima ed Energia, Mariagrazia Midulla, nella nota stampa paragona la struttura dell’Ets a una torre di Jenga, spiegando che la rimozione dei singoli mattoncini fondamentali — come un tetto alle emissioni in calo, un prezzo significativo per l’inquinamento e il reinvestimento delle entrate — rischia di destabilizzare l’intero sistema. Il timore principale riguarda la proroga al 2040 delle assegnazioni gratuite di permessi di inquinamento ad alcuni settori industriali, una misura che per gli ambientalisti ritarda la trasformazione dei metodi produttivi.

L’associazione ha espresso preoccupazione anche per le modifiche al Fattore di Riduzione Lineare, lo strumento che stabilisce la velocità del calo annuale delle emissioni consentite. Rallentare questo tasso potrebbe tradursi nell’immissione nell’atmosfera di ulteriori 2 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Il Wwf ha sottolineato che la Commissione dovrebbe chiarire come intenda compensare tale surplus, che altrimenti graverebbe sui settori non Ets come trasporti, edilizia e agricoltura. Viene inoltre criticata la scelta di consentire 250 milioni di quote aggiuntive per la compensazione tramite progetti di cattura e stoccaggio del bio-carbonio e rimozione diretta dall’aria, pratiche ritenute basate su metodologie errate e controproducenti.

T&E, i dubbi sul rallentamento dei target e sui crediti di rimozione

A tal proposito, la stessa Transport & Environment condivide la preoccupazione sul rallentamento del ritmo delle riduzioni, evidenziando che l’abbassamento del fattore di riduzione lineare al 3,7% per il periodo 2031-2035 e all’1,7% a partire dal 2036 determinerà un eccesso di quote, deprimendo il segnale di prezzo a lungo termine e penalizzando le aziende all’avanguardia nelle tecnologie pulite. Secondo T&E, l’indice dovrebbe rimanere invariato fino al 2036 proprio per tutelare il segnale di investimento del sistema.

L’organizzazione lancia un allarme anche sulla proposta di inserire fino a 250 milioni di tonnellate di crediti di rimozione del carbonio entro la fine degli anni Trenta, una portata senza precedenti storici e priva di progetti certificati a supporto. Per T&E la Commissione non ha un percorso credibile e si rischia di spingere verso standard più bassi, permettendo a crediti più economici e meno sostenibili di sostituire le rimozioni permanenti, consentendo così agli inquinatori di acquistare certificati invece di ridurre le emissioni alla fonte.

Le ragioni dell’industria tra competitività e mercati

Sul versante opposto, Assocarta ha manifestato profonda delusione, evidenziando come la riforma non si stia dimostrando un reale motore di investimento per le imprese, ma unicamente un fattore di sottrazione di risorse. Il presidente dell’associazione, Lorenzo Poli, in una nota spiega che “un sistema Ets efficace deve accompagnare la trasformazione industriale, non sottrarre ulteriori risorse alle imprese europee in assenza di tecnologie e infrastrutture di decarbonizzazione realmente disponibili e accessibili”. Il rischio concreto prospettato dai produttori è quello della delocalizzazione delle fabbriche e delle relative emissioni al di fuori dei confini comunitari, verso paesi con normative meno severe.

Assocarta si dichiara fermamente contraria all’ulteriore riduzione dei benchmark, pur se contenuta entro la forbice dello 0,3% e del 2% annuo. La rappresentanza dei cartai ha ribadito che le assegnazioni gratuite non costituiscono un privilegio, bensì l’unico scudo efficace per evitare il trasferimento della produzione all’estero. I tagli lineari uniformi vengono considerati inadeguati poiché slegati dalle reali condizioni economiche e tecnologiche del comparto. Viene inoltre giudicata inammissibile la subordinazione delle quote gratuite alla presentazione obbligatoria di un piano di decarbonizzazione, un vincolo che finirebbe per colpire le aziende operative in contesti territoriali privi delle reti e delle infrastrutture necessarie alla conversione.

Ets EU, i nodi dell’elettrificazione e del riciclo dei materiali

Un ulteriore terreno di confronto riguarda l’economia circolare e la gestione dei vettori energetici. Se da un lato il Wwf Italia accoglie con favore gli indirizzi del Piano d’azione per l’elettrificazione volti a eliminare i sussidi ai combustibili fossili e a rendere l’elettricità verde più competitiva, dall’altro avverte che l’elettrificazione non rappresenta una strategia autosufficiente. Per gli ambientalisti, deve essere necessariamente integrata da investimenti significativi nelle reti, nella flessibilità del sistema e da stringenti obiettivi di efficienza energetica, per evitare un aumento distorto della domanda complessiva di energia.

Su un piano strettamente operativo, Assocarta ha lanciato l’allarme per l’inclusione nel sistema Ets degli impianti di recupero energetico dei residui generati dalle attività di riciclo. Questa nuova impostazione normativa rischia di generare pesanti costi aggiuntivi per la gestione degli scarti dei processi di recupero, finendo per compromettere la sostenibilità del modello industriale della filiera della carta. L’associazione industriale ha quindi sollecitato l’introduzione di un correttivo specifico volto a escludere tali scarti dall’applicazione delle quote, al fine di tutelare un sistema economico basato sulla piena valorizzazione delle risorse e sulla circolarità.

Leggi anche Ets: miliardi di proventi inutilizzati, industria attende elettrificazione


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.